Montezemolo esce dal CdA della Fiat-Chrysler. Che fine farà la Ferrari?

L'assenza di Montezemolo nell'ultima assemblea potrebbe essere un segno dell'uscita del bolognese dalla Ferrari

Montezemolo esce dal CdA della Fiat-Chrysler. Che fine farà la Ferrari?

È ufficialmente finita un’epoca! Non è una sorpresa l’assenza del presidente della Ferrari, Luca Montezemolo, dal CdA del gruppo Fiat-Chrysler dopo l’assemblea che ha approvato la fusione tra le due società automobilistiche. Mesi di freddezza nei confronti del Ceo Sergio Marchionne che rappresentano la fine di un’epoca in cui l’ex presidente della Confindustria era considerato dagli Agnelli uno di famiglia, un rapporto privilegiato che ha portato lo stesso Gianni Agnelli in pista come uno dei più fervidi sostenitori dell’ingaggio di Michael Schumacher, nel 1996. Montezemolo era condiserato come uno dei membri più solidi della famiglia torinese, al punto di farne nel 2004 il presidente della stessa Fiat dopo la scomparsa di Umberto Agnelli. Ma, scomparsa la vecchia guardia, a complicare le cose tra il gruppo di Torino e la presidenza della Ferrari ci si sono messi in mezzo anche e soprattutto i deludenti risultati sportivi della Rossa che hanno fatto arricciare i nasi in quel di Torino.

L’assenza di Montezemolo nell’ultima assemblea, potrebbe essere un chiaro segno della possibile uscita del numero uno di Maranello dalla Ferrari, dopo le voci che vorrebbero il bolognese prossimo presidente della nuova Alitalia dati i suoi consolidati rapporti con i fondi sovrani arabi. I rapporti con il ceo Sergio Marchionne non sono più quelli di una volta e lo stesso Montezemolo, in questa ultima stagione, si sta mostrando sempre più una pedina nelle mani del binomio Marchionne-Elkann. C’era da immaginarselo: l’imprenditore italiano, anno dopo anno, ha visto ridimensionarsi il proprio potere a Maranello e con l’ingaggio di Marco Mattiacci come team principal della Ferrari, ecco la conferma. Si, perché quello di Mattiacci, più che un nome gradito al numero uno di Maranello, trattasi di elemento ben voluto tra la dirigenza torinese, tant’è che l’attuale team principal, è un amico intimo proprio di John Elkann. E non è un caso.

Eleonora Ottonello

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11 commenti
  1. Dany_M

    4 agosto 2014 at 16:48

    Ma bene avanti così

  2. michele

    4 agosto 2014 at 16:53

    Tutto finisce.

    Certo i giovani della FIAT non si ricordano neppure Gilles che sgommava.

    Il loro amore verso al Ferrari è da provare.

    Se Mont se ne andasse la Ferrari, questa morirebbe in poco tempo.

    • michele

      4 agosto 2014 at 16:55

      Ehi voi!!!
      cinesi, koreani, singaporini, e nuovi rampolli anglo-torinesi,

      giù le mani dalla Rossa!!!

      lo dico anche al mio compaesano (o quasi visto che è nato a Chieti) Marchionne,

      giù le mani dal Cavallino Rampante!!

      • stefanoabbadia

        5 agosto 2014 at 10:00

        Anch’io li vorrei fuori ma..occorre ricordarsi che la Rossa..è proprietà loro..la Ferrari vera ha cessato d’esistere quando fu venduta alla Fiat..da allora tra alti e bassi le cose sono radicalmente cambiate soprattutto sotto l’aspetto umano e rapporti tra persone..ora che contano sono esclusivamente i numeri (soldi) in perfetta ottica industriale nonché politiche fiat (anzi ex fiat perché ora dopo anni di “buoni rapporti anche economici” con il governo italiano e i contribuenti italiani, hanno cambiato nome e hanno spostato la sede legale ed amministrativa all’estero…!!!!
        Per Mattiacci era chiaro che non poteva essere una scelta di una persona che conosce la F1 ma una scelta politica come quella di allontanare determinate persone scelte appunto da Montezemolo…

  3. jack74

    4 agosto 2014 at 18:23

    i dirigenti fiat fanno schifo e dovrebbero andare a buttarsi da uno scoglio di 500 metri

  4. IcePack

    4 agosto 2014 at 19:14

    be certo se la fiat crede di gestire la Ferrari come ha fatto con la fiat nei ultimi anni farć la fine dell’ alfa o lancia ..

  5. ChrisAmon

    4 agosto 2014 at 20:30

    Al di là delle simpatie e delle antipatie, non mi piace l’eventuale allontanamento di LCDM dalla Ferrari. Non dimentichiamo che c’era lui ai tempi della rinascita della Ferrari con Lauda e Regazzoni e soprattutto ai tempi di Schumacher. Poi ha senz’altro commesso degli errori ( mi chiedo quanto abbia inciso il ridotto contributo economico di mamma Fiat ..) ma non si può negare che l’amore che lui ha per la Ferrari e per le sue fortune, difficilmente lo troveremmo in un altro Presidente….

  6. grippato

    4 agosto 2014 at 22:16

    Ci vuole coraggio anche a lasciare. Non si può pretendere da se stessi di venirne sempre a una da soli. C’è bisogno anche del contributo di qualcun altro, a cui appoggiarsi o lasciare il testimone. E se questo non c’è, che vada pure tutto in merdà senza troppi rimpianti, perchè non è possibile che gli altri siano sempre solo buoni a criticare e mai ad agire e prendersi responsabilità di persona.

    • stefanoabbadia

      5 agosto 2014 at 10:04

      il contributo di chi?…
      chi amministra la cassa e o soldi dovrebbe limitarsi a quello mantenendoun rapporto collaborativo con chi lavora e con chi di F1 in questo caso capisce…assurdo che un contabile magari cinico e spietato possa gestire un team di F1 a livello organizzativo…prepariamoci a un bel nuovo ventennio di disastri con vari presidenti più o meno bravi…provenienti da torino e posti in vacanza premio a Maranello …a mio modo di vedere fu cosi con i vari Ghidella..Fusaro..ecc.ecc..progettisti di motori che arrivavano dal centro fiat..tipo Lombardi che a detta di molti…di motori…di F1…beh…zero.. con disastri annessi e scelte assurde fino all’arrivo di Montezemolo che ribalto il tutto tornando a vincere….

      • grippato

        5 agosto 2014 at 12:08

        Ma infatti.
        Lui ha fatto tanti errori ma ha fatto anche grandi cose. Ma è giusto per lui che ora se ne occupi qualcun altro.
        Quel qualcun altro migliore di Montezemolo dubito ci sia ora.
        E si, sarà probabilmente qualche burocrate in vena di disastri.
        Però Mont ha fatto il suo e basta, ha tutto il diritto di lasciare.

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