Formula 1 | Herbert predica calma: “Ferrari competitiva? Gli altri team si sono nascosti”

"Se avesse davvero un vantaggio, credo che sarebbe la prima a gestirlo con discrezione", ha aggiunto

Formula 1 | Herbert predica calma: “Ferrari competitiva? Gli altri team si sono nascosti”

Nei test invernali del Bahrain la Ferrari è stata tra le squadre più osservate. La SF-26 ha fatto segnare tempi di rilievo, in particolare con Charles Leclerc, che ha chiuso con i cinque tempi migliori delle sei giornate complessive disputate tra le due sessioni di prova. Un rendimento che nel paddock di Sakhir ha contribuito a delineare una prima percezione del progetto 2026, pur in assenza di riferimenti certi sui carichi di carburante e sui programmi dei rivali.

A Maranello, comunque, la linea resta improntata alla cautela. Nessuna dichiarazione eccessiva, nessuna previsione pubblica sugli equilibri imminenti, ma piuttosto la volontà di concentrarsi sull’analisi dei dati raccolti. Un atteggiamento diverso rispetto all’anno scorso, quando l’ottimismo invernale aveva lasciato spazio a serie difficoltà nel corso del campionato.

Il tema resta aperto: la Ferrari ha realmente mostrato tutto il proprio potenziale o ha preferito lavorare senza scoprire le carte? E soprattutto, potrà inserirsi nella lotta con una Mercedes indicata da molti come riferimento con il nuovo regolamento? A offrire una lettura più prudente è Johnny Herbert, convinto che i riscontri cronometrici non bastino a definire le gerarchie.

L’ex pilota della Benetton invita a non lasciarsi condizionare dalle classifiche dei test e sottolinea come le dinamiche invernali spesso non coincidano con quelle del campionato: “Ritengo che la Ferrari sia sembrata così competitiva perché altri team non hanno mostrato pienamente il loro potenziale e abbiano preferito lavorare lontano dai riflettori. Se la Ferrari avesse davvero un vantaggio significatvo, credo che sarebbe la prima a gestirlo con discrezione anziché esporlo apertamente. Mi auguro sempre che possano essere protagonisti fino in fondo, ma negli ultimi anni non sono riusciti a completare l’opera. In inverno li vediamo spesso in alto nelle classifiche dei tempi, poi però la stagione racconta una storia diversa”.

Secondo l’ex pilota britannico, il 2026 rappresenta comunque un passaggio importante, ma non sufficiente di per sé a garantire un salto di qualità: “Non penso che la Ferrari abbia oggi le basi per puntare con decisione al titolo e immagino che possano trovarsi in una situazione simile a quella dello scorso anno, competitivi a tratti ma non costantemente al vertice. Il nuovo regolamento offre un’opportunità perché tutti partono da condizioni teoricamente simili, tuttavia per trasformare questa occasione in risultati servono elementi solidi all’interno della squadra. Se analizziamo le ultime due stagioni, non sono stati in una posizione particolarmente favorevole. Sono intervenuti con alcune modifiche organizzative, ma resta da capire se questi cambiamenti siano davvero sufficienti per compiere il passo definitivo verso il vertice”.

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