F1 | Haas: Bearman critica il regolamento 2026 nonostante il settimo posto in Australia
"La battaglia con Lindblad non è stata entusiasmante", ha detto l'inglese
Il debutto del campionato del mondo di Formula 1 2026 sul tracciato dell’Albert Park ha consegnato alla Haas un risultato importante, ma ha anche innescato il dibattito sulla bontà delle nuove norme tecniche. In un weekend dominato dalla Mercedes, con la doppietta di Russell e Antonelli, la scuderia americana ha saputo inserirsi con autorità nel centro gruppo, conquistando un prezioso settimo posto con Oliver Bearman. Dietro il sorriso per i primi sei punti stagionali, il giovane talento britannico non ha nascosto una profonda frustrazione per le dinamiche di gara imposte dalle nuove power unit e dall’aerodinamica attiva.
Il pilota dell’academy Ferrari, scattato dalla dodicesima casella con gomme medie, ha saputo gestire un primo giro complicato per poi risalire la china grazie a una gestione corretta dei regimi di Virtual Safety Car. Mentre il compagno di squadra Esteban Ocon lottava contro un’instabilità cronica al posteriore che lo ha relegato all’undicesimo posto, Bearman ha mostrato un passo solido, confermando la bontà del lavoro svolto dalla Haas durante l’inverno. Eppure, proprio nel momento del massimo sforzo agonistico, sono emersi i limiti di un regolamento che sembra aver reso il sorpasso un’operazione più contabile che di puro istinto.
La “trappola” del boost: il sorpasso che non c’è
Il fulcro delle critiche di Bearman risiede nell’efficacia del nuovo sistema di sorpasso, che ha sostituito il tradizionale DRS con una gestione complessa del boost energetico. Se l’anno scorso il delta garantito dall’ala mobile permetteva di chiudere i distacchi in pochi giri, oggi i piloti si ritrovano prigionieri di scie aerodinamiche che annullano quasi completamente il vantaggio elettrico. Bearman ha descritto le difficoltà incontrate nel duello contro Arvid Lindblad, durato oltre venti giri.
“Non posso certo definire entusiasmante la battaglia che ho vissuto in pista, visto che sono rimasto bloccato in quella posizione per almeno venti o trenta passaggi – ha detto l’inglese. La situazione è complessa: il vantaggio che riesci a ottenere attivando la modalità boost, o meglio quella di sorpasso, si riduce ad appena un decimo di secondo, mentre il disturbo che subisci restando in scia ti fa perdere molto più tempo. In quella fase della corsa la frustrazione era davvero ai massimi livelli”.
“Avevo un ottimo ritmo e sentivo di poterne avere di più, ma Arvid si difendeva con estrema abilità sfruttando ogni briciolo di prestazione della sua vettura, e per questo gli rendo merito. È stato snervante restare piantato a un secondo di distacco, penalizzato anche dalla loro power unit che è decisamente vigorosa sui rettilinei. Se guardiamo alla passata stagione, con il sistema DRS potevi realmente guadagnare terreno; su questo tracciato il vantaggio era di sei decimi, a fronte di un delta necessario per completare la manovra di circa nove decimi”.
“Ora il guadagno è di un solo decimo, mantenendo però lo stesso distacco necessario per passare. Mi è servita un’eternità per superarlo, quando con le vecchie regole avrei sbrigato la pratica in tre giri. È stato tutto molto frustrante, anche se devo ammettere che nei primi due giri, quando usavo il pulsante del boost senza troppa strategia, volavo letteralmente sui rettilinei superando chiunque. In quel momento è stato piuttosto divertente, ma è una dinamica che svanisce appena la gara si stabilizza”.
Un coro di dissenso: il regolamento sotto accusa
Le parole di Bearman si aggiungono a un coro di critiche che ha travolto il paddock di Melbourne sin dalle prime sessioni. Il fenomeno del “Super Clipping”, il taglio brutale di potenza elettrica a metà rettilineo, sta trasformando i sorpassi in manovre artificiali. Come già evidenziato da piloti del calibro di Verstappen e Norris, la Formula 1 sembra aver smarrito la propria identità in favore di una gestione energetica che premia il risparmio rispetto all’attacco.
Resta l’amarezza per uno spettacolo che appare ingessato. La differenza di velocità tra chi ricarica le batterie e chi utilizza il boost crea situazioni che molti addetti ai lavori definiscono pericolose, con delta di velocità che superano i 40 km/h nei punti più veloci del tracciato.
Il bicchiere mezzo pieno: la soddisfazione per i punti conquistati
Nonostante le perplessità regolamentari, il risultato sportivo resta un’iniezione di fiducia fondamentale per la Haas. Bearman ha voluto premiare lo sforzo dei meccanici e degli ingegneri che hanno consegnato una vettura affidabile in un’era di estrema fragilità tecnica. Analizzando il risultato complessivo, ha aggiunto:
“È stata senza dubbio una bella gara per noi. Nonostante un primo giro non proprio perfetto, siamo stati capaci di esprimere un ritmo eccellente che ci ha permesso di effettuare diversi sorpassi, quindi sono profondamente soddisfatto della prestazione che abbiamo messo in mostra oggi. Inaugurare questo nuovo ciclo regolamentare con un risultato simile è una sensazione speciale; per la squadra essere i primi dopo i top team è un traguardo fantastico. Certamente abbiamo beneficiato dei ritiri di alcuni avversari che ci precedevano, ma i punti vanno conquistati sul campo e noi siamo stati pronti a raccoglierli. Sono davvero orgoglioso di questo gruppo di lavoro: chiudere in settima posizione è la prova definitiva che convalida tutti i sacrifici e il duro impegno messi in atto negli ultimi mesi”.
Di parere opposto, invece, Esteban Ocon, che ha vissuto una domenica di sofferenza tecnica: “Il sentimento prevalente oggi è la delusione, perché con l’ottimo scatto che abbiamo avuto in partenza la zona punti era assolutamente alla nostra portata. Purtroppo, con il passare dei giri, il ritmo è calato vistosamente e ho dovuto lottare contro una forte instabilità della parte posteriore della macchina. È frustrante, perché sono convinto che il potenziale della vettura fosse decisamente superiore a quello mostrato. Nonostante le difficoltà e la necessità di migliorare ancora molto, questo weekend ci ha permesso di accumulare una grande quantità di dati. Vedremo come si evolveranno le cose nella prossima tappa, ma intanto sono felice per i punti conquistati dal team qui a Melbourne, un giusto premio per come ci siamo preparati durante la pausa invernale”.
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