Haug: "I costruttori non vogliono lasciare la F1"

Haug: "I costruttori non vogliono lasciare la F1"

Norbert Haug ha cercato di calmare le acque sostenendo che i costruttori di automobili non intendono abbandonare la F1. La crisi globale, il calo delle vendite delle automobili e il nuovo tetto del budget per il 2010 hanno contribuito alle speculazioni sul futuro dei costruttori, incluso quello della Ferrari.

Tale argomento ha meritato una gran copertura da parte della media negli ultimi giorni. Ma dopo l’incontro della FOTA tenutosi mercoledi' a Londra, il direttore del reparto corse della Mercedes Norbert Haug ha cercato di smorzare i toni, affermando che nonostante le polemiche riguardo al taglio delle spese, le squadre vogliono andare avanti con la F1.

“Anche la Ferrari vuole risparmiare,” ha detto il tedesco al sito spox.com. “Forse loro sono preoccupati dei termini del tetto per il budget e dal recente approccio della FIA. Ma un ritiro al momento e' fuori discussione,” ha insistito Haug.

Invece, l’ex pilota ed ex proprietario della Toro Rosso Gerhard Berger prevede che l’attuale situazione possa portare ad un esodo dalla F1 da parte delle case automobilistiche. “Forse allora la F1 tornerebbe come negli anni ’80 e ’90,” ha detto in un'intervista ad Auto Motor und Sport. “A quei tempi Williams, McLaren e Jordan si sfidavano spendendo 45 milioni all’anno. I fans discutevano sullo sport, c’erano bei sorpassi, gran piloti e non c’erano tutte queste cose tecniche,” ha aggiunto Berger.

L’austriaco, un amico di Max Mosley, sostiene il desiderio del Presidente della FIA di introdurre un limite di spese. “Dobbiamo aspettare e vedere cosa succedera' quando scadranno i contratti dei grandi sponsor,” ha continuato Berger. “Se poi riesci ad avere il 10 per cento (del valore precedente) puoi considerarti un uomo felice. D’altra parte ci sono i guadagni di Ecclestone. Lui non riuscira' a mantenere lo stesso prezzo che chiede agli organizzatori ed alla tv, come conseguenza i team non prenderanno piu' 30 milioni ma 10 milioni,” ha concluso.

Andre' Cotta

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