Formula 1 | Ferrari SF-26, Serra: “Fondamentale la flessibilità di sviluppo durante l’anno”
Gualtieri: "Abbiamo ripensato l'architettura della power unit sin dalle prime fasi"
Nel giorno della presentazione ufficiale della SF-26, la prima Ferrari nata per il nuovo ciclo regolamentare della Formula 1, la Scuderia ha scelto di affidare il racconto tecnico del progetto alle parole di Loic Serra ed Enrico Gualtieri. Il direttore tecnico chassis e il responsabile della power unit hanno delineato un quadro che va oltre la semplice introduzione di una nuova monoposto, restituendo l’immagine di un lavoro iniziato molto prima e costruito attorno a un cambiamento profondo di filosofia.
La vettura che Charles Leclerc e Lewis Hamilton porteranno in pista nel mondiale 2026 nasce infatti in un contesto regolamentare completamente diverso rispetto al recente passato, con nuove priorità aerodinamiche, un ruolo centrale della componente elettrica e una integrazione sempre più stretta tra telaio e propulsore. Un quadro che, come spiegato da Serra, ha imposto scelte strutturali già nella fase iniziale del progetto.
“Lo sviluppo del progetto SF-26 ha richiesto di adattarci a un quadro regolamentare completamente nuovo – ha detto l’ex Mercedes. Abbiamo dedicato molto tempo alla fase concettuale per recepire il più possibile il nuovo contesto normativo e tecnico. Allo stesso tempo, era fondamentale garantire che l’architettura della vettura ci offrisse sufficiente flessibilità per lo sviluppo nel corso della stagione. In questo scenario, l’efficienza e l’integrazione di soluzioni come l’aerodinamica attiva sono elementi chiave. La SF-26 rappresenta un grande sforzo corale da parte di tutto il team in fabbrica e non vediamo l’ora di iniziare la stagione”.
Nel racconto del direttore tecnico chassis emerge la centralità della fase concettuale, considerata decisiva per impostare una piattaforma capace di evolvere nel tempo. La flessibilità dell’architettura viene indicata come condizione necessaria per affrontare un campionato lungo, in cui lo sviluppo avrà un peso determinante quanto la competitività iniziale. L’aerodinamica attiva, citata esplicitamente, diventa uno degli strumenti attraverso cui la SF-26 dovrà coniugare efficienza e adattabilità.

Se il telaio è stato progettato per accogliere un nuovo equilibrio aerodinamico, la power unit rappresenta uno dei punti di rottura più netti con il passato. Enrico Gualtieri ha sottolineato come il regolamento 2026 non costituisca una semplice evoluzione, ma un vero cambio di paradigma, che ha imposto di ripensare il motore fin dalle sue fondamenta.
“Con i regolamenti 2026 la power unit è più che mai una parte integrata nel concetto vettura – ha detto l’italiano. L’aumento significativo del ruolo della componente elettrica, l’introduzione del carburante sostenibile al 99% e l’eliminazione della MGU-H rappresentano un chiaro cambiamento di filosofia, non una semplice evoluzione come quella che abbiamo vissuto dal 2014 al 2025. Questo ci ha richiesto di ripensare l’architettura del propulsore fin dalle prime fasi, lavorando su efficienza, integrazione e gestione dell’energia, sempre più in stretta collaborazione con i colleghi del team Chassis. È una sfida tecnica complessa, che abbiamo affrontato con grande rispetto, disciplina e con l’obiettivo di ottimizzare l’intero sistema vettura nel corso della stagione”.
Nel passaggio di Gualtieri si coglie la portata della trasformazione imposta dal nuovo regolamento: l’eliminazione della MGU-H, l’uso quasi totale di carburanti sostenibili e l’aumento del peso della componente elettrica ridisegnano l’equilibrio interno della power unit. Il motore non è più un elemento da ottimizzare isolatamente, ma una parte strutturale del concetto vettura, sviluppata in parallelo con il telaio.
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