Force India, Fernley: “Per fare uno step in avanti servirebbero altri 200 milioni”

Il team principal della squadra indiana guarda anche al 2017

Force India, Fernley: “Per fare uno step in avanti servirebbero altri 200 milioni”

Negli ultimi anni uno dei team che ha fatto i maggiori progressi è stata la Force India, scuderia indiana in Formula 1 dal 2008.

Grazie ad una base abbastanza solida, nonostante le vicende giudiziarie che hanno visto coinvolto il proprietario del team, Vijay Mallya, la Force India ha potuto crescere anno dopo anno, migliorando sia lo staff tecnico che i piloti, fino ad arrivare a due ottimi drivers di qualità come Nico Hulkenberg e Sergio Perez.

La Force India è arrivata ad essere stabilmente un team di media classifica con “la licenza” di sfruttare tutte le occasioni possibili per arrivare a podio, come accaduto in cinque occasioni con Sergio Perez negli ultimi due anni e mezzo. Per fare un ulteriore salto di qualità e riuscire a combattere con i top team, però, servirebbe un aumento del budget a disposizione, quantificabile in circa 200 milioni secondo Bob Fernley, team principal della scuderia indiana: “Servirebbero altri 200 milioni di sterline (circa 230 milioni di euro, ndr) per riuscire a fare uno step in avanti e combattere con i top team. Ma la prossima stagione sarà emozionante, perché partiremo tutti dallo stesso punto, disegnando per la prima volta le nuove vetture. Non dico che siamo su un piano di parità, ma in termini di carico aerodinamico arriveremo ad un livello molto alto”.

Nonostante le squadre di maggior spessore possano permettersi di spendere di più, Fernley crede che l’anno prossimo ci potranno essere buone opportunità anche per i team di media classifica: “Ovviamente i top team hanno processi molto più efficienti, quindi hanno un vantaggio, ma questo vantaggio sarà minore rispetto a quanto lo è stato in passato. Quindi penso che sarà molto interessante e credo che ci saranno diverse opportunità il prossimo anno” ha poi concluso il britannico a F1.com.

Gianluca D’Alessandro

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