F1 | Red Bull, Mekies: “Abbiamo un enorme lavoro da fare, purtroppo non siamo il riferimento”

Il team principal di Milton Keynes parla chiaro: "La lotta sarà enorme, ci vorrà del tempo per raggiungere il livello che vogliamo"

F1 | Red Bull, Mekies: “Abbiamo un enorme lavoro da fare, purtroppo non siamo il riferimento”

Laurent Mekies toglie pressione dalla Red Bull. L’ingegnere francese, a capo della Red Bull da luglio 2025 quando prese il posto di Chris Horner, ha sottolineato come la squadra di Milton Keynes non sia tra le favorite almeno in questo inizio di stagione che scatterà l’8 marzo con il Gran Premio d’Australia che si svolgerà sul tracciato cittadino dell’Albert Park di Melbourne.

La Red Bull è una delle squadre attese di questo nuovo ciclo tecnico, che la vede scendere in pista con la propria power unit in collaborazione con Ford. Tra i punti fermi del team c’è Max Verstappen, con il quattro volte campione del mondo che ha deciso di rimanere al fianco della Red Bull all’inizio di questa fase regolamentare.

Proprio l’olandese è stato protagonista di uno straordinario 2025, che lo ha visto rimanere in corsa per il titolo fino all’ultima gara della stagione nonostante non potesse contare sull’auto più competitiva del lotto nel medio e lungo periodo. Max si è fermato a soli due punti dal titolo, conquistato dal pilota della McLaren Lando Norris.

“C’è un bel gioco nella pit lane per cercare di spostare l’attenzione sulla competizione, e il nostro approccio è quello di cercare di mantenere basso il rumore, per concentrarci su noi stessi – ha dichiarato Mekies, intervistato da RacingNews365 – Abbiamo un enorme lavoro da fare. Purtroppo non siamo il punto di riferimento. Siamo molto fiduciosi che probabilmente in questo momento siamo dietro al gruppo dei migliori”.

Mekies, proseguendo con il proprio intervento, ha poi aggiunto: “Tuttavia, è giusto dire che probabilmente gran parte della pit lane è rimasta sorpresa dal fatto che siamo riusciti a correre con quel livello di costanza con un progetto completamente nuovo”.

Il team principal della squadra anglo-austriaca, completando il discorso, ha detto: “Ancora una volta è qualcosa di cui il nostro team a Milton Keynes dovrebbe essere orgoglioso. La lotta per la competitività che ci aspetta sarà enorme e ci vorrà molto tempo per raggiungere il livello che vogliamo”.

I numeri della Red Bull nei test pre-stagionali

Il 2026 rappresenta un passaggio cruciale nella storia della Red Bull. Per la prima volta dalla sua nascita, la scuderia di Milton Keynes affronta il campionato con una power unit sviluppata internamente attraverso Red Bull Powertrains, progetto nato dopo l’addio di Honda e costruito in collaborazione con Ford Motor Company. Il nuovo motore equipaggia anche la squadra satellite Racing Bulls, consolidando un assetto tecnico completamente integrato. Si tratta di una scelta strategica maturata nel tempo, sostenuta da investimenti rilevanti e dall’ingresso di tecnici provenienti da realtà consolidate negli anni come Mercedes e Honda.

Nel paddock, tra le sessioni di prova al Montmelò e quelle in Bahrain, diversi addetti ai lavori hanno indicato il nuovo propulsore austriaco come uno dei riferimenti iniziali della fase regolamentare appena inaugurata. Un giudizio che il team principal Laurent Mekies ha invitato a ridimensionare, sottolineando come i test invernali offrano indicazioni parziali e come il vero confronto emerga solo in condizioni di gara, quando carichi, temperature e gestione dell’energia vengono messi sotto pressione.

Lo shakedown di Barcellona aveva acceso qualche interrogativo, soprattutto in merito all’affidabilità di un’unità motrice completamente nuova. Le prime risposte arrivate dalla pista sono state però incoraggianti: chilometraggio regolare, assenza di criticità strutturali e una base tecnica coerente con le simulazioni effettuate al banco prova. La fase di rodaggio ha consentito ai tecnici di raccogliere dati preziosi sull’integrazione tra motore endotermico, parte ibrida e software di gestione energetica, elemento chiave nel nuovo regolamento.

In Bahrain, durante i test ufficiali, la Red Bull ha confermato questa tendenza. Nel primo blocco di prove la squadra ha completato 343 giri, mentre nel secondo ha chiuso a 329, numeri che testimoniano continuità operativa e un programma rispettato quasi integralmente. Non sono mancati piccoli contrattempi, come i problemi tecnici che hanno limitato Isack Hadjar nella prima settimana, ma nel complesso la RB22 ha mostrato progressi costanti sul piano della stabilità meccanica.

Oltre al dato chilometrico, ciò che ha colpito gli osservatori è stata la fluidità nell’erogazione e la gestione dell’energia in uscita di curva, aspetti determinanti con le nuove specifiche 2026. Il lavoro ora si concentra sull’ottimizzazione delle mappature e sulla correlazione tra simulatore e pista, passaggio essenziale per presentarsi a Melbourne con un pacchetto competitivo non solo sul giro secco, ma anche sulla distanza di gara.

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