F1 | Maurizio Arrivabene: “Dobbiamo eliminare la paura di vincere” [INTERVISTA]

Arrivabene è intervenuto alle Finali Mondiali 2018

Maurizio Arrivabene si è presentato presso il Monza Eni Circuit in occasione delle Finali Mondiali Ferrari, dove ha fatto il punto su vari argomenti.
F1 | Maurizio Arrivabene: “Dobbiamo eliminare la paura di vincere” [INTERVISTA]

DA MONZA – È un Maurizio Arrivabene sereno quello che si è presentato sul circuito brianzolo questa domenica. In parte perché il clima dei Tifosi era tutto dalla sua – come ci ha subito confermato – ed in parte perché la sua squadra si è ritrovata negli ultimi appuntamenti del calendario. Dal presente al futuro della Scuderia Ferrari, ecco cosa ha raccontato durante l’intervista, con in sottofondo il rombo delle vetture del Cavallino Rampante giunte appositamente per le Finali Mondiali 2018.

Che atmosfera si respira qui alle Finali Mondiali Ferrari?

“Quello che mi ha stupito di più arrivando qui alle Finali Mondiali è il calore della gente: ho ricevuto diverse pacche sulle spalle, c’è un grande amore per la squadra. Voglio ricordare un episodio in particolare, dove un tifoso ci ha augurato il meglio per il 2019, ma molti gli hanno risposto in coro che c’è ancora il Campionato Costruttori in palio. Per me è stato bello perché essendo qui a Monza, a rappresentare la squadra, domani a Maranello farò presente al Team che la gente continua a sostenerci e che non molla”.

Il titolo Piloti è sfumato, però c’è stato anche tanto di buono che non si può dimenticare.

“Era da diversi anni che non arrivavamo a vincere per sei volte nella stessa stagione, ed anche se un titolo è andato ora il risultato migliore è portare a casa il Costruttori. Molti forse si dimenticano che proprio questo era il più importante per Enzo Ferrari e che gente come Frank Williams e Ron Dennis lo hanno sempre considerato non meno meritevole di quello Piloti. Con ciò non voglio certamente trovare delle attenuanti in questo 2018, dico che per un’azienda che produce automobili è allo stesso modo importante. Non sarà facile colmare il gap di punti, però negli ultimi due GP ho visto una squadra molto unita e concentrata, dai meccanici, agli ingegneri sino ai piloti.

Nel debrief alla conclusione del GP del Messico la delusione per aver perso il titolo Piloti c’era ovviamente, ma sia Vettel che Räikkönen hanno subito voluto svoltare pagina e mi hanno detto di voler dare il 150% per provare a conquistare il titolo Costruttori. Nonostante per noi tutti fosse un giorno triste, vedere i ragazzi unirsi ancora di più per l’obiettivo rimanente è stato molto bello”.

Cosa possiamo aspettarci nel 2019?

“Al momento nessuno ha parlato di addii ed arrivederci, casomai di rinforzi. Ovviamente occorre tempo, bisogna preparare le cose di modo che tutto proceda per il verso giusto, non siamo alla ricerca di “rimpiazzi”. Oggi la squadra c’è ed è molta buona, compatta. Per cui non c’è bisogno di avere fretta. E sottolineo: la squadra è buona così. Se arriveranno degli inserimenti l’importante sarà non rompere la stabilità. Personalmente ho sempre creduto più nelle evoluzioni che nelle rivoluzioni”.

Ci garantisce che nel 2019 al suo fianco ci sarà Mattia Binotto?

“Vorrei chiarire subito. Quella che circola ormai da qualche settimana è una cosiddetta fake news. Lo scopo mi sembra quello di creare instabilità all’interno della squadra e creare problemi lì dove non ve ne sono. Caso chiuso”.

Come vede la coppia Vettel-Leclerc l’anno prossimo?

“Penso sarà molto affiatata. Charles l’ho conosciuto già nel 2016, quando ho firmato il suo primo contratto. Quello che dovrà fare nel 2019 è acquisire esperienza e restare umile, oltreché imparare dal proprio compagno di squadra. Avrà di fronte a sé una stagione dove non si intende chiedergli nulla di particolare se non di portare al traguardo la vettura nella migliore posizione a lui possibile”.

Quale insegnamento avete tratto da questo 2018?

“Che si vince e si perde assieme. Non si può indicare il pilota così come non si può indicare la squadra. Gli errori ci sono stati ed in qualità di responsabile sono io ad assumermi le colpe. E prima o poi toccherà anche a me andare sul podio a cantare l’inno, ma al momento c’è una lunga lista d’attesa di persone che lo meritano più di me!

Dobbiamo essere più consapevoli dei nostri mezzi ed abituarci a vincere, allontanando ogni paura: una doppietta non dovrebbe essere celebrata come un evento raro, bensì come un normale traguardo”.

F1 | Maurizio Arrivabene: “Dobbiamo eliminare la paura di vincere” [INTERVISTA]
4 (80%) 1 vote
Leggi altri articoli in Interviste

Lascia un commento

3 commenti
  1. Victor61

    4 novembre 2018 at 18:22

    Marchionne lo avrebbe licenziato alla fine del 2018 ma purtroppo non ha potuto finire l’opera e adesso arrivabene si è impossessato della Ferrari e del suo futuro che se tanto ci da tanto sarà una terrificante sofferenza

  2. stefanoabbadia

    5 novembre 2018 at 07:06

    Evento fantastico , atmosfera bellissima, una piccola nota che secondo me è stata condivisa da molti appassionati: non si è sentito nessun pensiero per Sergio Marchionne, un vero peccato, è stato un grande anche per la Ferrari non solo per aver salvato la Fiat.
    Penso che la cosa sia voluta.
    Cmq forza Ferrari

  3. Zac

    Zac

    5 novembre 2018 at 09:02

    Quest’anno sia la squadra, sia i piloti, di azzardi ne hanno fatti tanti. Entrambi non hanno avuto nessuna paura ad osare. In che cosa consiste la paura di vincere, nel non osare o nell’osare più del necessario? Ma poi siamo sicuri che per “paura di vincere” Arrivabene non intenda l’esatto contrario e cioè la “paura di non riuscire a vincere”?

You must be logged in to post a comment Login

Articoli correlati