F1 | Revolut (sponsor Audi) spara a zero sulla livrea Ferrari: “Il blu di HP non c’entra niente”
Antoine Le Nel, responsabile marketing di Revolut: "Manca di armonia e coerenza cromatica"
Il tema delle livree in Formula 1 non è mai soltanto una questione estetica. Dietro le scelte cromatiche e grafiche si intrecciano identità di marca, strategie commerciali e posizionamento globale. Lo dimostrano le parole di Antoine Le Nel, responsabile marketing di Revolut e figura chiave dell’accordo che legherà l’azienda ad Audi nel debutto del marchio tedesco nel Circus, che ha espresso un giudizio netto sul recente approccio adottato dalla Ferrari.
Secondo Le Nel, la Scuderia di Maranello avrebbe sacrificato la coerenza del proprio design per adattarsi alle esigenze del main sponsor HP, arrivando a una soluzione che, dal punto di vista del branding, non risulta convincente. Un esempio che il dirigente utilizza per spiegare perché Revolut abbia individuato in Audi un partner più affine alla propria visione.
“Per noi era fondamentale poter mettere il nostro marchio su una vettura che fosse coerente con la nostra identità – ha sottolineato – e la prima domanda che mi sono fatto è stata come si possa pensare di inserire il blu su un’auto storicamente rossa. Senza voler mancare di rispetto, credo che ciò che Ferrari e HP hanno fatto con quella livrea non sia buono dal punto di vista del design, perché manca di armonia visiva e di coerenza cromatica”.
La scelta di Audi, secondo Le Nel, è maturata rapidamente proprio per l’allineamento naturale tra i due marchi, sia sul piano dell’immagine sia su quello dei valori trasmessi al pubblico: “Dal punto di vista del brand, Audi è premium ma resta accessibile, ed è un aspetto fondamentale. Ferrari è estremamente esclusiva, così come lo è Aston Martin, o anche McLaren, mentre Audi riesce a essere un lusso con cui le persone possono davvero identificarsi, ed è questo che ha reso l’allineamento con Revolut immediato”.
Il dirigente ha sottolineato come l’attenzione al design e all’esperienza utente rappresenti un elemento centrale per Revolut, rendendo imprescindibile una coerenza totale tra immagine del partner e valori aziendali: “L’identità del marchio per noi è cruciale, perché in Revolut siamo molto focalizzati sul design, sull’esperienza dell’utente e sulla coerenza visiva complessiva, e tutto questo deve funzionare insieme. Quando guardo ad alcuni esempi in Formula 1, penso invece che ci siano partnership riuscite molto meglio, come quella tra Mastercard e McLaren, oppure il lavoro fatto da Google Chrome sempre con loro, dove anche i dettagli come il volante sono integrati in modo intelligente e coerente”.
Audi e Revolut: “Un abbinamento naturale”
Nel confronto tra le varie realtà della griglia, Le Nel ha ribadito come l’abbinamento tra Audi e Revolut gli sia apparso naturale sin dal primo momento, senza forzature sul piano dell’immagine: “Quando ho messo a confronto l’identità di Audi con quella di Revolut, mi è sembrato tutto estremamente logico e fluido, ed è stato il primo elemento che ci ha convinti definitivamente”.
Audi farà il proprio ingresso in Formula 1 dopo aver acquisito Sauber, con un progetto che prevede lo sviluppo interno sia del telaio sia della power unit. Una sfida tecnica e industriale che ha rappresentato un ulteriore fattore di attrazione per Revolut, affascinata dalla portata del progetto.
“La narrazione è fondamentale – ha spiegato Le Nel. Noi di Revolut siamo qui per cambiare radicalmente il settore bancario e per competere contro i player tradizionali, e Audi incarna perfettamente questo spirito. Audi sta entrando probabilmente nello sport più complesso al mondo partendo da zero e costruendo tutto internamente. Non è come Cadillac, che acquista una vettura già pronta e utilizza componenti esterni: Audi realizza il telaio, il motore, il cambio, l’intero propulsore. È esattamente ciò che facciamo noi in Revolut, perché costruiamo tutto dalle fondamenta e cresciamo verso l’alto, ed è questo parallelismo che rende la partnership così forte”.
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