F1 | Antonelli scherza sull’equivoco “Raikkonen” dopo il trionfo in Cina
"Non sapevo se salire sul podio!", il commento del pilota Mercedes
Kimi Antonelli ha commentato scherzosamente l’episodio che lo ha visto protagonista durante la premiazione della sua vittoria nel Gran Premio della Cina. Lo speaker infatti lo ha annunciato per errore come “Kimi Raikkonen”, scatenando sorpresa e qualche sorriso tra addetti ai lavori e tifosi.
Il pilota della Mercedes, ha raccontato con ironia e spontaneità quel momento ai microfoni di SportMediaset, ammettendo di essere rimasto completamente spiazzato:
“Non volevo crederci. È stato stranissimo. Per un attimo non sapevo nemmeno se dovessi salire sul podio oppure no, ero davvero confuso”.
L’errore è stato commesso dallo storico speaker della Formula 1, Bob Constanduros, una voce familiare per appassionati e addetti ai lavori. Un lapsus comprensibile, considerando il nome “Kimi” e il richiamo immediato al campione del mondo 2007, ma che ha comunque regalato un siparietto memorabile in un momento già di per sé carico di emozione.
A commentare l’accaduto con leggerezza è stato anche Alex Wurz, ex pilota di Formula 1 e presidente della GPDA, che ha sottolineato il lato divertente della situazione:
“È stato esilarante. Conoscendo Bob, si è trattato semplicemente di un errore. Ma se Antonelli continuerà a vincere, diventerà chiaro a tutti chi è: Andrea Kimi Antonelli, dall’Italia”.
E in effetti, al di là dell’episodio, il nome di Antonelli sta rapidamente diventando sempre più familiare nel paddock e tra i tifosi. La sua vittoria in Cina ha acceso l’entusiasmo in Italia, dove molti vedono in lui il futuro del motorsport nazionale. I media lo hanno già ribattezzato come la nuova stella azzurra, e non mancano le speculazioni su un possibile approdo in Ferrari nei prossimi anni.
A questo proposito, lo stesso Antonelli ha rivelato un retroscena interessante legato proprio alla scuderia di Maranello:
“Ho avuto un contatto con Ferrari quando ero molto giovane, avevo circa 10 o 11 anni. È stato un momento importante per me. Alla fine Mercedes è arrivata prima. Hanno deciso di puntare su di me e alla fine del 2017 Toto Wolff ci ha contattati. Gli sono davvero molto grato per la fiducia che mi ha dato”.
Una fiducia che oggi appare più che mai ripagata. Nonostante la giovane età, Antonelli ha dimostrato una maturità sorprendente, sia in pista sia fuori, gestendo con equilibrio l’improvvisa ondata di popolarità che lo ha travolto dopo il successo. Parlando delle emozioni vissute dopo la gara, il pilota italiano non ha nascosto quanto questo traguardo sia stato significativo:
“Ho festeggiato e sto ancora cercando di realizzare quello che è successo. Era la mia prima vittoria in Formula 1, e una prima volta non si dimentica mai. È sicuramente il successo più speciale della mia carriera”.
Un momento così intenso da lasciare il segno anche nelle ore successive:
“Domenica notte non riuscivo a dormire. Ero in viaggio e continuavo a guardare la foto del trofeo, la stringevo tra le mani. È stata un’emozione incredibile”.
Nonostante la portata storica dell’impresa, Antonelli ha scelto di festeggiare in modo semplice, circondato dalle persone più care:
“Ho organizzato una piccola festa con una decina di amici, niente di esagerato. Volevo qualcosa di tranquillo”.
Una scelta che riflette il suo approccio alla carriera: ambizioso ma con i piedi ben saldi a terra. Quando si parla di obiettivi futuri, infatti, il giovane pilota preferisce evitare proclami troppo grandi:
“Non sto pensando al titolo mondiale. Il mio obiettivo è continuare a migliorare e trovare il modo di vincere ancora”.
Infine, Antonelli ha voluto chiarire anche l’origine del suo particolare secondo nome, “Kimi”, che inevitabilmente richiama il celebre Raikkonen:
“I miei genitori non volevano darmi un secondo nome italiano. Cercavano qualcosa di diverso. Un loro amico ha suggerito “Kimi”, gli è piaciuto subito e così è rimasto”.
Un nome che oggi, tra talento e risultati, sta iniziando ad assumere un significato tutto suo. E se le premesse saranno confermate, il mondo della Formula 1 potrebbe presto associare “Kimi” non solo al passato, ma anche a un nuovo, brillante futuro italiano.
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