F1 | Binotto non si sente in pericolo: “Con Elkann e Camilleri ci sentiamo sempre”

Sulla SF1000: "È nata per cercare più carico aerodinamico con un motore superiore, poi è arrivata la direttiva FIA"

Il team principal della Rossa, in una lunga intervista rilasciata al Corriere della Sera, ha discusso delle attualità criticità di Maranello
F1 | Binotto non si sente in pericolo: “Con Elkann e Camilleri ci sentiamo sempre”

Intervistato dal Corriere della Sera, Mattia Binotto ha analizzato le prestazioni dell’attuale stagione dove le lacune tecniche della SF1000 sono emerse prepotentemente a Spa gara in cui Sebastian Vettel e Charles Leclerc sono giunti rispettivamente tredicesimo e quattordicesimo. Una débâcle ingiustificabile per una scuderia come la Ferrari.

Archiviato il Gran Premio del Belgio, in questo weekend il Circus è di scena a Monza un’altra pista dove le carenze della Rossa potrebbero nuovamente riemergere.

Potrebbe andare come in Belgio, o meglio visto che Spa è più severa nell’aerodinamica. Da Monza c’è la mappatura unica del motore per qualifiche e gare. Dovrebbe darci qualche vantaggio”, ha ammesso il TP di Maranello.

Binotto poi, focalizzando il discorso sull’attuale monoposto, ha detto: “È nata per cercare più carico aerodinamico sapendo di contare su un motore superiore. Con le direttive tecniche ci siamo trovati una macchina con alta resistenza all’avanzamento e pochi cavalli. La direttiva FIA? Non è una punizione, perché non ha colpito solo noi. Nel 2019 coprivano i limiti della vettura con il motore.

Parlando invece della vettura 2021 ha aggiunto: “La prossima monoposto sarà per forza un’evoluzione di questa per il blocco delle regole. Il motore sarà tutto nuovo, sta girando al banco da mesi. Poi è al voto del Consiglio Mondiale un cambiamento aerodinamico importante, con modifiche soprattutto al posteriore”.

Malgrado le prestazioni deludenti, Binotto non si sente in pericolo: “Mai, ho il supporto dei miei responsabili. Potevo fare meglio in alcune aree, la riorganizzazione tecnica si poteva fare prima. I miei 25 anni in F1 e la conoscenza di quest’azienda siano elementi chiave per far bene in questo mestiere. I vertici lontani? Con Louis Camilleri mi sento più volte al giorno, con John Elkann regolarmente. Mi danno consigli, il loro stile di leadership è diverso da quelli del passato”.

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