F1 | Ecclestone: “Vettel ha fatto molto male, ma in Ferrari hanno favorito Leclerc”

Sulla Gestione Sportiva della Rossa: "Come team principal avrei puntato su Flavio Briatore"

F1 | Ecclestone: “Vettel ha fatto molto male, ma in Ferrari hanno favorito Leclerc”

Intervistato dal quotidiano britannico Daily Mail, Bernie Ecclestone ha esternato il suo punto di vista sulla situazione Ferrari per quel che riguarda la gerarchia tra Sebastian Vettel e Charles Leclerc andata in scena lo scorso anno. La scuderia del Cavallino, secondo l’ex numero uno del Circus, avrebbe favorito in toto il monegasco non concedendo il giusto supporto al quattro volte campione del mondo.

Tra i due alfiere del Cavallino non sono mancate le tensioni in pista, come avvenuto nel novembre scorso ad Interlagos, dove un incidente fratricida ha costretto entrambi al ritiro.

Sebastian ha fatto molto male e gliel’ho detto – ha ammesso Mister E -. È finito dove meritava. La Ferrari ha favorito Leclerc al 100%. Si sono innamorati di un pilota rendendo la vita difficile all’altro. Molte cose sono andate contro Sebastian. Penso che abbiamo visto il meglio di Leclerc. Ha fatto bene e continuerà così, ma non credo che vedremo qualcosa di spettacolare. La gara canadese ha affondato Sebastian (il tedesco venne penalizzato di 5″, perdendo così la vittoria andata ad Hamilton). Pensava che la Ferrari avrebbe dovuto sostenerlo di più. Ha ragione”.

Ecclestone ha poi spostato l’attenzione sull’organizzazione della Gestione Sportiva. Per il manager britannico la Ferrari avrebbe dovuto affidare il ruolo di team principal a Flavio Briatore dopo l’addio di Maurizio Arrivabene.

Avrei messo Flavio Briatore – ha sottolineato Ecclestone -. Flavio avrebbe fatto quello che ha sempre fatto in Benetton e Renault: togliere le persone migliori degli altri team. Il problema alla fine è che Flavio avrebbe fatto pensare alle persone che la Ferrari appartenesse a lui”.

Capitolo Hamilton-Mercedes:  “Fossi in Lewis resterei in Mercedes. In Ferrari non funzionerebbe. Sono italiani. Dovrebbe imparare la lingua per sapere cosa dicono alle sue spalle. Il problema è che agli italiani non piace combattere o litigare con nessuno”.

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