F1 GP Giappone | Ferrari, Hamilton: “Non so se potremo lottare con le McLaren”
"Non è solo la power unit: c'è un divario enorme su tutti i fronti" ha aggiunto Lewis
Suzuka – Si ferma in sesta posizione Lewis Hamilton nelle qualifiche di Suzuka. Il sette volte campione del mondo chiude il sabato giapponese come fanalino di coda dei piloti dei top team, a cui oggi si è aggiunta con prepotenza anche la McLaren. Il distacco dalla pole position di Kimi Antonelli è pesante: ben sette decimi separano la Ferrari numero 44 dalla Mercedes del giovane talento italiano, un divario che scava un solco profondo tra le ambizioni di Maranello e la realtà tecnica del weekend nipponico.
Nelle libere del venerdì, il feeling di Hamilton con la SF-26 era apparso ai minimi storici. Il britannico era sembrato quasi tornare al volante della complicata SF-25, la vettura dello scorso anno che tanto aveva fatto penare lui e il compagno di squadra Charles Leclerc, per non parlare dei tifosi che ne avevano seguito le traversie tecniche. Nel sabato di Suzuka le cose sono parzialmente migliorate e il feeling di guida è stato in parte ritrovato, ma restano evidenti i cronici problemi di gestione dell’energia che affliggono la Ferrari, specialmente sul giro secco. Le nuove direttive per la qualifica, introdotte per mitigare le disparità elettriche, non sono riuscite a risolvere i problemi di clipping, ma secondo Hamilton la questione è più profonda e non riguarda esclusivamente la parte ibrida.
Hamilton: “Non possiamo dare la colpa solo al motore”
Lewis ha analizzato la sessione con la consueta lucidità, evitando di scaricare tutta la colpa sulla spinta del motore. Sebbene l’efficienza aerodinamica sia migliorata rispetto alle libere del venerdì grazie a correzioni mirate sul setup, il confronto con la Mercedes resta impietoso anche nei tratti più tecnici della pista.
“La qualifica di oggi non è stata malvagia, se guardiamo da dove eravamo partiti ieri,” ha ammesso Hamilton nel post-sessione. “Non siamo esattamente nella posizione in cui avremmo voluto essere, ma la vettura a tratti si è comportata bene e abbiamo visto alcuni segnali incoraggianti. C’è ancora molta prestazione da trovare per essere competitivi ai massimi livelli, ma abbiamo fatto dei piccoli progressi. Sono fiducioso che domani potremo risalire qualche posizione, anche se sappiamo che c’è ancora un divario significativo rispetto alle vetture davanti”.
Il punto focale dell’analisi di Hamilton riguarda la completezza della Mercedes, capace di fare la differenza non solo sui rettilinei, ma anche nel misto:
“Non si può dare tutta la colpa solo al motore. È vero che l’erogazione di potenza determina una grande fetta del tempo sul giro e che la Mercedes è velocissima in rettilineo, ma lo sono stati anche nel primo settore guidato, negli ‘S-Curves’. Le nostre prestazioni sono inferiori anche a livello di macchina, di telaio e aerodinamica, e non solo di power unit. Al momento dovremmo recuperare un divario enorme su ogni fronte per potercela giocare davvero con loro”.
Hamilton: “Non so se potremo lottare con le McLaren”
Nonostante gli sforzi del box Ferrari, il risultato della qualifica certifica un rimescolamento dei valori: la McLaren è tornata stabilmente nel gruppo di testa, mentre la Red Bull sembra essere definitivamente scivolata fuori dai giochi per le posizioni che contano. Hamilton si ritrova sesto, in fondo al gruppo dei “grandi”, ma potrà contare su una SF-26 che finora si è dimostrata estremamente reattiva nelle fasi di partenza.
Lo spunto al via sarà fondamentale per tentare di scavalcare le McLaren di Piastri e Norris, che a Suzuka sembrano aver trovato una finestra di funzionamento ideale.
“Credo che abbiamo fatto un buon lavoro con il setup tra ieri e oggi,” ha continuato Lewis. “Il feeling con la macchina era piuttosto discreto, ma ovviamente ci manca troppa velocità nel settore centrale e un po’ nell’ultimo. In parte è una questione di potenza pura e di deployment (erogazione dell’energia elettrica), fattori che su una pista come questa sono estremamente importanti e pesano sul tempo finale”.
In vista dei 53 giri di domani, il britannico resta cauto sulle reali possibilità di agguantare il podio, conscio che la gestione dell’energia sulla lunga distanza sarà ancora più complessa che in qualifica:
“Onestamente non so se potremo lottare concretamente con le McLaren per il podio. È evidente che questo fine settimana abbiano fatto un vero passo in avanti e sono molto costanti. Penso che sarà una sfida impegnativa per noi. L’unica speranza è riuscire a superarli in partenza sfruttando il nostro scatto; se riuscissimo a metterci davanti nei primi metri, forse potremmo avere il passo necessario per tenerli dietro, ma sarà una gara di difesa”.
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