Mika Hakkinen: dagli Albori all’Approdo in McLaren – The Flying Finn

Celebriamo il compleanno del due volte campione del mondo ripercorrendo i primi anni della sua carriera

Mika Hakkinen: dagli Albori all’Approdo in McLaren – The Flying Finn

L’arrivo in Formula 1 di Mika Hakkinen fu solo merito del puro talento di guida del giovane finlandese e della lungimiranza di Keke Rosberg, che già nell’anno del suo trionfo mondiale seppe guardare al futuro, e riconoscere una giovane promessa tra i tanti che all’epoca si presentavano al mondo del Motorsport.

“Iniziai a correre perché mi piaceva il rumore delle auto da corsa.”

Iniziando all’età di 10 anni, nel 1978, il giovane Mika Hakkinen intraprese le prime gare di kart vincendo in lungo e in largo: dapprima i campionati regionali fino a vincere per ben cinque anni consecutivi il Finnish Kart Championship in due categorie differenti. Nel 1987 giunse il momento di passare alle ruote scoperte per mostrare al meglio tutte le potenzialità del finlandese. Partecipò quindi alla Formula Ford 1600, vincendone al primo tentativo il titolo piloti, per poi passare nei successivi anni ad altre categorie internazionali in cui trovò non poche soddisfazioni. Gareggiò per due anni nella F3 britannica e si aggiudicò al secondo tentativo il titolo con ben 10 vittorie su 17 gare previste in calendario.

La prestigiosa gara di fine campionato si disputò come sempre a Macao, e anche in quell’occasione tutti i talenti dei vari campionati di F3 si ritrovarono per gareggiare sulla lunghezza di due manche. Mika vinse facilmente la prima, dopo che l’anno precedente era stato costretto al ritiro a causa di una rottura del propulsore, e tutto lo stava portando al successo proprio nel giorno in cui tutte le attenzioni dei manager di Formula 1 erano focalizzate proprio su quelle due gare. Tuttavia nella seconda manche un giovane pilota tedesco si frappose tra Mika e il successo finale nel gran premio (che andava ottenuto per somma di punti tra le due gare). All’ultimo giro della seconda gara dopo un entusiasmante duello, Mika Hakkinen e Michael Schumacher vennero a contatto e il finlandese ne ebbe la peggio dovendosi ritirare, perdendo così la possibilità di vincere quella competizione di puro lustro.

Dopo questa sfavillante carriera nelle formule minori, piena di successi e titoli ambiti da molti ma conquistati solo da pochi, venne il momento per Mika di fare il grande passo e trovare un sedile nella massima serie. Il posto per un nuovo talento si trovò facilmente, ma in una scuderia, la Lotus, dalle grandi glorie, ma al momento del tramonto. La vettura, la Lotus 102B regalò poche emozioni sia ai piloti che ai fan della scuderia inglese, tuttavia come debuttante, all’età di soli ventuno anni – ed era quasi un record all’epoca – Mika si comportò egregiamente riuscendo a conquistare addirittura due punti merito di un quinto posto al gran premio di San Marino ad Iola. Nel corso dell’intera stagione si dimostrò sempre superiore ai vari compagni di squadra che si alternarono al suo fianco, e riuscì così a prolungare il contratto con la Lotus per un’ulteriore stagione. La nuova macchina, però, rispecchiava le basse prestazioni degli ultimi modelli sebbene Hakkinen riuscì ad ottenere qualcosa di più dalla Lotus 107. Due risultati di rilievo quali i due quarti posti di Magny-Cours e Budapest permisero a Mika, insieme ad altri piazzamenti a punti, di terminare il campionato in ottava posizione con 11 punti iridati, e delle ottime proposte per il futuro. Difatti la McLaren guardava di buon occhio gli ottimi risultati del finlandese, e gli propose un contratto da tester per l’anno 1993.

Molte altre scuderie gli offrirono posti da prima o seconda guida, ma Hakkinen scelse la McLaren, che aveva tuttavia già due piloti ufficiali, Senna e Michael Andretti.

“Tutti i successi della McLaren, la sua storia, le persone, le strutture, la recisione e l’organizzazione: tutto mi impressionò. Io sono di natura un tipo molto ordinato.”

Fu proprio Senna a relegare Hakkinen al ruolo di collaudatore – infatti Senna aveva cercato di passare alla Williams in quell’anno senza successo – ma Mika ci vide lungo e decise di rimanere e imparare il più possibile dal tre volte campione del mondo brasiliano. Michael Andretti fu appiedato dopo il Gp di Monza, a causa delle scarse prestazioni, e al suo posto venne anticipatamente fatto correre proprio il finlandese, che non dovette aspettare nemmeno un anno “in panchina” prima di ritornare a disputare un Gran Premio.

Il colpaccio di Mika Hakkinen però non fu alla domenica del weekend del Gp del Portogallo, bensì al sabato, quando in qualifica si mise dietro di sé il suo tre volte iridato compagno di squadra.

“Ero un giovane pilota, con all’attivo praticamente nessun risultato di rilievo nella massima categoria, messo di fianco ad un tre volte campione del mondo, tuttavia ero abbastanza rilassato riguardo alla situazione complessiva, e credo che Senna fosse sorpreso da ciò, specialmente quando mi qualificai meglio di lui per il gran premio del Portogallo. Questo, mi ricordo, lo scosse parecchio.”

Questo bel risultato insieme al terzo posto al Gran Premio del Giappone – primo podio in carriera – resero speciale la seppur breve stagione 1993 dei Hakkinen. Durante lo stesso anno egli effettuò un paio di test con la McLaren e il motore Lamborghini V12, e ne decantò, assieme allo stesso Senna le doti superiori rispetto al Ford V10 che allora montava la McLaren.

Continua…

Matteo Bramati

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3 commenti
  1. V12

    28 Settembre 2014 at 12:32

    Il motore di quell’anno Era un Ford V8, non V10…

  2. EnricoQ

    30 Settembre 2014 at 09:39

    cronostoria piena di lacune ed errori. scrivere solamente “hakkinen e schumacher entrarono in contatto” è una mancanza di informazioni, dato che il tedesco fece una delle sue prime porcate facendosi tamponare apposta in rettilineo (video Macao 1990). per il 1993 Senna non “relegò” proprio nessuno. Mika nel 1990 fece un test con Benetton, poi con Lotus . scelse lui questa per il 1991. nel 1992 si aprirono contatti con McLaren. ma in quell’anno Prost aveva già messo in essere un accordo con Williams con vari “paletti” come il divieto a Mansell, Patrese e soprattutto Senna. Mika accettò il contratto da collaudatore, mentre Marlboro appoggiò l’arrivo di Michael Andretti.

  3. webberfan

    1 Ottobre 2014 at 12:30

    Ci sono delle imprecisazioni nell’articolo:

    Hakkinen firmò nel 1993 per la McLaren ma non come tester, ma come titolare. La conferma di Senna arrivò dopo che il brasiliano provò la MP4/8 Ford V8 (non V10) a Febbraio. Senna ebbe un contratto gara per gara fino a Monaco. Se la McLaren non dava garanzie a Senna, Hakkinen poteva essere titolare dal Sudafrica.

    In Lotus non surclassò i compagni, solo Bailey e Bartels. Herbert lo mise dietro nel 1991, anche se l’inglese guidò solo 7 GP (ad Imola Mika arrivò 5° ed il compagno Bailey 6°, ndr). Nel 1992, Johnny era superiore in qualifica, ma colpa la poca affidabilità e la sfortuna, perse risultati al pari di Hakkinen. Nel 1994, la McLaren voleva prendere Herbert per questi motivi, ma la Lotus non lo lasciò libero e Dennis prese Brundle.

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