F1 | Bene i passi avanti, ma adesso la Ferrari ha bisogno di un podio

Gli ultimi sviluppi hanno migliorato la SF1000, la Rossa adesso deve provare a recuperare terreno su più squadre

F1 | Bene i passi avanti, ma adesso la Ferrari ha bisogno di un podio

Ben vengano i tanto agognati e riusciti sviluppi, quei piccoli passi avanti che hanno – lentamente – dato consistenza e decoro ad una Ferrari che nel trittico Spa, Monza e Mugello aveva davvero toccato l’Abisso Laurenziano più che il fondo.

E’ rinfrancante e ossigenante contemplare la claudicante e azzoppata (nella cavalleria) SF1000 risalire la china tra Portogallo e Imola, abilmente guidata dal talento di Charles Leclerc; due seconde file, un quarto e un quinto posto. La sensazione, soprattutto, che la Rossa stia pian piano trovando il bandolo della matassa, e che nel 2021 la musica potrebbe essere quantomeno migliore, considerando il sicuro passo avanti dal punto di vista del motore.

Ciò che manca adesso, però, per uscire davvero dalla crisi, è rivedere la Ferrari davvero in alto, vederla salire sul podio, lasciandosi definitivamente dietro una media borghesia che da fastidiosa è diventata ormai urticante; squadre per lignaggio e risorse nettamente inferiori al Cavallino eppure facilmente più brillanti in questa stagione da dimenticare per Maranello.

La McLaren va a strappi, la Racing Point vola con il dimissionario Sergio Perez, la Renault improvvisamente spaventa per la regolarità con cui Ricciardo trova piazzamenti e addirittura podi (due nelle ultime tre gare). E poi c’è la Toro Rosso che in gara continua ad essere un cliente difficile. Tolte Mercedes e Red Bull, per ora irraggiungibili, la Rossa deve fare uno sforzo già dal GP della Turchia per tenersi dietro questo novero di team della nuova e arrembante borghesia formulistica che perseverano nel metterla in difficoltà.

Agli sviluppi finalmente efficaci va aggiunto un ultimo piccolo balzo, opportuno e quasi doveroso per una squadra che deve guadagnare punti in pista e agli occhi degli appassionati. La resilienza che storicamente fa parte del Dna di Maranello impone senza mezze misure il tentativo di migliorare sensibilmente una classifica inguardabile. La Ferrari dovrà, già da Istanbul – dove tra l’altro ha trionfato tre volte e raccolto sette podi – non solo confermare i progressi delle ultime gare ma dimostrare che l’inerzia della “partita” di centro gruppo è leggermente cambiata a suo favore.

Servirebbe un ulteriore scatto d’orgoglio del Cavallino, sperando anche in una pista le cui curve tonde potrebbero essere più favorevoli rispetto ai bruschi rettilinei di altri circuiti, per far capire di volersi riproporre per l’alta classifica, di non essere spariti, tornando magari anche con un po’ di fortuna a toccare il podio, perché dopotutto essere Ferrari dovrebbe valere di più che essere Renault o essere Racing Point.

Antonino Rendina


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