F1 | 1993, la stagione migliore di Ayrton Senna

Il brasiliano, malgrado una McLaren spinta da un modesto motore Ford, conquista ben cinque vittorie e il secondo posto nel Mondiale piloti alle spalle di Prost

Tra le magie compiute da Senna nel 1993 c’è il capolavoro di Donington
F1 | 1993, la stagione migliore di Ayrton Senna

Sono trascorsi esattamente 27 anni da quell’11 aprile 1993, domenica di Pasqua, in cui Ayrton Senna è protagonista di una grandissima dimostrazione di forza sul bagnato in quel di Donington. Sul tracciato britannico, sede del Gran Premio d’Europa, il brasiliano è autore di un primo giro d’antologia dove recupera il terreno perso in partenza e in poche curve si ritrova da 5° a 1°. Leadership che conserva fino alla bandiera a scacchi, infliggendo distacchi impietosi alla concorrenza: l’unica monoposto a pieni giri è la Williams di Damon Hill (2°) ma a 1’23”, mentre Alain Prost (3°) subisce addirittura l’umiliazione del doppiaggio.

La stagione 1993 può essere considerata come la migliore disputata in carriera da Senna che, nonostante una McLaren non all’altezza della Williams, riesce a disputare grandi gare chiudendo addirittura l’annata al secondo posto nel Mondiale piloti. Eppure Senna decide solamente all’ultimo momento di affrontare questa nuova sfida con la McLaren, dopo aver passato settimane su settimane a decidere le sorti del proprio futuro. Nella mente del tre volte campione del mondo figura anche l’idea di partecipare alla Formula CART, avendo anche effettuato un test nel dicembre 1992 a Phoenix provando la Penske, salvo poi accantonarla.

Ma il richiamo della Formula Uno ha la meglio nelle decisioni di Senna. Il brasiliano avrebbe voluto già accasarsi in Williams nel 1993, ma il veto del rivale Prost non permette la fatidica fumata bianca a questa trattativa che arriverà nei mesi successivi. Ad Ayrton dunque non resta che accordarsi con la McLaren, che rispetto all’anno prima non è più spinta da propulsori Honda ma solamente da un modesto Ford clienti, dopo aver anche testato il motore Lamborghini, stipulando un contratto a “gettone” con Ron Dennis: un milione di dollari a gara, una cifra che permette al brasiliano di diventare il pilota più pagato del motorsport.

La scelta di Senna di restare in Formula Uno si rivela assolutamente giusta. Difatti il tre volte campione del mondo ottiene ben tre vittorie nella prima parte della stagione: oltre alla magia di Donington figurano i trionfi sulla pista di casa di Interlagos e a Montecarlo, dove tra le stradine del Principato ottiene la sesta (quinta consecutiva) e ultima affermazione. Un record che ancora oggi nessuno è riuscito a eguagliare.

Dal GP di Francia di Magny-Cours Senna firma un contratto definitivo con la McLaren per il proseguo della stagione. Malgrado una monoposto con un’ottima base dal punto di vista tecnico/aerodinamico, la scuderia britannica e il brasiliano pagano la mancanza di competitività sul lungo periodo a causa del motore Ford. Senna tenta infatti in tutti i modi di ricevere dalla Ford lo stesso trattamento riservato alla Benetton, ma le richieste di Magic non vengono accolte dalla casa americana.

Questo non impedisce a Senna di conquistare altre vittorie, come quelle ottenute nei due appuntamenti conclusivi della stagione: Suzuka e Adelaide. Il paulista chiude così la stagione con 73 punti, distante 26 lunghezze da Prost divenuto campione del mondo per la quarta volta. Il podio di Adelaide celebra la pax definitiva tra il brasiliano e il francese, con il Professore che viene invitato sul gradino più alto proprio dal rivale di tante battaglie.

È stata una decisione bella. I 5 successi di quest’anno valgono almeno 8-10 vittorie di una stagione normale, tenuto conto della situazione tecnica McLaren in confronto a quella Williams – ammette Senna in un’intervista concessa ad Autosprint nel 1993  –. Credo che i risultati ’93 siano stati stupendi. (…) Peccato che per mancanza di affidabilità se ne siano andati più di venti punti che erano alla nostra portata. Potevo rimanere in lotta con Prost sino alla fine”.

Con il successo nel GP d’Australia, dove ottiene la 41esima vittoria in carriera (sarà anche l’ultima), termina anche il ciclo di Senna in McLaren durato ben sei stagioni. Ad attendere il brasiliano c’è finalmente la Williams dopo l’addio definitivo di Prost al mondo delle corse. Sembra l’alba di un grande binomio: il pilota più forte sulla monoposto più veloce. Ma il destino ha purtroppo in serbo altri piani…

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