F1 | L’ammissione di Honda: “Ci serve tempo, alcune cose non vanno come speriamo”
"Nulla di grave e che non possiamo superare", ha detto Watanabe
Il ritorno ufficiale di Honda in Formula 1 in partnership esclusiva con Aston Martin, continua a essere uno dei temi centrali del nuovo ciclo regolamentare. Attorno a questo progetto si è costruita una narrazione carica di aspettative, alimentata dal reset tecnico imposto dalla FIA e dalla presenza di Adrian Newey nella struttura di Silverstone. Dalle parole che arrivano dal Giappone, però, emerge un quadro più prudente, che invita a ridimensionare l’ottimismo diffuso negli ultimi mesi.
Dopo l’uscita formale dalla Formula 1 alla fine del 2021, Honda ha mantenuto un ruolo tecnico di supporto con Red Bull prima di annunciare il rientro ufficiale come motorista. La collaborazione con Aston Martin rappresenta un passaggio strategico, ma anche una sfida complessa, soprattutto in un contesto regolamentare che rivoluzionerà sia le power unit che l’integrazione con i telai. Proprio su questo fronte sono arrivate le dichiarazioni di Koji Watanabe, presidente di Honda Racing, che hanno acceso un primo campanello d’allarme.
Il nipponico ha scelto un tono misurato, sottolineando come il percorso di sviluppo sia tutt’altro che lineare: “Data l’incertezza sui progressi dei costruttori rivali, resta una battaglia per vedere quanto possiamo avvicinarci ai nostri obiettivi autoimposti. Francamente, abbiamo ancora bisogno di più tempo. Stiamo portando avanti lo sviluppo valutando gradualmente i miglioramenti prestazionali derivanti dall’integrazione di vari componenti. Alcuni si rivelano efficaci, altri falliscono inaspettatamente: è un insieme di risultati contrastanti”.
Honda: “Dobbiamo migliorare prestazioni e affidabilità”
Parole che evidenziano una fase di lavoro ancora instabile, nella quale i riscontri tecnici non sono sempre coerenti con le attese iniziali. Una situazione che lo stesso numero uno di Honda Racing non ha cercato di nascondere, pur evitando toni allarmistici: “A dire il vero, non tutto sta andando bene, quindi ci sono molte aree in cui siamo in difficoltà, ma non è successo nulla di grave che non possiamo superare. In questa situazione, ci stiamo concentrando silenziosamente sul miglioramento delle prestazioni e dell’affidabilità”.
Il discorso di Watanabe si è poi allargato al rapporto con Aston Martin e alla necessità di allineare il progetto del propulsore con la filosofia tecnica del team britannico: “Il team vuole anche continuare a costruire auto che riflettano la visione di Adrian, quindi penso che il prossimo passo per noi, dal punto di vista del propulsore, sia capire come adattarci a questa visione. Se questo aumenta la nostra competitività e ci rende più propensi a vincere, allora faremo tutto il necessario”.
Queste dichiarazioni si inseriscono in un contesto già reso delicato da alcune indiscrezioni circolate durante l’inverno, secondo cui Honda avrebbe sottovalutato una possibile interpretazione dei regolamenti 2026 legata al rapporto di compressione dei nuovi motori. Secondo tali voci, Mercedes e Red Bull Powertrains avrebbero individuato margini di sviluppo più ampi, capaci di tradursi in un vantaggio prestazionale difficile da colmare.
A ciò si aggiungono le indiscrezioni su un programma di sviluppo più complesso del previsto nello stabilimento di Sakura, con tempi di maturazione del progetto che non procederebbero alla stessa velocità dei principali concorrenti. Elementi che, pur non trovando conferme ufficiali, contribuiscono a rendere il quadro meno rassicurante per Aston Martin.
se vuoi essere sempre aggiornato sulle nostre notizie
Seguici qui









