F1 | Montoya: “La Ferrari deve costruire una buona squadra attorno a Hamilton”

"Non puoi avere un pilota come Lewis con persone che non sono al suo livello", ha riferito il colombiano

F1 | Montoya: “La Ferrari deve costruire una buona squadra attorno a Hamilton”

Juan Pablo Montoya non ha dubbi. Il colombiano, discutendo della Ferrari, ha riferito come dal suo punto di vista la cosa più importante che possano fare a Maranello per l’inizio della nuova stagione sia quella di effettuare delle modifiche attorno al gruppo di lavoro di Lewis Hamilton.

A tal proposito un cambiamento importante attorno ad Hamilton è già avvenuto, con l’addio di Riccardo Adami che da quest’anno non riveste più il ruolo di ingegnere di pista del 44. In attesa che venga ufficializzata la nuova figura che seguirà Lewis, tale mansione è stata affidata ad interim a Carlo Santi che in passato ha “guidato” in rosso anche Kimi Raikkonen.

L’inglese, che ha sposato il progetto tecnico del Cavallino concludendo il lungo e vincente percorso in Mercedes, è stato condizionato lo scorso anno da un complicato anno d’esordio in rosso dove gli unici picchi sono stati rappresentati dalla Sprint Race di Shanghai dove ha ottenuto pole position e vittoria.

Archiviata una stagione difficile, che lo ha visto concludere il 2025 con un ritardo di 86 punti dal compagno di squadra Charles Leclerc, per il sette volte campione del mondo e per la stessa Ferrari è tempo di riscatto sfruttando il cambio di regolamento entrato in vigore quest’anno.

“Per me, la parte più interessante di tutta la vicenda Ferrari è cosa hanno cambiato dal punto di vista di Lewis Hamilton. Si dice che abbiano cambiato gli ingegneri – ha dichiarato Montoya, intervistato da Vision4sport.com – Hanno bisogno di un gruppo di persone migliori che lavorino per Lewis. Personalmente, penso che Lewis avesse bisogno di un gruppo molto esperto per sfruttare al meglio la sua esperienza. Non puoi avere un pilota come Lewis con persone che non sono al suo livello, se vuoi sfruttarlo al massimo”.

Montoya, proseguendo con la propria analisi, ha aggiunto: “Hai bisogno di avere il supporto intorno a lui. Le prestazioni? Non lo so. È difficile da dire. Al giorno d’oggi, per essere veloci nei test, puoi chiedere ai ragazzi di alzare il motore solo per calmare tutti, i media e tutti quelli che parlano male di noi. E loro escono e alzano un po’ il motore e sembrano bravi. E tornano al lavoro perché io sono stato da quella parte. Del tipo: ‘Oh mio Dio, capisci cosa intendo? Sono tutti nel panico. Dobbiamo fare una qualifica’. Quando devi fare una qualifica all’inizio dei test, significa che la tua macchina fa schifo. Sono stato da quella parte”.

L’ex driver colombiano continuando ha detto: “Se la Ferrari non cambia il suo approccio lavorativo nei confronti di Lewis Hamilton e non costruisce una buona squadra attorno a lui, credo che se ne andrà. Se sente di avere abbastanza sostegno per lavorare e migliorare, allora è diverso. È come tutto il resto. Se senti che le persone intorno a te stanno lavorando e sono disposte a portare a termine il lavoro, e si stanno sacrificando, ti impegni. Ma se senti di lavorare controcorrente, allora dici a tutti ‘Andate a quel paese e addio!”.

Poi Montoya si è focalizzato su un aspetto: “Penso che la cosa importante per Lewis Hamilton sia iniziare a battere Charles Leclerc. Se non inizia a battere Charles, personalmente penso che avrà dei problemi a livello mentale. Perché se non batte Charles e non sente di avere abbastanza sostegno nella squadra, allora non c’è motivo di restare lì”.

Hamilton: le sue statistiche nel GP d’Australia

La Formula 1 tornerà in pista questa settimana con il Gran Premio d’Australia, tappa inaugurale del mondiale 2026. Lewis Hamilton, sul tracciato dell’Albert Park, dove ha debuttato nel 2007 con la McLaren, ha disputato 16 gare tra il 2007 e il 2024, saltando soltanto le edizioni cancellate nel 2020 e 2021 a causa della pandemia.

Il bilancio parla di 2 vittorie (2008 con McLaren e 2015 con Mercedes), 8 pole position e 10 podi complessivi, numeri che lo collocano comunque tra i protagonisti più nella storia recente della gara australiana. In particolare, tra il 2014 e il 2019 ha conquistato sei pole consecutive a Melbourne, dimostrando una notevole efficacia sul giro secco su un circuito dove la precisione in frenata e la fiducia nell’anteriore sono determinanti, ma riuscendo una sola volta a trasformarla in vittoria. Memorabili, per i tifosi della Ferrari, le affermazioni di Vettel nel biennio 2017/2018.

Oltre ai successi, Hamilton ha raccolto cinque secondi posti e due terzi posti, con una lunga serie di piazzamenti nei primi cinque. I ritiri sono stati tre (2009, 2014 e 2024), a testimonianza di un rendimento generalmente solido.

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