Pagellone 2015: RedBull, Kvyat e Ricciardo

La RedBull deve ancora imparare a perdere

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REDBULL 4

Come dimenticare le infantili lamentele di chi non è capace di perdere? Come dimenticare le minacce di abbandonare in fretta e furia la compagnia per “perdita di interesse” nella competizione in Formula 1. Così non si dimentica facilmente l’avvio di stagione della RedBull, che, appena capito come sarebbe andata a finire la faccenda 2015 ha cominciato subito ad inveire contro Mercedes e Federazione. E hanno cominciato a dire che i regolamenti erano troppo complicati e che gli aerodinamici del calibro di Adrian Newey non si potevano più esprimere al meglio. Si sono subito affrettati, i vertici della scuderia austriaca, a criticare il motore della Renault, invece di provare a rimboccarsi le maniche, arrivando anche a dire che in realtà loro, nei precedenti cinque anni, non avevano mai dominato come fa la Mercedes in queste ultime due stagioni. Tra scontri con i motoristi francesi la stagione è iniziata con non dei brillantissimi risultati, mentre i primi aggiornamenti tecnici si sono visti solo in spagna con un nuovo pacchetto riguardante il muso. Il primo podio stagionale è arrivato in Ungheria, dove entrambi i piloti della scuderia si sono goduti lo champagne a fine gara, ma ciò nonostante i problemi con la Renault non si sono risolti, e il costruttore francese già da inizio stagione aveva dichiarato di volere tornare in Formula 1 con un proprio team indipendente. A questo punto per la RedBull, dopo avere denigrato apertamente la Power Unit d’oltralpe, non è restato che cercare un nuovo fornitore per il 2016, ma da una parte o dall’altra ha trovato solo offerte svantaggiose (Ferrari) o due di picche (Mercedes). Renault ha speso gli ultimi gettoni a disposizione negli USA e in Brasile ma senza risultati notevoli, mentre per RedBull ancora non si è profilata una soluzione al problema motore per il prossimo anno. Ora dopo avere alzato tutto questo polverone durante questa annata, con buone probabilità la RedBull dovrà accettare un contratto ulteriore con Renault, con annessa lettera di scuse richiesta dai Francesi, con oltretutto il rischio di ritrovarsi in una posizione di team di serie B in quanto la stessa Renault scenderà in campo con un proprio team ufficiale nelle prossime stagioni.

Per questo la RedBull quest’anno esce dal mondiale da squadra perdente, forse quella che in questo 2015 ci ha rimesso in maniera peggiore la faccia e la reputazione, seconda solo alla McLaren. Come passare dalle stelle alle stalle senza nemmeno provare a tornare in carreggiata, ma andando avanti con dichiarazioni autolesionistiche per il proprio futuro. Prima di tutto, amici RedBull, bisogna imparare a perdere.

Confronto in Qualifica – Ric 12 Kvy 7

Confronto in Gara – Ric 9 Kvy 10

DANIIL KVYAT 7.5 (95 punti)

Chiamato alla casa madre, il pilota Russo sembra essere stato l’unico da parecchi anni a questa parte a ritrovarsi tra le mani una RedBull davvero poco competitiva che ha sofferto tutto l’anno sulle piste dai lunghi rettilinei a causa della scarsa Power Unit montata, accusando anche molte penalità a causa della poca affidabilità. Di ritiri effettivi a causa di guasti, in realtà, Daniil ne ha raccolti sono due, nella prima e nella terza gara della stagione. Per il resto con la sua vettura ha fatto un po’ l’altalena nella classifica a seconda dei tracciati che si presentavano sotto le ruote della RB11. Molto bene a Monaco e in Ungheria, Daniil ha invece raccolto poco a Singapore, altra grande chance dell’anno per il team austriaco. Ha portato a casa dei buoni e inaspettati risultati in Belgio e in Messico, laddove sulla carta la RedBull avrebbe dovuto soffrire più di altri Team. Con quattordici posti nella top ten chiude la stagione al settimo posto del campionato piloti con novantacinque punti e la soddisfazione del primo podio in Formula 1.

DANIEL RICCIARDO 7 (92 punti)

La speranza di inizio anno dell’Australiano era senz’altro quella di bissare la stagione 2014, andando a prendersi delle altre soddisfazioni e altre vittorie, ma purtroppo non è stato così. Per tutta la stagione ha dovuto lottare per entrare nei primi dieci in gara, alle prese con una vettura che era solo l’ombra della RB10. Anch’egli ha sfruttato come il compagno di squadra i punti di forza della sua RedBull, ovvero i tracciati cittadini, conquistando due podi in Ungheria e a Singapore e un buon quinto posto a Monaco. Tredici volte nei primi dieci gli hanno permesso di raccogliere novantadue punti, purtroppo insufficienti per rimanere davanti al compagno di squadra per sole tre lunghezze. Quello che però ci è piaciuto di Daniel, quest’anno più che mai, è stata l’aggressività mostrata in pista e la sua filosofia del mai tirarsi indietro e provarci sempre, che in una stagione avara di spettacolo è riuscita più di una volta a tenerci svegli la domenica pomeriggio.

Matteo Bramati.

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