F1 | GP Imola: l’analisi delle qualifiche

Lewis Hamilton conquista la pole e scatterà davanti alle due Red Bull. Quarta la Ferrari di Leclerc

F1 | GP Imola: l’analisi delle qualifiche

Per la novantanovesima volta in carriera, Lewis Hamilton prenderà il via di una gara dalla prima casella sulla griglia di partenza. Dopo che gli era sfuggita nella passata stagione, l’inglese è infatti riuscito ad aggiungere anche la pista di Imola alla sua collezione personale, centrando l’ennesima pole position. Una sessione di qualifiche che ha regalato emozioni in una sfida all’ultimo centesimo di secondo contro le due Red Bull, staccate di meno di un decimo dal battistrada. Ad affiancare il pilota della Mercedes in prima fila sarà Sergio Perez, capace di precedere il proprio compagno di squadra Max Verstappen, il quale può recriminare per un errore commesso nel corso dell’ultimo tentativo. Un occasione persa per la squadra anglo-austriaca, che avrebbe certamente potuto puntare ad occupare l’intera prima fila data la competitività della monoposto.

A scattare dalla quarta casella sarà un ottimo Charles Leclerc che, così come in Bahrain, è riuscito a sfruttare le carenze degli avversari per portare la sua Ferrari nelle prime posizioni, da cui potrà ambire ad ottenere un buon risultato nella gara di domani, soprattutto considerando il buon passo mostrato nelle libere del venerdì. Terza fila che vedrà schierarsi Pierre Gasly, estremamente soddisfatto per la prestazione odierna nonostante sia finito alle spalle del monegasco per pochi centesimi, insieme a Daniel Ricciardo, il quale ha denotato ancora difficoltà nel riuscire a adattarsi alla sua nuova vettura ed estrarne tutto il potenziale. Tra i delusi di giornata troviamo indubbiamente Lando Norris, ufficialmente settimo ma con molto da recriminare per come una piccola uscita di pista in curva nove abbia portato alla cancellazione del suo tempo per track limit, come da regolamento: un peccato, perché il tempo ottenuto gli avrebbe consentito di inserirsi tra le due Red Bull e conquistare un ottimo piazzamento in vista della corsa. Al suo fianco ci sarà Valtteri Bottas, l’altro pilota della Mercedes che non è riuscito ad andare oltre l’ottava posizione: il finlandese non è riuscito a spiegarsi la prestazione odierna, soprattutto per la mancanza di fiducia nel posteriore durante l’ultima manche che, invece, non aveva riscontrato nella parte iniziale delle qualifiche. A concludere la top ten saranno Esteban Ocon, bravo a riscattarsi immediatamente dopo la sfortunata prestazione del Bahrain, e Lance Stroll, capace di battere il compagno di squadra ed inserirsi ancora una volta nella lotta per la Q3.

Sarà una gara in salita per Carlos Sainz, solamente undicesimo in griglia di partenza a causa di un giro non particolarmente pulito nell’ultimo tentativo della seconda manche, ma che quantomeno avrà l’opportunità di scegliere gli pneumatici con cui prendere il via e giocare di strategia. Dodicesima posizione per George Russell e la Williams, i cui progressi sono confermati anche dal quattordicesimo posto di Nicholas Latifi: il canadese si era dimostrato competitivo su questa pista nella passata stagione e il risultato di oggi suggerisce come il lavoro svolto dai tecnici stia andando nella giusta direzione. Ad inserirsi tra le due monoposto inglesi è stato Sebastian Vettel, ancora non perfettamente a suo agio con la AMR21: il tedesco è riuscito comunque a vedere dei lati positivi dalla prestazione odierna, che lo tiene ancora in lotta per un piazzamento in zona punti. Più staccato Fernando Alonso, incappato in una giornata storta che non gli ha permesso di andare oltre la quindicesima casella. Fuori in Q1 entrambe le Alfa Romeo di Kimi Raikkonen e Antonio Giovinazzi, con l’italiano che nel post-qualifica ha espresso tutto il suo disappunto nei confronti di Nikita Mazepin per averlo disturbato in quello che avrebbe dovuto essere il giro decisivo per tentare l’accesso alla manche successiva. A concludere la griglia di partenza, oltre al già citato russo della Haas, ci saranno Mick Schumacher, bravo nel riuscire ad avvicinarsi in maniera importante ai rivali più diretti, e Yuki Tsunoda, suo malgrado protagonista di un incidente nelle fasi iniziali che lo ha messo immediatamente fuori gioco.

Q1: Fuori le due Alfa Romeo

Come si era già potuto apprezzare in diverse occasioni durante la passata stagione, tra i primi a scendere in pista ad inizio Q1 figuravano George Russell e le due Haas, per cui era lecito supporre che quantomeno qualcuno di loro avrebbe potuto impostare la propria qualifica con una strategia che prevedeva tre run differenti. Un’occasione utile soprattutto per i due debuttanti della squadra americana, che avrebbero così potuto prendere confidenza con la pista e il limite della vettura senza trovarsi immischiati nel traffico. Una scelta che aveva pagato, perché sia il tedesco che il russo erano riusciti a segnare un tempo in completa libertà.

Solamente pochi minuti più tardi, infatti, quasi tutti i piloti erano usciti dai rispettivi garage per completare il primo tentativo di giornata e, su un tracciato così corto e angusto come quello italiano, rischiare di non riuscire a trovare il giusto pertugio era una eventualità di cui dover tener conto. Ad interrompere l’azione in pista, tuttavia, sarebbe stato l’incidente che aveva visto coinvolto Yuki Tsunoda, il quale era finito contro le barriere dopo aver perso il posteriore nella percorrenza della Variante Alta: “Oggi ho fatto un errore e voglio scusarmi con la squadra: ho spinto troppo all’ingresso della chicane, così non sono più riuscito a controllare la macchina. È un peccato, perché fino a quella curva la vettura andava benissimo e stavo anche facendo un bel giro. Penso che saremmo potuti passare alla Q2 usando una sola mescola. Domani credo ci sia una buona probabilità di pioggia per la partenza, quindi può succedere di tutto: cercherò di spingere il più possibile per recuperare dalle retrovie. La vettura va bene, quindi mi limiterò a resettare la mia mente e tornare al volante concentrato per correre”, ha spiegato il giapponese dell’AlphaTauri, amareggiato dall’errore che non gli ha permesso di sfruttare a pieno il potenziale della vettura. Un impatto talmente violento da spezzare a metà il cambio, che dovrà essere sostituito nella notte, mentre si cercherà anche di capire se vi siano eventuali danni anche alla Power Unit.

Ripulita la pista dai detriti, diversi piloti non avevano esitato a tornare immediatamente in pista, in modo da sfruttare a pieno i dodici minuti rimanenti e segnare quantomeno un crono valido per tentare l’accesso alla manche successiva. Le squadre più competitive erano riuscite rapidamente ad ottenere un tempo sufficiente per mettersi al riparo da eventuali sorprese, tranne Sergio Perez, che era stato costretto a ripetere il giro in seguito alla cancellazione del suo primo tentativo a causa dei track limit. Ciò non aveva di certo rappresentato un grosso problema per il messicano, che pochi minuti dopo era riuscito a rimediare portandosi al quinto posto.

Il primo run ci aveva consegnato un classifica piuttosto compatta, in cui pochi decimi avrebbe potuto fare la differenza tra il passaggio del turno o un’eventuale eliminazione. In zona esclusione figuravano Schumacher, Latifi, Mazepin e Russell, con Tsunoda fanalino di coda impossibilitato a tornare in pista. Una situazione da tenere d’occhio era quella che vedeva coinvolte le due Alfa Romeo, in quel momento salve per meno di due decimi, così come Stroll e, in parte, Alonso: era importante tenere a mente, infatti, che l’inglese della Williams aveva abortito prematuramente il suo secondo tentativo dopo essere andato leggermente largo alla Variante Alta, il che avrebbe comportato la cancellazione del tempo, senza tener conto che entrambi i piloti del team di Grove si erano dimostrati molto competitivi al venerdì.

Con meno di cinque minuti a disposizione sul cronometro, si erano riaffacciati in pista diversi alfieri, pronti ad effettuare il proprio secondo run, alternando due giri di preparazione a due tornate veloci. Una strategia che già durante le libere aveva dato prova di essere fattibile e, su un tracciato così stretto, avere l’opportunità di effettuare immediatamente un altro giro in caso di traffico o di annullamento del tempo sarebbe stato fondamentale. Sfortunatamente, nonostante i miglioramenti riscontrati sul finale, né le due Alfa Romeo né le due Haas erano riuscite a centrare un crono sufficiente per guadagnarsi il passaggio del turno, lasciando così campo libero alla Williams di poter celebrare la sua prima doppia apparizione in Q2 da un anno a questa parte, anche se in quel caso avvenne in condizioni di misto asciutto-bagnato. Tra i più amareggiati vi è il pilota di casa, Antonio Giovinazzi, il quale era stato costretto ad alzare il piede nel corso dell’ultimo tentativo a causa di una manovra portata a termine da Nikita Mazepin, reo di averlo sorpassato sul rettilineo principale rovinandogli così il giro: “È davvero deludente non aver avuto la possibilità di segnare un tempo sul finale a causa di quanto successo oggi. I piloti normalmente si rispettano in pista, ma oggi non è stato il caso. Mazepin non ha lasciato spazio dalla vettura davanti a sé, cosa che fanno tutti gli altri piloti, rovinando così il mio giro. Non ho ancora parlato con lui, ma non è il comportamento che ci aspettiamo in pista. È un peccato perché il passo che avevano ieri era davvero buono e avremmo potuto ottenere un buon risultato qui. Partiremo dalla diciassettesima posizione, il che non è ideale, è difficile sorpassare qui. Ci proveremo comunque, l’anno scorso riuscimmo ad ottenere dei punti dopo essere partiti dal fondo della griglia, quindi non ci arrenderemo”, ha spiegato l’italiano. Andando ad osservare l’episodio, in effetti, possiamo notare come tutti fossero al limite del tempo utile per passare sul traguardo senza prendere bandiera, per cui è comprensibile il fatto che il russo stesse cercando di riportarsi vicino alla macchina che aveva davanti, in modo da poter completare quantomeno un altro giro. A dire il vero, tuttavia, nel momento in cui era poi effettivamente passato sulla linea a scacchi vi erano ancora sei secondi a disposizione, motivo per il quale vi sarebbe stata l’opportunità di prendere un po’ di spazio prima di lanciarsi. A quel punto, essendo così vicino alla monoposto di Giovinazzi ed avendone preso la scia, le uniche alternative a disposizione per Mazepin erano quelle di alzare il piede o di effettuare il sorpasso, come è poi avvenuto. Facendo ciò, a rimetterci sarebbe stato Giovinazzi, il quale si sarebbe ritrovato una vettura davanti che non lo avrebbe aiutato nella percorrenza di alcuni dei tratti più impegnativi del tracciato, vedendosi così costretto ad alzare il piede e accettare un’amara esclusione.

Fuori dalla Q1 anche Mick Schumacher, il quale può però ritenersi soddisfatto per i progressi fatti nonostante un piccolo errore alla Variante Alta che gli avrebbe permesso di guadagnare quantomeno una posizione in griglia: “Stavo spingendo, ma purtroppo ho perso alla chicane di Variante Alta – penso che ci fossero un altro uno o due decimi in realtà. Ma la cosa positiva è che sappiamo che possiamo migliorare, non siamo ancora alla fine. Abbiamo visto un miglioramento dal Bahrain, quindi sono davvero felice. Aspettiamo e vediamo cosa succede domani in gara. È difficile prevedere cosa potrà succedere basandoci solo sulle prove libere, ognuno sta provando cose diverse e assetti diversi. Sono consapevole di come è andato il Bahrain, quindi lo terrò in considerazione questo fine settimana. Non vedo l’ora di guidare di nuovo domani”, ha spiegato il tedesco.

Q2: Esclusi Sainz, Vettel e Alonso

Con distacchi particolarmente ridotti come quelli che si erano riscontrati al venerdì, pensare di riuscire a qualificarsi con le gomme medie non sarebbe stato semplice, motivo per il quale solo i top team si sarebbero potuti permettere di azzardare quella scelta. Non a caso, solamente Verstappen, Hamilton e Bottas avevano optato per quella strategia, al contrario di Perez, che si era allineato alla scelta degli altri rivali scendendo in pista con la mescola soft, in parte per diversificare la strategia, in parte per non ripetere quanto si era visto tre settimane fa in Bahrain. Sia i due piloti della Mercedes che l’olandese della Red Bull già nel primo tentativo erano riusciti ad ottenere un tempo che, teoricamente, gli avrebbe permesso di superare la tagliola ed accedere alla manche successiva, anche se le squadre erano a conoscenza che il margine a disposizione sarebbe stato ridotto.

La sfida sarebbe stata avvincente, soprattutto a centro gruppo, con Ferrari, McLaren, Alpine, AlphaTauri e Aston Martin pronte a giocarsi l’accesso alla Q2, senza dimenticarsi della Williams, che per quanto difficile, avrebbe potuto sorprendere e conquistare un posto nella top. Alla fine del primo run, in zona esclusione figuravano Daniel Ricciardo, Fernando Alonso, Esteban Ocon, Nicholas Latifi e Sebastian Vettel, a cui era stato cancellato il tempo per essere andato oltre i limiti della pista in curva nove. L’australiano della McLaren aveva sicuramente ancora dello spazio per migliorarsi, considerando che nel corso del giro aveva commesso un piccolo errore alla chicane della Variante Alta, così come il francese dell’Alpine, che era stato protagonista di una correzione in uscita dalle Acque Minerali. Tra le sorprese non vi poteva non essere il momentaneo decimo posto di George Russell ottenuto con pneumatici a banda gialla, una scelta obbligata prima di cimentarsi in quello che sarebbe stato l’assalto finale alla Q3 con la soft: vale inoltre la pena menzionare come l’inglese sul rettilineo principale avesse accusato del derating, che aveva penalizzato la sua prestazione complessiva. Osservando la telemetria, in effetti, possiamo notare come tra il primo e il secondo tentativo vi fosse una differenza di velocità sui rettilinei non dipesa da alcuna scia, sintomo che probabilmente vi era stato un cambio di mappature tra i due run. Ad ogni modo, il portacolori della Williams non era l’unico a rischio, dato che Stroll, Sainz e Gasly potevano godere di vantaggio piuttosto risicato nei confronti del primo degli eliminati, quantificabile intorno ai due decimi.

Con ancora tre minuti sul cronometro, la lotta per l’accesso alla Q3 era entrata nel vivo e quasi tutti i piloti, ad eccezione di Norris in una confortevole prima posizione, erano tornati in pista. A differenza del primo tentativo, Hamilton e Verstappen avevano optato per la gomma soft, ma non tanto per assicurarsi il passaggio all’ultima manche, quanto piuttosto iniziare a prendere le misure per quella che avrebbe dovuto essere la lotta per la pole. Solamente Bottas, al limite di quello che avrebbe potuto essere un buon tempo per superare il turno, aveva deciso di tornare sul tracciato con un secondo set di coperture medie, in modo da potersi migliorare assicurandosi comunque di poter prendere il via della corsa sulla mescola a banda gialla. Uno degli aspetti più interessanti riguardava la strategia delle due Aston Martin, che erano uscite con un leggero anticipo rispetto ai propri avversari, soprattutto per evitare il traffico: considerando il tempo d’uscita, non sarebbe stato impossibile vederli fare anche ben due giri veloci sulla stessa gomma, come era avvenuto nel resto delle qualifiche, cosa che invece non si è verificata nell’ultimo run. Ad ogni modo, il tempo ottenuto da Stroll si era rivelato sufficiente per riuscire a passare il turno e mettersi alle spalle rivali che alla vigilia erano sicuramente più quotati, a partire da Carlos Sainz. Lo spagnolo non è rimasto soddisfatto della sua prestazione odierna, soprattutto considerando che, dal suo punto di vista, vi era il potenziale per salire di diverse posizioni in classifica: “Oggi non è arrivato il risultato che volevo. So che il potenziale per fare bene c’era tutto, purtroppo non sono stato in grado di mettere insieme tutti i settori nello stesso giro. Azzeccavo alla perfezione alcune curve e ne sbagliavo altre, ed è stato così fin dall’inizio della qualifica. In un gruppo così serrato ogni piccolo errore rischia di costarti tanto in termini di posizioni e per questo non posso dirmi soddisfatto” – ha spiegato il Ferrarista, protagonista di un piccolo errore alla Variante Alta nel corso del suo ultimo tentativo -. “Credo anche che questa pista per le sue caratteristiche abbia messo in evidenza che mi manca ancora un po’ di esperienza con la vettura per sapere esattamente cosa aspettarmi in ogni momento ed essere in grado di estrarre dalla SF21 tutto il potenziale. Quel momento arriverà, ne sono sicuro, ma sento di essere ancora in una fase di apprendistato. Per quanto riguarda domani, potete stare certi che darò tutto me stesso per recuperare posizioni e lottare per il miglior risultato possibile. Il passo che ho è incoraggiante e cercheremo di sfruttare a nostro vantaggio la scelta libera di gomme per la partenza”, ha poi aggiunto il pilota di Madrid, che rispetto al compagno di squadra aveva perso in maniera netta anche nella percorrenza di curva nove. In effetti, a causa della sua conformazione e dell’aggressività richiesta nell’approcciarsi alle zone in cui bisogna sfruttare a pieno i cordoli, quella di Imola è una pista molto selettiva e non deve sorprendere che diversi dei nuovi arrivati abbiano incontrato difficoltà in tal senso, dato anche la poca esperienza in vettura. Andando a vedere il set-up scelto dalla squadra italiana è tuttavia evidente come non si aspettassero di partire così indietro: dopo le prove libere, infatti, i tecnici avevano deciso di utilizzare ali più cariche, che si sarebbero potute rivelare utili sulla lunga distanza, rinunciando tuttavia a qualche km/h di velocità di punta sui rettilinei. Tenendo a mente questo fattore, riuscire ad effettuare dei sorpasso non sarà certo semplice, motivo per cui sarà importante giocare di strategia.

Per quanto vi sia il rammarico per aver mancato la Q3 solamente per poco più di un decimo, la dodicesima posizione di George Russell può essere senza dubbio considerata un risultato estremamente incoraggiante in casa Williams: “La macchina si è comportata bene in questo weekend. Personalmente parlando non ho trovato il ritmo giusto per tutto il weekend e Nicholas è stato più veloce di me in ogni sessione. Stavo faticando e non avevo fiducia, ma in Q2 tutto ha funzionato a dovere. Abbiamo superato la Q1 per poco, ma poi il lavoro quando contava davvero è stato ottimo. Sono molto contento per la dodicesima posizione, la macchina sembra veloce in rettilineo e questo ci aiuterà domani su una pista dove i sorpassi sono difficili. Penso che sarà emozionante”, ha spiegato l’inglese. Indubbiamente Russell ci ha spesso abituato a prestazioni di alto livello in qualifica, ma la performance complessiva del team dimostra la bontà dei vari aggiornamenti introdotti, considerando che è stato oltretutto una delle poche squadre a migliorarsi rispetto alla passata stagione nonostante i cambi regolamentari. Per questo anche la quattordicesima posizione finale di Nicholas Latifi può considerarsi un risultato estremamente positivo, nonostante un piccolo errore nella percorrenza della prima chicane che comunque non ha pregiudicato di molto il tempo finale.

Tra le due Williams è riuscito ad inserirsi Sebastian Vettel, ancora in fase di adattamento alla nuova monoposto. Un processo di crescita che continua weekend dopo weekend e, nonostante il tedesco creda che si potesse estrarre ancora qualcosa dalle qualifiche, soprattutto alle Acque Minerali dove ha faticato più volte nel corso del fine settimana, il quattro volte campione del mondo è riuscito ad individuare degli aspetti positivi: “Nel complesso, penso che sia stata una buona qualifica. Penso che ci fosse ancora qualcosa da estrarre dai miei giri, ma qui uno o due decimi costano un bel po’ di posizioni. Sento che stiamo facendo progressi, anche se mi manca ancora la piena fiducia per poter dare il massimo. Non sono del tutto felice, ma rispetto al Bahrain va sicuramente meglio. Vedo e sento che stiamo migliorando sessione dopo sessione e giro dopo giro. Non so cosa aspettarmi dalla gara di domani perché siamo tutti molto vicini nella midfield ed è una pista dove è difficile sorpassare. C’è anche la questione meteo, potrebbe piovere, e questo può sicuramente aiutarci. Indipendentemente da questo, domani avremo bisogno di una partenza pulita”, ha spiegato Vettel. Alle sue spalle partirà Fernando Alonso, incappato in un weekend fino ad ora negativo: già al venerdì, soprattutto sul passo, lo spagnolo non si era dimostrato particolarmente competitivo, sensazioni poi confermate anche sul giro secco nella giornata di oggi. Così come per il portacolori dell’Aston Martin, anche per l’alfiere dell’Alpine uno dei problemi principali è stata la percorrenza di curva dodici, dove dalla telemetria si può riscontrare un gap piuttosto importante dal compagno di squadra Esteban Ocon, così come nell’ultimo tratto della pista.

Q3: Hamilton centra la pole, Red Bull spreca

Dopo essersi assicurati il passaggio all’ultima manche, per i dieci piloti protagonisti della Q3 era giunto il momento della verità, quello che avrebbe definito le posizioni di partenza.
Nel corso del primo tentativo, solamente sei piloti avevano avuto l’opportunità di scendere in pista con una gomma soft nuova, mentre i restanti quattro, ovvero Gasly, Ricciardo, Ocon e Stroll, erano stati costretti ad optare per un set usato avendone usato uno in più nelle precedenti manche della qualifica. Non a caso, alla fine del primo run, erano proprio a loro a chiudere la top ten, con il tempo del canadese dell’Aston Martin che era stato anche invalidato per aver superato i limiti della pista. Daniel, in particolare, aveva completato un giro in cui era stato estremamente conservativo sia in curva sette che alle Acque Minerali, motivo per il quale indubbiamente ci si sarebbe potuto aspettare molto di più nel secondo run. Per quanto riguardava le posizioni di testa, Hamilton era riuscito immediatamente ad imporsi, concludendo il suo primo tentativo con quasi un decimo di vantaggio sul rivale più temibile, Verstappen, il quale poteva recriminare per un primo settore in cui si era trovato una vettura che procedeva a rilento nella percorrenza della chicane: un disturbo minimo, ma abbastanza per disturbare il giro dell’olandese, che avrebbe dovuto rifarsi nel secondo run. Al quarto posto era riuscito ad inserirsi un ottimo Lando Norris, molto competitivo per tutto l’arco della qualifica, riuscendo oltretutto a mettersi alle spalle la Ferrari di Leclerc e l’altra Mercedes di Bottas, il quale era stato suo malgrado protagonista di un grosso controllo in curva due.

A poco più di due minuti e mezzo dal termine, i piloti erano tutti tornati in pista per quello che sarebbe stato l’assalto finale e, in questo caso, ognuno dei dieci partecipanti avrebbe avuto modo di completare il giro con un set di pneumatici nuovi. A spuntarla era stato ancora una volta Lewis Hamilton, il quale, nonostante non fosse riuscito a migliorarsi nel secondo tentativo, era comunque stato in grado di conquistare la novantanovesima pole position in carriera grazie al giro effettuato ad inizio Q3, mettendosi alle spalle le due Red Bull: “Oggi è stato grandioso, ovviamente. Di sicuro non mi aspettavo che saremmo stati davanti alle Red Bull, credo che siano state molto veloci questo weekend. C’erano volte in cui erano sei decimi davanti. Davvero non sapevamo dove ci saremmo piazzati, ma la macchina è migliorata tantissimo rispetto a ieri, tanto. rispetto per il team per l’enorme lavoro fatto per restringere il gap. Questa pista è un mix di curve veloci, credo sia per questo che si siamo avvicinati. Le temperature sono molto più basse e anche questo ci ha aiutato ad avvicinarci alle Red Bull. Ma sono davvero forti, ci vorranno giri perfetti per star loro davanti e avere la possibilità di vincere domani”, ha spiegato il portacolori della Mercedes. Ma in quali zone della pista l’inglese è riuscito a fare la differenza rispetto ai due portacolori della squadra anglo-austriaca?

Sul rettilineo principale, così come si era visto a Sahkir, entrambe le Red Bull si erano dimostrate immediatamente competitive, riuscendo a guadagnare un piccolo vantaggio nei confronti del rivale della Mercedes. L’aspetto più interessante osservando la telemetria è che, anche ad Imola la W12 sembra aver sofferto minimi problemi di derating, seppur in maniera meno pronunciata di quanto si era visto su una pista più esosa come quella del Bahrain. Uno dei tratti che ha cambiato le sorti delle qualifiche è stato senza dubbio quelle della prima chicane, dove Verstappen era stato protagonista dell’errore che, molto probabilmente, gli è costato la pole position. La zona del Tamburello è una delle più complicate del tracciato, in cui è necessario fare sin dal principio una scelta chiara sulla traiettoria da seguire: forzare l’entrata in curva due sperando in un rapido cambio di direzione, oppure impostare un maniera più dolce la prima parte per poi trarne i benefici in percorrenza e, soprattutto, l’uscita.

Durante le prove libere del venerdì, Hamilton aveva optato per la prima opzione, tentando di portare molta velocità in ingresso nella speranza che, nel momento del richiamo per curva tre il posteriore della vettura gli avrebbe garantito quel sostengo necessario per riuscire a riportare la monoposto sulla linea ideale. In vista delle qualifiche tuttavia, dolo aver esaminato come quella particolare traiettoria non gli garantisse più i vantaggi dell’anno passato, l’inglese aveva scelto di fare un inversione di idee, forzando meno l’ingresso al fine di poter preparare al meglio il tratto successivo e gravare meglio sul retrotreno. Una scelta che aveva pagato considerando quanto era stato rapido il sette volte campione del mondo rispetto ai propri avversari più diretti. A farne le spese era stato soprattutto Verstappen, il quale nel richiamo verso curva tre aveva perso il posteriore finendo largo sull’erba vanificando l’uscita, elemento che gli aveva fatto perdere, secondo i calcoli della Red Bull, circa due decimi in totale.

Con un ritardo ormai già considerevole alle spalle, l’unica chance a disposizione dell’olandese era quella di continuare a spingere, cosa che aveva fatto già in curva cinque. Optando per una linea esternamente stretta ed aggressiva, Max era riuscito a portare qualche km/h di velocità in più, diminuendo il distacco dai rivali. In uscita di curva sette, entrambe le Red Bull si erano dimostrate ancora una volta veloci, riuscendo ad arrivare al punto di frenata della curva successiva ancora una volta con un leggero vantaggio. Un’opportunità ben sfruttata fa entrambi gli alfieri della squadra di Milton Keynes, che nella percorrenza di curva nove, una delle più rapide, erano state in grado di fare la differenza, con Perez che era riuscito a portare il suo vantaggio virtuale su Hamilton a circa un decimo e mezzo.

Alle Acque Minerali e alla Variante Alta, indubbiamente Verstappen era stato il più aggressivo, aspetto ben visibile soprattutto alla chicane, dove ancora prima di toccare terra aveva già iniziato ad impostare la seconda parte della sequenza, tanto da prendere in pieno il cordolo più interno.

Con ancora un settore da completare, la caccia di Hamilton alla pole position si era fatta estremamente complicata, perché il gap di quasi due decimi accumulato in precedenza non sarebbe stato semplice da colmare. Un distacco che Hamilton era stato in grado di ribaltare grazie ad un’interpretazione magistrale di curva 17-18. Da parte sua, Perez non aveva commesso alcun errore, con linee pulite e senza sbavature, ma piuttosto aveva pagato una confidenza non ancora perfetta, specie in fase di frenata e accelerazione, che gli aveva fatto perdere la chance concreta di giocarsi la pole.

Soddisfatto a metà Sergio Perez, lontano solamente pochi millesimi da quella che avrebbe potuto essere la sua prima pole position in carriera. Ciò che è mancato al pilota messicano è probabilmente quel piccolo passo in più in termini di fiducia nelle staccate e nelle curve più impegnative, come la prima chicane e l’ultimo settore, dove vi è la frenata più importante del tracciato. Sergio si sta pian piano adattando alla vettura e, per quanto manchi ancora quel qualcosa in più, il secondo posto è la dimostrazione che il team sta lavorando nella direzione giusta: “Che risultato straordinario. Sapere che domani potremmo vincere la gara è sicuramente una bella sensazione. Ci sono molti aspetti positivi da tenere in considerazione, ma purtroppo ho commesso un piccolo errore all’ultima curva, avrei potuto fare la pole position. Questa è di fatto la mia prima partenza con la Red Bull dalla griglia di partenza, visto quello che è successo in Bahrain. Stiamo facendo un buon lavoro che sta dando i suoi frutti. Io e Max abbiamo due strategie diverse, visto che parto con le soft mentre lui con le medie, quindi ci aspetta una bella gara, specialmente perché siamo riusciti a mettere pressione alla Mercedes. E’ un grande risultato quello di oggi, ma non possiamo rilassarci, so che c’è molto da lavorare ed è importante continuare in questa direzione”, ha dichiarato il messicano, che al via potrà sfruttare il vantaggio di essere su una mescola più morbida rispetto ai suoi avversari, cercando ovviamente di non stressarla ecessivamente.

Terzo un amareggiato Max Verstappen che nel momento decisivo non è riuscito a completare un giro pulito e conquistare quella pole position che sembrava a portata di mano: “Non ho fatto un giro pulito. Ho commesso degli errori e quando sbagli in Q3 è difficile recuperare. Il primo settore dell’ultimo giro non è stato buono, sono uscito in curva 3 e ho tagliato sull’erba. A volte succedono queste cose, non si può sempre essere perfetti. Ci sono sempre cose da migliorare, anche quando hai fatto tutto alla perfezione, ma non è il caso di oggi. Sono un po’ amareggiato, era da un po’ che non accadeva in qualifica. Checo ha fatto un ottimo lavoro, quindi complimenti a lui: abbiamo una buona macchina sulla lunga distanza i punti si fanno domani. Ci sono molti fattori da considerare, come il meteo e la partenza, ma per il team è positivo avere due vetture là davanti, quindi spero che io e Sergio riusciremo a rendere più difficile le decisioni strategiche in casa Mercedes”, ha spiegato l’olandese.

Una lotta dati distacchi particolarmente contenuti, che avrebbe visto inserirsi anche Lando Norris se non il suo tempo non fosse stato cancellato per track limit in curva nove. Nell’ultimo tentativo, infatti, l’inglese era riuscito a segnare il terzo crono più rapido della sessione, che lo avrebbe inserito davanti a Verstappen ma, sfortunatamente, la cancellazione del tempo non gli ha permesso di andare oltre il settimo posto in griglia. Un vero peccato considerando la competitività mostrata dal pilota della McLaren durante l’intero weekend: anche il giro più veloce completato in Q2, infatti, sarebbe stato sufficiente per inserirsi immediatamente alle spalle dell’olandese della Red Bull, precedendo così il resto della midfield. Rispetto alla Ferrari, Lando era riuscito a guadagnare sul lungo rettilineo, elemento in cui anche in Bahrain la MCL35M aveva mostrato grandi qualità, la prima chicane e la Villeneuve, dove l’inglese era riuscito a portare maggior velocità nei confronti degli avversari.

A prendere il via dal quarto posto sarà quindi Charles Leclerc, capace di piazzare ancora una volta inaspettatamente la sua SF21 in seconda fila sfruttando al massimo il potenziale della vettura e le difficoltà degli avversari. Nonostante un piccolo errore alla Variante Alta, dove era stato leggermente troppo aggressivo in ingresso penalizzando l’uscita, la quarta posizione era il massimo a cui poteva puntare la Rossa e l’obiettivo è stato centrato, soprattutto considerando il cambio di assetto deciso nella notte tra il venerdì e il sabato. Dopo aver convinto nelle prove libere, infatti, sulle vetture di entrambi i Ferraristi si era deciso per un cambio di set-up, optando per ali che potessero fornire un maggior carico aerodinamico. Una scelta che, per quanto potesse essere penalizzante sul giro secco, potrebbe rivelarsi utile in funzione gara per salvaguardare gli pneumatici, in particolar modo se le temperature dovessero scendere portando alla formazione di graning sulle coperture, problema di cui comunque le Ferrari non avevano sofferto in maniera evidente durante le prove del venerdì. Una decisione che, oltretutto, potrebbe rivelarsi una carta vincente in caso di pioggia, anche se le chance di vedere scendere acqua dal cielo nella giornata di domenica sono al momento limitate. Si tratterà di una Ferrari alla ricerca di conferme, anche per valutare la bontà degli aggiornamenti introdotti per questo weekend, che dai primi riscontri sembrano aver convinto i tecnici italiani: “È stata una qualifica molto positiva, anche se rispetto a ieri abbiamo faticato di più ad ottenere i tempi che pensavamo alla nostra portata. Dopo le prove libere abbiamo deciso di accettare qualche compromesso in termini di assetto in vista della gara e questo forse ci ha un po’ complicato la vita oggi, vedremo se ne sarà valsa la pena. Nel mio giro veloce in Q3 ho commesso un piccolo errore alla chicane che forse mi è costato 7-8 centesimi, ma guardando alla classifica non avrebbe modificato la nostra posizione di partenza, per questo sono soddisfatto del mio quarto posto. Amo molto questa pista, perché non permette errori ai piloti, inoltre non è troppo severa con le gomme e questo a noi piace perché significa che possiamo spingere di più durante la gara. Mi aspetto una gara difficile ma divertente: ci manca un po’ di velocità di punta e quindi spero di riuscire ad avere un passo che mi permetta di allungare rapidamente su chi ci insegue. Altrimenti sarà un po’ più difficile, ma in senso assoluto ho la sensazione che la nostra performance qui sia migliore rispetto al Bahrain”, ha spiegato Leclerc dopo le qualifiche.

Ad aprire la terza fila sarà Pierre Gasly, capace di conquistare un quinto posto in linea con le aspettative del team faentino, pronto a dar battaglia nella sua gara di casa. Il francese non ha nascosto la sua soddisfazione per essere riuscito a mettere insieme un buon giro, con la sua AT02 che, così come in Bahrain, si è dimostrata estremamente competitiva in allungo e nei tratti rettilinei, complici le scelte d’assetto e una Power Unit Honda che conferma le sue qualità in fase di qualifica: “Devo dire che oggi è andata molto bene e sono davvero felice. Rispetto al Bahrain è stata più dura, perché penso che molte squadre abbiano alzato il ritmo. Sono contento di essere riuscito a mettere tutto insieme per la Q3: ho fatto un giro estremamente pulito. Ottenere la quinta posizione nella nostra gara di casa, qui a Imola, è un ottimo risultato per tutta la squadra. I distacchi sono davvero ridotti: penso che siamo a un paio di centesimi da Charles e a soli tre o quattro decimi dai migliori, quindi è un grande risultato. Siamo in una buona posizione per domani. Dobbiamo farci trovare pronti per qualsiasi situazione in gara: potrebbe arrivare un po’ di pioggia domani e lì davanti potrebbe succedere di tutto. Dobbiamo essere pronti a sfruttare ogni opportunità”, ha spiegato il francese al termine delle qualifiche.

Alle spalle del portacolori dell’AlphaTauri scatterà il duo McLaren, con Daniel Ricciardo ancora alla ricerca di un feeling ideale con la sua nuova monoposto. Fiducia che è mancata nel momento decisivo anche a Valtteri Bottas, il quale in Q3 aveva confidato di non sentirsi a suo agio con il posteriore della vettura che, in effetti, l’aveva portato più volte a dover correggere la traiettoria ed alzare il piede, perdendo così preziosi centesimi di secondo che in una sfida così ravvicinata avrebbero potuto aiutare a scalare la classifica.

Questo strano comportamento del retrotreno lo si era potuto apprezzare soprattutto in curva due, dove il finlandese in Q3 era stato protagonista di due importanti correzioni. Un cambio di passo in negativo rispetto alle altre manche delle qualifiche che nemmeno il finlandese stesso è poi riuscito a spiegarsi, tanto che il suo tempo migliore di giornata era stato registrato addirittura in Q1: “La qualifica è stata confusa, non riesco a spiegarmi la performance del Q3. Nel primo tentativo dell’ultima manche ho sofferto di sovrasterzo, mentre nel secondo tentativo il posteriore non ha funzionato bene. Non era ciò che mi aspettavo oggi, specialmente considerando il buon feeling con la vettura all’inizio della qualifica. In Q3, nel primo tentativo, sono arrivato in curva due e improvvisamente ho perso il posteriore e un sacco di tempo. Lo stesso è accaduto nel secondo tentativo, non potevo spingere e fidarmi del retrotreno. Questo non era successo né in Q1 né in Q2 per cui è difficile capire, dovremo investigare. I sorpassi sono davvero difficili su una pista così stretta, ma lotterò e darò tutto domani”, ha dichiarato il pilota della Mercedes.

A concludere la top ten saranno un positivo Esteban Ocon, bravo a riscattarsi immediatamente dopo lo sfortunato avvio di stagione in Bahrain, e Lance Stroll, capace di riuscire ad accedere per la seconda volta consecutiva nell’ultima manche di qualifiche. Il canadese, tuttavia, si dovrà accontentare solamente del decimo posto in griglia di partenza, avendo visto il suo miglior tempo cancellato per aver oltrepassato i limiti della pista.

Le strategie

Come si era visto nella passata stagione, anche quest’anno si prospetta una gara ad una singola sosta, passando sugli pneumatici hard per la seconda parte della corsa. Durante le prove del venerdì, infatti, il degrado riscontrato dai tecnici era rimasto molto contenuto, senza contare che pensare di impostare la strategia con due pit stop, su un tracciato dove è complicato riuscire ad effettuare dei sorpassi e il tempo perso per la sosta è tra i più elevati del mondiale, si tratta di un azzardo che difficilmente potrebbe pagare. Un tema importante sarà quello delle temperature che, nel caso scendessero in maniera importante rispetto alle libere, potrebbero portare alla formazione di graining soprattutto sulle mescole più soffici, che al venerdì si era potuto apperzzare in maniera molto contenuta. Un altro aspetto di cui tenere conto sarà quello dell’undercut: su una pista così stretta, potrebbe essere un vantaggio fermarsi anticipatamente e riuscire a sopravanzare un avversario ai box guadagnando così la track position, anche se non è assolutamente da trascurare la possibilità di estendere il più possibile il primo stint, come si era visto l’anno scorso con Sebastian Vettel e Sergio Perez, capace di sfruttare al meglio la mescola a banda gialla per riportarsi nelle zone più nobili della classifica. Sarà importante individuare la giusta finestra in cui fermarsi, in modo da non rimanere bloccati nel traffico. Per i piloti di testa sarà quindi importante riuscire a creare immediatamente un gap rispetto ai rivali alle proprie spalle, in modo da poter individuare nel migliore dei modi il momento ideale in cui fermarsi.

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