La Storia della Porsche in Formula 1

La Storia della Porsche in Formula 1

L’esperienza di Porsche in Formula 1 è stata breve, ma non priva di gloria. Dal 1958, infatti, la casa di Stoccarda prendeva parte regolarmente al campionato di Formula 2, che richiedeva determinate caratteristiche tecniche, molto lontane da quelle che erano le specifiche delle auto di Formula 1. Nel 1961, le vetture della massima serie vennero limitate a un motore da 1,5 litri, e questo avvicinò  gli standard della categoria regina a quelli delle formule minori. Proprio per questo cambiamento la Porsche poté senza troppi stravolgimenti al proprio precedente progetto schierare una vettura nel campionato di Formula 1.

Il debutto avvenne proprio in quell’anno (a parte una sola gara disputata nel ’60 con una Porsche 718), e i piloti della Porsche ottennero dei risultati degni di nota, quali un quinto posto al Gp di Monaco, un sesto in Belgio,  ancora un quinto posto in Gran Bretagna e tre secondi posti di Dan Gurney al Gp di Francia, vinto dal Rookie Giancarlo Baghetti, a Monza e negli Stati Uniti ed altri buoni piazzamenti nella top ten.

La vera sfida partì però con il progetto della vettura del 1962, la Porsche 804, che doveva essere le vera auto competitiva. Partiamo dal motore: la 804 montava un motore a otto cilindri, il quale sviluppava  180 cavalli a 9.200 giri al minuto, che era un’ottima potenza in confronto con i motori dei rivali, mentre a più bassi regimi era leggermente meno performante rispetto agli avversari. La cilindrata era di 1494 centimetri cubi, e il motore era raffreddato ad aria: gli ingegneri della casa di Stoccarda progettarono un ventilatore posto esattamente al di sopra del motore, per ottenere un miglior raffreddamento . La Porsche sfortunatamente non era tecnicamente avanzata come la Lotus 25, che vinceva in lungo e in largo in quegli anni, e mentre il costruttore inglese usava già la filosofia della “leggerezza” in Porsche erano ancora costruttori a vecchio  stampo. La nuova vettura montava un nuovo sistema di freni a dischi, e lo chassis era acciaio tubulare e le sospensioni indipendenti a barre di torsione. Il passo della 804 era di 3,6 metri, per un peso totale di 452 kilogrammi; era dotata di un cambio a sei marce e di un differenziale autobloccante. Tutto questo per una velocità massima di 270 kilometri all’ora.

I frutti del lavoro coadiuvati con l’abilità di Dan Gurney, pilota di alto livello, si videro ben presto. Dopo le prime tre gare un po’ deludenti, il cui miglior risultato finale fu un quinto posto a Montecarlo di Bonnier, arrivò il successo al Gp di Francia a Rouen-les-Essarts.

La pole position di quel Gp fu conquistata da Jim Clark, a il vero dominatore della soleggiata domenica fu Garham Hill, che mantenne la testa della corsa per ben trentotto giri. Lo statunitense venne però tradito da un guasto all’impianto di iniezione della sua BRM, dopo essere stato anche speronato da un doppiato e avendo così ceduto la testa della corsa per pochi giri a Jim Clark. Al quarantaduesimo dei cinquantaquattro giri, però, a comandare la corsa giunse Dan Gurney, con la sua Porsche 804. Nella scia dell’anno prima, quando era arrivato secondo dietro alla Ferrari, l’inglese andò a cogliere il primo, nonché tuttora unico successo di Porsche in una gara ufficiale dei Formula 1, alla media di 166,124 kilometri all’ora.

Poche settimane dopo il costruttore di Stoccarda colse un altro importantissimo successo, in una gara non ufficiale del campionato: proprio davanti al pubblico di casa, a Stoccarda, davanti a circa 300.000 spettatori venuti ad assistere alla corsa, la Porsche conquistò una straordinaria doppietta davanti alla Lotus di Jim Clark.

Al Gran Premio di Germania dello stesso anno, in quel del Nurburgring, Gurney conquistò una incredibile pole position, con un tempo di 8’47’’,4 . Alla domenica fu una di quelle gare da ricordare negli almanacchi: una lotta a quattro sotto la pioggia per la vittoria, tra Gurney, Garham Hill, Surtees e Clark. Quest’ultimo ebbe numerosi guai durante la gara, e, sebbene più veloce di tutti gli altri, dopo essere ricaduto in decima posizione e dopo avere rimontato, si accontentò del quarto posto, essendosi intimorito a causa di uno slittamento alquanto pericoloso. I primi tre invece lottarono per tutta la gara, dando prova di un incredibile coraggio lungo il circuito della Nordschleife bagnato. L’ordine di arrivo fu Hill, Surtees, Gurney, distaccati di appena 4.4 secondi dopo ben due ore e quaranta di gara.

Alla fine di quella stagione il marchio di Stoccarda decise di ritirarsi ufficialmente dalla massima serie a causa degli alti costi, lasciando però la possibilità ai privati che avevano acquistato le vetture porche di gareggiare fino al 1964, quando la 804 venne messa ufficialmente in garage.

In seguito la Porsche rientrò in Formula 1 come fornitore di motori per la McLaren, ottenendo eccellenti risultati negli anni 80, con ben due titoli costruttori e tre titoli piloti.

Matteo Bramati.

 

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2 commenti
  1. @driano

    15 Maggio 2014 at 21:28

    Baghetti per la verità si chiamava Giancarlo e non Francesco … !!!

    • Giuseppe R.

      16 Maggio 2014 at 23:19

      …e Dan Gurney è statunitense, non iglese…

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