F1 | Verstappen e l’errore in Cina: metà gara con il piede alzato

Episodio clamoroso durante il Gran Premio a Shanghai

F1 | Verstappen e l’errore in Cina: metà gara con il piede alzato

Il difficile avvio di stagione di Max Verstappen si arricchisce di un nuovo episodio emblematico delle difficoltà in casa Red Bull. Secondo quanto riportato dalla testata tedesca “Auto Motor und Sport”, il quattro volte campione del mondo avrebbe disputato circa metà del Gran Premio di Cina a ritmo ridotto a causa di un errore di comunicazione con il proprio ingegnere di pista. Un dettaglio rimasto inizialmente inosservato durante la gara di Shanghai, ma che evidenzia in modo chiaro il momento complicato attraversato dal team di Milton Keynes.

L’errore via radio: Verstappen rallenta senza motivo

Il problema sarebbe nato da un fraintendimento tra Verstappen e il suo storico ingegnere di gara, Gianpiero Lambiase. In particolare, l’olandese avrebbe interpretato erroneamente un’indicazione relativa alla gestione del gas in curva 6, uno dei punti chiave del tracciato cinese.

Il risultato? Per diversi giri, Verstappen ha continuato ad alzare il piede dall’acceleratore, convinto fosse necessario per preservare la vettura o gestire qualche criticità tecnica.

Solo a metà gara è arrivato il chiarimento via radio:

“Devo alzare il piede in curva 6 oppure no?”, ha chiesto Verstappen.
“Non è necessario”, la risposta dal muretto.
“È metà gara che lo faccio. Perché nessuno me lo ha detto?”, ha replicato un incredulo Verstappen.

Un episodio che fotografa perfettamente la confusione interna al team e che ha inevitabilmente compromesso la prestazione del campione del mondo.

Una Red Bull in crisi tecnica e di risultati

Al di là dell’errore strategico, la gara di Verstappen era già fortemente compromessa da una monoposto poco competitiva e da problemi tecnici ricorrenti. Il pilota olandese ha infatti dovuto alzare bandiera bianca prima della fine a causa di un guasto al sistema di raffreddamento ibrido.

Al momento del ritiro, il distacco dal leader della corsa, Kimi Antonelli, era già salito a ben 47 secondi: un dato impensabile fino a pochi mesi fa per un dominio come quello mostrato da Red Bull nelle stagioni precedenti. La combinazione tra mancanza di prestazione, scarsa affidabilità e problemi operativi sta rendendo l’inizio del 2026 particolarmente complicato per Verstappen.

Il malumore del pilota olandese non è certo una novità. Già nelle scorse settimane, Verstappen aveva espresso più volte il proprio dissenso nei confronti dei nuovi regolamenti tecnici introdotti nel 2026, giudicati troppo complessi e poco orientati alla guida “pura”. Una posizione condivisa anche da altri piloti e addetti ai lavori, che vedono in questa nuova era una Formula 1 sempre più dipendente da gestione energetica e parametri tecnici.

Ralf Schumacher: “Verstappen deve smetterla di lamentarsi”

Non poteva non dire la sua anche Ralf Schumacher, che ha invitato Verstappen a mantenere maggiore lucidità e concentrazione in un momento così delicato. Secondo l’ex pilota tedesco, all’olandese potrebbe mancare una figura forte come quella di Helmut Marko, da sempre punto di riferimento all’interno del team Red Bull.

“Dovrebbe ascoltare un buon amico e concentrarsi sulle cose essenziali. Non aiuta parlare di “Mario Kart” o dire che si diverte di più in altre categorie”

Schumacher ha poi sottolineato come l’atteggiamento attuale possa risultare controproducente, soprattutto mentre la squadra cerca di risalire dal centro gruppo.

“Ora deve aiutare il team e smettere di lamentarsi”.

A far discutere è anche il programma extra-Formula 1 di Verstappen. L’olandese è infatti atteso nei prossimi giorni al Nürburgring Nordschleife per test e possibili gare in altre categorie, segno di un interesse crescente verso esperienze al di fuori del Circus. Una scelta che non convince tutti.

“Correre in altre categorie è qualcosa che puoi fare, ma non è necessario”, ha aggiunto Schumacher, mettendo in dubbio il livello di concentrazione del campione del mondo in un momento così delicato.

Anche Alex Wurz, ex pilota e presidente della GPDA, ha voluto lanciare un monito: la negatività potrebbe iniziare a influenzare le prestazioni in pista.

“Deve stare attento che questa visione negativa non lo condizioni”, ha spiegato ai microfoni di ORF.

Un aspetto spesso sottovalutato, ma fondamentale in Formula 1, dove la componente mentale gioca un ruolo chiave, soprattutto nei momenti di difficoltà.

Massa: “Così si snatura il ruolo del pilota”

Tra le voci più comprensive nei confronti di Verstappen c’è quella di Felipe Massa, che ha puntato il dito contro i regolamenti 2026. Secondo il brasiliano, i piloti sono sempre più costretti ad adattarsi a uno stile di guida innaturale, dove la gestione tecnica prevale sull’istinto.

“Devi essere più un ingegnere che un pilota. E questo non è giusto”.

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