F1 | GP Cina, Alonso: “Siamo in modalità sopravvivenza”
"Quando ero in McLaren con la Honda, le cose non erano così diverse", il commento dello spagnolo
Dopo un inizio di stagione complicato in Australia, Fernando Alonso arriva a Shanghai per il Gran Premio della Cina con la consapevolezza che le difficoltà per l’Aston Martin non si sono affievolite. Il due volte iridato ha parlato apertamente ai media in Conferenza Stampa, senza nascondere le sfide che il team sta affrontando nella prima parte della stagione, sottolineando quanto il lavoro sulla macchina sia ancora in fase embrionale. L’asturiano ha esordito spiegando che la situazione della scuderia non è cambiata significativamente rispetto al Gran Premio inaugurale di Melbourne:
“Purtroppo la situazione non è cambiata nei quattro o cinque giorni trascorsi da Melbourne, quindi penso che sarà un altro weekend difficile, cercando di capire il più possibile sulla macchina e, eventualmente, limitando i giri in alcune sessioni perché abbiamo pochi pezzi, e cercando di ottenere qualcosa di positivo dal weekend. Siamo al punto di partenza, quindi abbiamo davvero bisogno dei giri, dobbiamo poter fare pratica e trovare il giusto equilibrio sulla macchina e sul telaio”.
Per il pilota spagnolo, un vero weekend positivo sarebbe completare prove libere e qualifiche “più o meno normali”, riuscendo a disputare la gara senza problemi tecnici. Solo così sarà possibile raccogliere dati preziosi e migliorare le prestazioni della vettura per i GP successivi.
Nonostante le difficoltà, Alonso ha mantenuto un tono realistico riguardo alla pressione mentale:
“Non è ideale, certo. Tutti vogliamo vincere. Siamo 22 piloti quest’anno. Uno vincerà, 21 saranno in una condizione mentale difficile e impegnativa. Per me, arrivare terzo, quinto o diciassettesimo non fa molta differenza. Siamo in modalità sopravvivenza, vediamo se riusciremo a capitalizzare su qualche problema che può capitare davanti a noi”.
Questa filosofia si riflette anche nel suo approccio al lavoro con Aston Martin e con Honda, con cui il team sta sviluppando la collaborazione sul motore. Lo spagnolo ha spiegato come la sua esperienza passata lo aiuti a gestire le difficoltà attuali:
“Circa dieci anni fa, quando ero in McLaren con la Honda, le cose non erano così diverse. È la Formula 1, uno sport molto centrato sui media: quando vinci qualche campionato, tutti ti vedono come un dio, ma quando affronti momenti difficili, tutto viene amplificato. Per me, il progetto e la power unit non erano abbastanza maturi allora, come forse tutti ora comprendono. Adesso posso lavorare più duramente per aiutare Honda, allocando alcune risorse di Aston Martin sul motore, sui problemi di vibrazione e sull’implementazione. Siamo una squadra: possiamo concentrarci su aree diverse della power unit e aiutarci a vicenda”.
Ad Alonso è stato poi chiesto se si diverte a guidare queste nuove monoposto o se rimane un nostalgico della vecchia Formula 1:
“Probabilmente bisogna separare due cose. Una è se ci divertiamo a guidare queste macchine. Direi di sì, perché amiamo correre. Ogni anno faccio quattro o cinque gare di 24 ore con auto a noleggio, solo per far capire quanto amiamo correre. Quindi, quando salti su una Formula 1, ti diverti a sentire la velocità e ad affrontare la sfida. Ma è una sfida diversa. Per quanto riguarda il futuro, non lo sappiamo ancora. Ma la sfida è diversa. Io sono cresciuto guidando macchine con cui si sfidava veramente se stessi in curva, e probabilmente preferisco quelle. Ma sono stato fortunato a correre in quell’epoca e mi sento ancora fortunato a correre oggi, quindi mi piacciono entrambe”.
Infine, oltre agli aspetti tecnici e sportivi, Alonso ha anche commentato lo sviluppo del motorsport in Cina, sottolineando i profondi cambiamenti che il Paese ha vissuto negli ultimi vent’anni.
“La Cina è cambiata molto dal 2004. Non necessariamente il circuito o l’amore per le corse: i primi due o tre anni qui, le tribune erano piene e il pubblico apprezzava davvero la Formula 1. Ora è lo stesso, o forse un po’ meno, ma ci sono tifosi diversi, di un altro tipo. Il Paese stesso è cambiato molto. Per me è uno dei cambiamenti più grandi che abbia visto in carriera. La città com’è adesso, il traffico molto migliorato, ogni passeggiata, ogni ristorante, sono rimasto impressionato. Anche la sicurezza stradale è migliorata enormemente: vent’anni fa era puro caos con moto, biciclette, macchine e camion. Ora tutto è preciso e ordinato”.
Alonso sottolinea come queste trasformazioni non riguardino solo la città di Shanghai, ma riflettano un più ampio sviluppo del motorsport e della cultura automobilistica in Cina. La presenza della Formula 1, delle gare di Formula E e l’organizzazione futura di eventi FIA testimoniano come il Paese stia investendo seriamente nel settore, aprendo nuove possibilità sia per i piloti che per le squadre.
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