Kubica: “Non ha senso provare a tornare in F1”

Il polacco si concentra sui rally

Kubica: “Non ha senso provare a tornare in F1”

Robert Kubica ha escluso di tornare a correre in Formula 1. In un’intervista concessa a Leo Turrini il pilota polacco ha ammesso di riuscire ancora a pilotare una monoposto ma di non essere più in grado “di replicare lo sforzo”.

“Vedi, a me non manca la Formula Uno intesa come ambiente, come contorno, eccetera. A me manca enormemente la Formula Uno intesa come monoposto da guidare. Perchè quello era stato il sogno della mia esistenza. Io sono nato per correre in pista, sono cresciuto lavorando per realizzare questo desiderio e ci ero riuscito. Poi…” ha dichiarato Kubica, intervenuto al Motorshow di Bologna.

“Fisicamente riuscirei anche a pilotarla, una vettura da Gran Premio. L’anno scorso ho fatto dei test e non sono stati negativi. Ma non sono più in grado di replicare lo sforzo, diciamo così. E quindi non ha senso pretendere di ricominciare e allora mi sfogo con macchine di altro tipo, con le auto per i rally. Sempre corse sono, sempre adrenalina è. Ma la Formula Uno, ecco, rimane qualcosa di unico…”.

“Sai quale monoposto mi ha dato più soddisfazione, dico come driver? La Renault di Alonso del 2005, quella con la quale Fernando vinse il suo primo titolo. Ebbi il permesso di collaudarla ripetutamente alla fine di quella stagione. Era una vettura fantastica, ti trasmetteva una emozione quando la guidavi…”

“‘Sono amico di Alonso. Non credo abbia un brutto carattere poi ognuno di carattere ha il suo e amen. Sono sicuro che negli anni spesi in Ferrari ha dato il meglio di se stesso per centrare l’obiettivo. Adesso comincia per lui una nuova grande sfida. Se riuscisse a riportare in vetta la McLaren, considerata la base dalla quale parte, ecco, credo che questa diventerebbe l’impresa più bella della sua carriera. E io sinceramente mi auguro che stavolta realizzi la missione che si è dato…”

“Il collega che mi ha impressionato di più, negli anni in cui sono stato sulle piste, sin da quando eravamo ragazzini, era e rimane Hamilton. Lewis si merita le enormi soddisfazioni che ha avuto nel 2014”.

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