GP Bahrain: analisi del weekend di Sakhir

GP Bahrain: analisi del weekend di Sakhir

Il Gran Premio di Bahrain disputatosi per la prima volta in notturna è stata sicuramente la gara più bella e spettacolare di questo inizio di stagione, segno che nonostante tutte le critiche un minimo di spettacolo questa Formula 1 è ancora in grado di regalarlo agli appassionati che la seguono. Con la gara di ieri è stato praticamente ufficializzato il dominio della Power Unit Mercedes rispetto a tutte le altre già dal sabato quando dei primi dieci qualificati in Q3 ben 7 montano il motore della stella a tre punte.

Per questo e altri motivi il team Mercedes ha mostrato che il vantaggio tecnico che ha su tutti gli altri è semplicemente imbarazzante. La pista di Sakhir esalta soprattutto le vetture che riescono a sfruttare la velocità in rettilineo: non è un caso che fra i primi 10 classificati 6 sono motorizzati Mercedes (con le due Mclaren ritirate). Il gap con tutte le altre è elevato ed è veramente difficile che possa essere colmato quando il campionato non sia già stato deciso. Hamilton e Rosberg sanno quindi che hanno la grande occasione e che l’unico vero ostacolo nella corsa all’iride risiede nel proprio nel compagno di box: per questo non hanno lesinato a battagliare a furia di sorpassi, controsorpassi e manovre anche dure per la gioia dei tifosi (e un po’ meno per quella del muretto box). Almeno la stagione si preannuncia combattuta (fra i due Mercedes).

Molto bene la Force India con Perez al podio e Hulkenberg quinto. Il motore Mercedes ha fatto la differenza visto che per tutta la gara non hanno fatto altro che sverniciare avversari, però onore al merito va anche al team indiano che comunque è sempre riuscito a sfornare buone macchine nelle ultime stagioni. Piccola rivincita morale per Sergio Perez finito a podio dopo essere stato scaricato dalla Mclaren per far posto al giovane Kevin Magnussen.
Gran gara per la Red Bull che, aiutata anche dalla Safety Car nel finale, è riuscita a piazzare Ricciardo quarto e Vettel sesto. Complessivamente l’australiano è andato meglio in questo week-end rispetto al compagno teutonico il quale nel finale si è difeso dagli attacchi di Felipe Massa ed ha dichiarato laconicamente che la

Red Bull sul dritto è ancora troppo lenta. Così le Mercedes rimangono soltanto un lontano miraggio. Ottima anche la gara delle due Williams che se non fosse stato per lo sfortunato ingresso della Safety Car si sarebbero riuscite a piazzare molto più avanti del settimo e ottavo posto finale. La macchina comunque è buona (si dice che sia la più leggera di tutto il circus) e ovviamente grazie al motore Mercedes i due piloti sono stati in grado di sorpassare avversari per tutta la gara. Se lo sviluppo si manterrà costante ed i piloti non si metteranno i bastoni fra le ruote a vicenda il team potrà sicuramente togliersi tante soddisfazioni in questa stagione, visto che Felipe Massa ha occupato il terzo posto in gara per una parte della corsa (grazie soprattutto ad una delle sue micidiali partenze).

Profondo rosso Ferrari. Eloquente è stato vedere Luca Cordero di Montezemolo andarsene dal circuito a 10 giri dalla fine della corsa affermando che fa male al cuore vedere due Ferrari così lente. La gara per i due ferraristi è stata difatti un incubo visto che Raikkonen è partito male perdendo quattro posizioni al via e il duo rosso si è visto per tutta la gara incapace di effettuare un sorpasso, anzi sono stati superati con estrema facilità da tutti i team motorizzati Mercedes. La riflessione naturale che viene da fare è che va bene che queste regole non piacciono ai più, però non si può negare il fatto che era più di un anno che quando si parlava della stagione attuale si sentivano frasi del tipo:” Dal 2014 farà la differenza il motore e avrà meno importanza l’aereodinamica, quindi la Ferrari tornerà nelle posizioni dove merita di stare”.

Il responso della pista è stato invece impietoso: la Ferrari ha la peggior Power Unit del lotto, peggio anche di quella Renault. Quindi Montezemolo, oltre a continuare le battaglie politiche per dare spettacolo e dignità a questa Formula 1, dovrebbe forse cominciare a pensare che ci sono dei problemi (e grossi pure) all’interno del team e che magari serva una vera rifondazione visto che non si può andare avanti così.La Mclaren ha fatto grandi passi indietro con entrambi i piloti che non sono riusciti a prendere la bandiera a scacchi poiché costretti al ritiro (ufficialmente per problemi alla frizione). Ma più importante sarà riflettere a Woking sul perché il team inglese non riesce a ripetere le prestazioni viste in Australia quando tutti e due i piloti salirono sul podio visto che le Mclaren non sono sembrate così competitive in gara.

Per quanto riguarda gli altri: Kyvat con la sua Toro Rosso si è piazzato ai margini della zona punti, mentre il compagno ha avuto una gara tutta in salita sin dalle prime fasi culminata poi con il ritiro. Completamente anonime le Sauber (entrambe ritirate) e le Lotus, ci pensa solo Pastor Maldonado ad attirare sulle due vetture qualche inquadratura con un incidente che ha fatto letteralmente volare via la monoposto di Gutiérrez; una manovra degna del miglior Pastor.

Questa settimana i team avranno a disposizione due giorni di test proprio sul circuito del Bahrain prima di spostarsi fra in Cina per disputare il Gran Premio fra due settimane. Vedremo quindi se in Cina qualche soluzione che verrà provata in questi giorni consentirà a qualcuno di scalare posizioni importanti.

Davide Gambardella

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