F1 | Vettel sugli ultimi anni in Ferrari: “Ero già in declino, Leclerc aveva tanta energia”
"Charles era in una fase diversa della sua carriera e per la prima volta in una macchina competitiva", ha ricordato il quattro volte iridato
Red Bull e Ferrari sono state le squadre nelle quali Sebastian Vettel ha trascorso più stagioni in carriera, sei a testa. Se con la scuderia di Milton Keynes si è affermato sulla scena della Formula 1, diventando campione del mondo per quattro anni consecutivi tra 2010 e 2013, con quella di Maranello non è mai riuscito a replicare quei successi iridati ottenendo però 14 vittorie che lo pongono al terzo posto nella classifica all time del Cavallino alle spalle di due mostri sacri come Michael Schumacher e di Niki Lauda.
Vettel, discutendo della propria carriera, ha riconosciuto come negli ultimi anni alla corte del Cavallino avesse perso lo smalto dei tempi migliori in contrapposizione all’allora emergente compagno di squadra Charles Leclerc che invece era un talento in ascesa. Chiusa l’esperienza in Ferrari, con Maranello che decise di sostituirlo con Carlos Sainz, Vettel approdò in Aston Martin nel 2021 per poi ritirarsi a fine 2022.
“Sono arrivato in Formula 1 nel 2006, già nel 2010 avevo vinto il campionato, ero al mio apice – ha dichiarato Vettel, intervistato dal podcast Beyond The Grid – Ma poi nel 2011 ero molto più pronto a vincere il campionato di quanto non lo fossi nel 2010, per esempio, e poi non so quali siano stati gli anni migliori, ovviamente quelli della vittoria del campionato. Il 2015 è stato un anno molto forte, il 2017, il 2018, e poi il 2019 e, in tutta onestà, il 2020: ero già in declino. E sono felice di dirlo ora, non avevo più quella spinta finale”.
Vettel, proseguendo con il suo racconto, ha detto: “Nel 2019 ho iniziato a sentire che non ce la stavamo facendo, che non eravamo abbastanza bravi. Ero viziato. Voglio dire: ho vinto quattro campionati, ho vinto così tante gare, ho avuto così tante pole. Tutto ciò che mi interessava era vincere, ed è il tipo di atleta che ero: volevo vincere, volevo il trofeo più grande, volevo quel momento sul podio in cui sapevo di aver vinto la gara, volevo la sensazione del lunedì mattina del tipo: “Ho vinto l’ultima gara, sto bene”. Ma la sensazione non dura abbastanza a lungo, devi vincere un’altra gara”.
Il tedesco, completando il discorso, ha aggiunto: “E poi è arrivato Charles, quando finivamo quinto e sesto era al settimo cielo, perché era una fase diversa della sua carriera e la prima volta in una macchina competitiva. Penso che sia stato allora che ho iniziato ad avere qualche difficoltà. Poi arriva il 2020, un anno davvero strano con il COVID, non gareggiamo. Ho questa fantastica pausa che non ho mai avuto e me la sono goduta così tanto con la famiglia. Allo stesso tempo, con i bambini che crescevano, ero diventato consapevole dei problemi nel mondo e di come avevano iniziato a influenzarmi e a farmi riflettere. Direi che a quel tempo probabilmente non ero più al top”.
se vuoi essere sempre aggiornato sulle nostre notizie
Seguici qui









