F1 | GP Azerbaijan: l’analisi delle qualifiche

Leclerc conquista la sesta pole stagionale davanti alle due Red Bull, sfida AlphaTauri-Mercedes per la terza fila

F1 | GP Azerbaijan: l’analisi delle qualifiche

Anche sulle strade del centro storico di Baku, Charles Leclerc si conferma il Re del sabato, centrando la quarta pole position consecutiva, la sesta nel corso di questa stagione. Un ruolino di marcia che rimarca le qualità del monegasco sul giro secco, terreno fertile per l’ennesimo capolavoro , come lo è stato quello in Azerbaijan.

Ad affiancare il Ferrarista in prima fila ci sarà Sergio Perez, bravo nel conquistare la seconda posizione sul finale nonostante un problema tecnico lo avesse costretto a ritardare di qualche minuto il rientro in pista, perdendo la possibilità di trovare una scia. Si tratta comunque di un’ottima posizione di partenza per il messicano, che domani avrà l’opportunità di andare subito all’attacco sfruttando i lunghi rettilinei e le alte velocità di punta registrate dalla RB18 durante il weekend. L’altro alfiere della Red Bull, Max Verstappen, scatterà dalla terza casella, risultato di cui si è dimostrato complessivamente soddisfatto date le difficoltà incontrate con il bilanciamento della vettura. Un aspetto spinoso per l’olandese, ormai divenuto quasi una costante nel corso di questa stagione, che in più occasioni ha sottolineato una mancanza di fiducia nella monoposto nei momenti chiave, pagando dazio in qualifica.

Quarta l’altra Rossa di Carlos Sainz, costretto ad abortire l’ultimo tentativo dopo qualche sbavatura nel primo settore, specie in curva due, dove un sovrasterzo in uscita aveva surriscaldato le gomme posteriori. Errori che lo avevano convinto a rinunciare alla tornata, perdendo così l’opportunità di difendere quella prima fila ottenuta nel run di apertura del Q3. Alle sue spalle scatterà George Russell, bravo nello strappare la quinta posizione a Pierre Gasly sul finale sfruttando l’unico set di soft nuove a disposizione. Una Mercedes ancora una volta in difficoltà con il bottoming, amplificato dai lunghi rettilinei e i numerosi bump che caratterizzano il tracciato di Baku. A pagarne lo scotto è stato soprattutto Lewis Hamilton, settimo a due decimi dal compagno di squadra, con l’AlphaTauri di Gasly capace di inserirsi tra le due W13. Rimane qualche rimpianto per il francese, complici le difficoltà nel far funzionare correttamente le gomme nell’ultimo tentativo, rendendogli di fatto impossibile migliorare il tempo nonostante una buona scia sul rettilineo d’arrivo.

AT03 che sugli allunghi della pista dell’Azerbaijan si è confermata competitiva, consentendo anche a Yuki Tsunoda di centrare un buon ottavo posto, mettendosi alle spalle il resto del gruppone. Il giapponese si è dimostrato soddisfatto non solo per la posizione finale, ma anche per essere riuscito a superare il Q2 su un set di coperture usato grazie al crono ottenuto nel primo tentativo. A concludere la top ten Sebastian Vettel e Fernando Alonso: per il tedesco dell’Aston Martin si tratta della seconda Q3 consecutiva dopo quella ottenuta a Monaco, con una nona posizione costruita girando a pista libera verso metà manche. Fuori dai primi dieci le due McLaren e le due Alfa Romeo, complice anche un weekend fino ad ora sfortunato di Valtteri Bottas che non è stato in grado di mostrare il suo potenziale sul giro secco.

Leclerc si conferma in qualifica

Sei pole position in otto gare, condite da altre due prime file: il bottino di Charles Leclerc in questo avvio di 2022 continua ad essere da protagonista assoluto, confermando quella supremazia nel giro secco di Rossa che nelle mani del monegasco continua a far magie. Alla vigilia delle qualifiche ci si aspettava una qualifica tirata e con qualche incognita, perché si trattava della prima occasione nel corso di questo campionato in cui Ferrari si era presentata con un’ala più scarica. Dopo un cambio di set-up tra FP1 e FP2, le indicazioni ricavate nella seconda sessione con temperature più fresche sembravano promettenti, tanto da spingere gli ingegneri di Maranello a confermare quella scelta anche per il resto del fine settimana. Una decisione che in qualifica, soprattutto dal punto di vista delle velocità di punta, ha pagato, contenendo il distacco dalla Red Bull.

L’unica differenza significativa la si è vista nell’allungo di apertura, dove Perez era stato in grado di segnare una velocità ci circa 6 km/h più alta. Considerando che questo comportamento lo si è osservato anche con i compagni di squadra, viene da pensare che Ferrari possa aver conservato qualcosa sull’ibrido in apertura del giro data la distanza ridotta tra traguardo e curva uno, in modo da avere qualcosa in più da sfruttare nel resto della tornata. Scelte aerodinamiche che si sono ben adattate all’ottimo pacchetto meccanico, capace di garantire precisione nelle curve più lente e una buona trazione in uscita, a dispetto del porpoising in rettilineo che, tuttavia, non sembra aver influenzato in maniera così netta il lavoro del team italiano.

Quasi tre decimi rifilati alle due monoposto di Milton Keynes, grazie a un settore centrale incontrastato. Sfruttando le buone doti di trazione e guidabilità della vettura di Maranello, Leclerc è stato in grado di imporsi nel tratto più guidato del tracciato, specie nella zona in uscita del castello, dove già durante le prove libere si era dimostrato tra i più rapidi sfruttando al massimo quello spazio esterno posto oltre la linea prima delle barriere. Altrettanto positiva anche l’uscita di curva quindici, dove il monegasco è stato in grado di ritornare rapidamente sull’acceleratore e portare con sé il vantaggio fino alla staccata di curva sedici. Un ottimo giro, in cui è stato in grado di mettere insieme quanto gli era sfuggito nel primo tentativo, trovando quei decimi necessari per mettere la sua Rossa davanti a tutti. L’unica imperfezione la si è vista in uscita dell’ultima curva, anche se secondo l’alfiere della Ferrari, il vento potrebbe aver giocato un ruolo determinante: “È una bella sensazione. Ovviamente tutte le pole position sono belle, ma questa probabilmente non me l’aspettavo, perché pensavo che la Red Bull fosse forte. Soprattutto in Q1 e Q2, ho fatto davvero fatica a capire che eravamo più veloci. Ma poi, nell’ultimo giro, tutto è andato bene. E ancora una volta sono riuscito a fare un buon lavoro, quindi sono molto contento” – ha spiegato il numero 16 alla fine delle qualifiche -. “Alla curva 2 perdevo sempre tempo e all’ultimo giro ho rilasciato i freni e ho pregato che andasse tutto bene. Credo che sia stata una gara molto combattuta. E poi l’ultima curva è stata un po’ più complicata, ma credo che fosse più legata al vento. Nel complesso, quindi, sono stato molto soddisfatto del giro.”

Quarto l’altro Ferrarista, Carlos Sainz, che suo malgrado ha pagato le sbavature nell’ultimo tentativo, quello decisivo con cui si sarebbe potuto giocare la prima fila. Dopo essere stato in grado di portarsi momentaneamente in testa in seguito al primo run, infatti, qualche errore avevano spinto lo spagnolo ad abortire il giro. Il sovrasterzo in uscita di curva due, infatti, aveva surriscaldato le gomme, rendendo più complicata la fase di rotazione nelle curve successive. Al di là del risultato finale, mascherato da un’evoluzione della pista marcata, Carlos si è sentito maggiormente a suo agio con la monoposto, aspetto positivo dopo le difficoltà di inizio stagione: “È stata una giornata piuttosto positiva nonostante il risultato finale. Mi sono sentito meglio in macchina e avevo buone sensazioni anche quando spingevo al limite. Abbiamo progredito bene attraverso le sessioni e mi sono ritrovato ad essere il più veloce prima dell’ultimo tentativo. Davanti eravamo tutti molto vicini e sapevo che bisognava prendere un po’ più di rischio nell’assalto al tempo conclusivo. A volte va bene, a volte, come oggi, perdi la possibilità di fare un risultato migliore. A differenza di altri circuiti la posizione di partenza non è decisiva a Baku e domani può succedere di tutto. Cercheremo di andare all’attacco e guadagnare posizioni durante la corsa così da portare a casa un bel risultato visto che la squadra ci ha messo a disposizione ancora una volta un’ottima macchina”, ha raccontato il madrileno.

Red Bull tra prima e seconda fila

Ci si aspettava una Red Bull in grande spolvero a Baku, grazie ai lunghi rettilinei che sembravano esaltare le alte velocità di punta che hanno sempre caratterizzato le performance della RB18. Riuscire ad imporsi, tuttavia, non sarebbe stato assolutamente semplice, soprattutto perché in passato si era già potuto apprezzare come il settore centrale potesse giocare un ruolo decisivo nell’ottenimento del tempo. Così è stato anche in queste qualifiche, con la Red Bull che si è dovuta accontentare di una seconda e terza posizione, perdendo la pole proprio nel tratto più guidato. Già durante le prove del venerdì entrambi i portacolori della casa anglo-austriaca avevano lamentato problemi di bilanciamento, specie nella fase di rotazione. Per tentare di ovviare al problema, nella nottata si era optato per un cambio di set-up, optando per un’ala anteriore più carica che potesse aiutare i piloti a trovare maggior fiducia a centro curva.

Modifiche che, tuttavia, confermato anche dai piloti il sabato mattina non sembravano aver risolto del tutto la situazione, con la vettura che presentava un comportamento definito “neutral”. Difficoltà che hanno penalizzato soprattutto Max Verstappen che, così come in altre occasioni durante l’inizio di questa stagione, è mancato il feeling con la monoposto nei momenti chiavi delle qualifiche, lasciando sul tavolo decimi preziosi. Se Leclerc era stato in grado di trovare quel qualcosa in più nel primo settore nel tentativo finale, per il pilota di Hasselt si era verificato l’opposto, pagando dazio sempre nelle primissime curve, dove già venerdì aveva faticato a centro curva: “Su un circuito cittadino si rischia sempre molto e si spinge la macchina al limite, ma bisogna anche essere soddisfatti del bilanciamento della vettura e oggi non l’ho trovato. È stato difficile trovare un buon equilibrio qui, il che significa che manca la coerenza nell’approccio al giro. C’è ancora molto lavoro da fare. Guardando a domani, la pista alla prima curva è molto corta ma la gara è lunga, vediamo cosa riusciamo a fare. La Ferrari ha fatto dei giri molto veloci e sembra che abbia un buon ritmo, speriamo di riuscire a mettergli pressione. Le gare passate a Baku hanno dimostrato che possono succedere molte cose, dobbiamo solo mantenere la calma e concentrarci per fare una buona gara domani”, ha raccontato l’olandese.

Mercedes precede le AlphaTauri

Si è trattata di un’altra giornata difficile in casa Mercedes, complice problemi di bottoming che stanno mettendo a dura prova anche i piloti stessi sui lunghi rettilinei di Baku. Difficoltà che, rispetto ad altri tracciati di inizio campionato, non si presentano in curva, quando piuttosto in frenata e sugli allunghi, compromettendo non solo le velocità di punta, ma anche la fase di decelerazione.

È stata una sessione positiva, ma essere a più di un secondo dalla pole non è il nostro obiettivo, è probabilmente il distacco più grande che abbiamo visto quest’anno. È un circuito difficile, il più ricco di curve “vere” che abbiamo sperimentato in questa stagione, quindi abbiamo molto lavoro da fare. Il giro era buono, la macchina era buona, ma ovviamente il distacco non lo era. La sensazione all’interno dell’auto è buona, a parte i rettilinei, dove ogni singola asperità è la più rigida che abbia mai sentito su un’auto da corsa e riesco a malapena a vedere la zona di frenata. Ma in curva la macchina va bene, quindi sappiamo che non è una questione di bilanciamento o di non riuscire a far entrare la macchina nella giusta finestra con l’assetto – è più che altro il carico. Sappiamo che ce n’è molta, ma non sappiamo come estrarla”, ha raccontato Russell. Difficoltà osservabili soprattutto nelle curve più lente del primo settore, dove Mercedes non ha mai eccelso in questo avvio di campionato. A compensare è stata una leggera scia che ha aiutato a contenere le difficoltà dal punto di vista delle velocità di punta, sia nel primo che nel terzo intertempo. Più competitiva nel settore centrale, specie nel cambio di direzione di curva cinque-sei, dove l’inglese è stato in grado di eguagliare i tempi di Gasly.

Il francese dell’AlphaTauri, infatti, si è inserito tra le due W13 sfruttando le buone doti di guidabilità della monoposto di Faenza in inserimento e percorrenza, mantenendo buone velocità minime. Rispetto ad altri appuntamenti, dove sono mancate le performance nelle curve ad alta velocità, su un tracciato come quello di Baku dove molte curve hanno una configurazione simile, il team italiano si è ben comportato. A testimoniarlo è anche l’ottavo posto di Yuki Tsunoda, capace di mettersi alle spalle sia le due McLaren che le due Alfa Romeo. A concludere la top ten Sebastian Vettel e Fernando Alonso. Il tedesco dell’Aston Martin, avendo un solo set di soft nuove a disposizione, aveva optato per un approccio diverso, decidendo di effettuare un doppio tentativo sullo stesso treno a pista sostanzialmente libera. Una decisione probabilmente dovuta alla possibilità che, come a Monaco, una bandiera gialla o rossa negli ultimi minuti potesse compromettere la possibilità di segnare un giro veloce, spingendo così il team di Silverstone a sfruttare immediatamente le coperture più performanti.

Motorionline.com è stato selezionato dal nuovo servizio di Google News,
se vuoi essere sempre aggiornato sulle nostre notizie
Seguici qui
Leggi altri articoli in Gran Premi

Lascia un commento

You must be logged in to post a comment Login

Articoli correlati