Pagelle del Gran Premio d’Italia

Sproloqui a ruota libera dal Tempio della Velocità

Pagelle del Gran Premio d’Italia

Ancora rettilinei, ancora McLaren. Nel tempio della velocità di Monza Lewis Hamilton prosegue la striscia positiva del team di Woking dominando il Gran Premio d’Italia davanti ad uno straordinario Perez e a un superlativo Alonso, che rimonta dalla decima posizione. Ritiri per Butto, Vettel e Webber, la cui corsa verso il mondiale pare compromessa. Al terzo posto in classifica sale Räikkönen, quinto al traguardo. Buona Lettura!

Sebastian Vettel: 8 – La Red Bull quest’anno va a corrente alternata. Nel senso che a volte va, la corrente, a volte no, come domenica. Per via dell’alternatore. Che non alterna più. E che quindi trasforma la corrente in non corrente. E fa fermare la macchina. Vi prego scusateci. E’ che siamo ancora un po’ scossi dalla penalità inflitta al tedesco con le aaaali [spuntate]. Per carità d’iddio, poteva starci. Continuiamo a pensare che l’episodio sia troppo simile a quello dello scorso anno -a posizioni invertite- e che quindi il DT sia eccessivo. E la visione ossessivo-compulsiva dei due replay uno di fila all’altro non ci toglie questo dubbio. Questione di centimetri. E noi, che l’età ci ha trasformato in miopi e rincoglioniti, probabilmente non riusciamo e non riusciremo a cogliere la differenza tra 2011 e 2012. Ma vabbè; come sottolineato da più parti, il risultato, vista l’assenza di corrente di cui sopra, non sarebbe cambiato. Della gara di Seb resta qualche bel sorpasso -tra cui quelli rifilati a Michael Schumacher e Webber- e l’infilone subito proprio da Alonso, due giri dopo il fattaccio. Con una Red Bull che non sta quasi nemmeno in strada. Al di là dello stop, un segnale -per dirla alla Aldo Giovanni e Giacomo- brütto brütto brütto. Scarico.

Mark Webber: 4,5 – Due modi di intendere un weekend complicato. C’è chi sgomita, si sbatte, anche oltre le righe -in senso figurato ma anche concreto in pista- e chi invece pare rassegnato a subire. Come un pugile che capisce che non c’è trippa per gatti contro un avversario grosso il doppio e cattivo ancor di più e decide di tener la guardia alta rinunciando a colpire ma sperando di prenderne il meno possibile. Oddio, se poi vai ad analizzare la sua gara scopri che ha fatto diversi sorpassi, ce ne vengono in mente almeno cinque – d’Ambrosio, Ricciardo, Senna, di Resta e Kobayashi. Ma il tutto serve a riportarlo più o meno alla posizione da cui era scattato, posizione che aveva volgarmente buttato nel vespasiano con uno spunto al via decisamente spuntato. Si ritrova Vettel alle spalle subito dopo il DT di quest’ultimo e viene malamente sverniciato pochi km dopo. Azzarda una strategia ad una sola sosta ma tutto quello che ottiene è un testacoda all’uscita dell’Ascari causa manifesto esaurimento delle coperture che lo costringe al ritiro. Spiace dirlo -oramai conoscete tutti la stima umana e professionale che ho per il cangurone- ma in una gara che poteva essere decisiva soprattutto dal punto di vista nervoso, dà prova di inconsistenza. Il suo mondiale finisce a Monza. Abulico.

Jenson Button: 8,5 – Vero, parte dietro al compagno di squadra. Vero, al via si fa passare anche da Massa. Ma poi replica alla manovra del brasiliano direttamente in pista, senza aspettare cioè di passarlo ai box. E all’esterno, peraltro, con un’infilata decisa e pulita. Una volta secondo si tratta solo di portare la vettura al traguardo, visto che di raggiungere Hamilton non se ne parla e che gli inseguitori paiono lontani. Hai detto poco. La sua McLaren si dimostra d’improvviso astemia, si rifiuta di buttar giù anche una sola ulteriore goccia di benzina e il sistema di alimentazione alza bandiera bianca. Risultato: ritiro dalla gara e -presumibilmente- dalla lotta per il titolo. Lui giustamente sottolinea che tutto può ancora succedere. E c’è da scommettere che tutto farà tranne stendere tappeti rossi a Lewis, pensate per un attimo al botto dello scorso anno in Canada… Ma da sempre Monza è teatro dei primi verdetti stagionali, e ci pare francamente improbabile che JB possa ributtarsi nella mischia. Mai dire mai, certo, però… Assetato.

Lewis Hamilton: 10 – Viene da chiedersi dove sarebbe in classifica ora senza tutte le sfighe ai box patite nella prima parte dell’anno. A conti fatti sia lui che Alonso stanno disputando probabilmente le migliori stagioni in carriera, quantomeno in termini di pilotaggio e consistenza. Lewis, come già detto, in classifica paga però i tanti inconvenienti patiti nei primi appuntamenti. Ma con una McLaren ipervitaminizzata si prende il lusso di portare a casa la terza vittoria stagionale dominando una gara fino a quest’anno stregata. Realizza la pole seppur con un giro imperfetto avvantaggiandosi del problema che ha rallentato Alonso, scatta con disinvoltura dalla prima piazzola in griglia, saluta tutti e scava un solco pressoché incolmabile con chi gli sta dietro. Quando si ritrova Pérez davanti -che non si è ancora fermato- se ne libera in quattr’e quattr’otto. E buon per lui, se avesse perso tempo avrebbe potuto rimpiangerlo nelle ultime fasi di gara. Invece può permettersi di amministrare, seppur con il cuore in gola per timore che possa accedergli quanto successo a JB. E si porta a casa un successo che lo rilancia nel mondiale come avversario numero 1 del principe di Oviedo. Certo, con una McLaren così pare tutto semplice. Ma quando non sbagli nulla il dieci ti spetta di default. Perfetto.

Fernando Alonso: 10 – La fortuna aiuta gli audaci. Audacia significa superare quattro vetture nei primi due giri. Audacia significa avere il sangue freddo di controllare la macchina ai 300 all’ora con due ruote sulla sabbia. Audacia significa riprendere il controllo di se stessi in tempi brevi e riportarsi all’attacco proprio dello stesso avversario che ti ha fatto capire che non ti darà strada così facilmente. Audacia -e intelligenza- significa saper resettare completamente nervi e cervello dopo una qualifica che più deludente non si può, quando sai cioè di poterti giocare la pole e ti capita un guasto nel momento meno opportuno del weekend. Fortuna significa vedere tre rivali per la lotta al titolo che, come i dieci piccoli indiani, si autoeliminano da sé. Vettel senza corrente, Button senza benzina, Webber senza più niente. Ha dunque doppiamente motivo di gioire, Nando, alla fine del weekend Monzese. Primo perché ha dato una dimostrazione di forza strepitosa. Secondo perché dei tre ritirati almeno due paiono oramai fuori dalla lotta per il titolo. E -che ci crediate o no- ha anche un altro motivo, per gioire: l’aver ritrovato un compagno di squadra in grado di togliere punti alla concorrenza. Un’arma in più. Se poi fosse arrivato secondo la festa sarebbe stata ancora più festa, ma contro l’incredibile ritorno di Pérez sarebbe stato improbo fare di più. Supereroico.

Felipe Massa: 8,5 – Fosse un meeting di atletica sarebbe da antidoping. Perché è vero che Monza dal punto di vista del pilotaggio non è il più impegnativo dei circuiti, anzi è una pista dove di solito le differenze tra compagni di squadra si appiattiscono notevolmente. Ma qui stiamo parlando di un pilota che due mesi fa veniva dato per finito e che invece nel Tempio della Velocità rischia di tener dietro nientemeno un certo Alonso. Certo, le circostanze -leggi: il problema di Fernando in qualifica- lo agevolano non poco, ma lui corre bene, non fa errori, balza davanti a Button al via e cerca di resistergli come può. Poi si fa -giustamente- da parte quando il compagno di squadra gli piomba alle spalle, ma tiene onorevolmente il passo finché le gomme non finiscono. E’ a quel punto che arriva Pérez, al quale Felipe non può far altro che dire «prego, messere, si accomodi». Lo stile innanzitutto. Bravo, dunque. Una possibile arma in più per la Ferrari, a patto di mantenere questo stato di forma. Ma poi, a dirla tutta, è vero che Monza è circuito atipico, ma a Spa il brasiliano non si era mica dimostrato poi così fermo… o no? Ispirato.

Michael Schumacher: 9 – La notizia più bella di questo weekend motoristico è senza dubbio il ritorno di Robert Kubica alle competizioni, al Rally Ronde Gomitolo di Lana. Ritorno impreziosito dal fatto che il polacco non si è limitato a correre, ma ha deciso ben di vincerla, la gara. Bene, bravo, bis [speriamo]. Ma, detto questo, va doverosamente sottolineato che se sulla sua strada si fosse trovato Michael Schumacher, difficilmente avrebbe conquistato il primo gradino del podio. Perché quanto a traversi, nel weekend monzese, Michael ha dato lezioni a tutti. La sua Mercedes dopo sette-otto giri scoda come un’anguilla, in uscita di curva ha la trazione che avrebbe un Boeing 747 sul ghiaccio, eppure il coriaceo, vecchio, inossidabile tedesco è lì, a fare a ruotate, ad esibirsi in duelli epopeici, a tentare manovre oltre le leggi della fisica -sempre considerando il materiale a disposizione- che lo portano a finire la gara al sesto posto, ben davanti al compagno di squadra, praticamente negli scarichi di Räikkönen. Un controllo vettura sovrumano. Una grinta non scalfita dalle rughe e dagli anni. Un abbraccio -quello che gli tributa il pubblico italiano- tanto doveroso quanto meritato. L’ultimo degli Highlander. Grazie per ricordarci che “It Ain’t Over ‘til It’s Over“. Mitologico.

Nico Rosberg: 7 – Sbaglia la partenza, rimonta, gioca all’autoscontro con Senna, si mangia le gomme, le cambia, taglia la prima chicane, sorpassa, controsorpassa, si rimangia le gomme, si ferma di nuovo, rimonta, risorpassa. Il tutto per finire dietro a Schumacher. Gara bislacca, figlia di una qualifica così così e di una partenza tutt’altro che esaltante. Ma gagliarda, tutt’altro che passiva o abulica. E per certi versi anche consistente, tutto sommato. Per questo si guadagna la sufficienza, larga. Ma non di più, perché al di là del mero risultato finale è comunque parso complessivamente meno a suo agio rispetto al compagno di squadra, per tutto il weekend. Probabilmente il suo stile di guida pulito mal si adatta a dover remare con una macchina che dopo qualche tornata si ritrova già le gomme finite. Ci può anche stare, per carità. Ma il Fenomeno lo vedi sia quando sfrutta al meglio una macchina perfetta, con fredda abilità da cecchino, sia quando massimizza il potenziale di una ciofeca lottando curva dopo curva con una carriola che non vuole saperne di stare in strada. E in questo, forse, il buon Nico ha ancora qualcosa da imparare. L’attitudine comunque c’è. Punti ne porta a casa. Per cui avanti così, può anche bastare. Timido.

Kimi Räikkönen: 8,5 – E’ incredibile, veramente incredibile. Non ha ancora mai vinto, la vettura si è mediamente dimostrata buona nel corso dell’anno ma mai eccezionale. Eppure è lì, sempre lì. Non butta via niente. Non regala niente. Si prende il terzo posto nel mondiale. E tecnicamente -nel caso in cui dovesse arrivare un’inversione di tendenza dal punto di vista tecnico- potrebbe pensare di giocarsi anche il Titolo. Alla faccia di chi lo dava per perso in qualche damigiana di akvavit finlandese dalle parti di Espoo. Monza è un po’ lo specchio della sua stagione. La sua Lotus come tempi sul giro andrebbe anche bene, ma si dimostra paurosamente lenta in rettilineo. E in una pista come questa diciamo che non è bello sentirsi sverniciabili con facilità irrisoria praticamente da tutti. Ma lui non cede. Emblema della sua attitudine lo splendido controsorpasso rifilato alla Sauber dello scatenato Pérez, in piena rimonta. E’ l’unico ad esserci riuscito, chapeau. Rema e lotta come un pazzo negli ultimi giri e riesce, per un soffio, a conservare il quinto posto tenendo dietro lo scalpitante Michael Schumacher. E con la sua solita flemma chiosa, a fine gara: «pensavo di arrivare sesto o settimo, quinto va più che bene». Un mito assoluto. Teutonico.

Jérôme d’Ambrosio: 7 – Checché ne possiate pensare, merita un rispetto assoluto. Perché nella Formula 1 moderna saltare su una macchina così, a scatola -quasi- chiusa è il modo migliore per fare due cose: danni o figuracce. Lui è fenomenale anche solo ad evitare entrambe le cose. Fa fatica, e si vede, soprattutto all’inizio del weekend. Ma -una volta stabilito un limite di sicurezza- con scrupolosità prova ad abbassarlo giro dopo giro, con pazienza. Del resto se ti chiamano a sostituire uno sfasciamacchine ti verrà pur qualche scrupolo all’idea di fare altrettanto, o no? Le busca -comprensibilmente- in qualifica, ma in gara si difende. Dopo sei giri lo abbandona anche il kers -eggraziarkers!!!!! direbbe l’ineffabile ispettore Nico Giraldi- e quella che era una gara difficile si tramuta in un vero calvario. Prendi la Lotus, che ha velocità di punta basse di suo, toglile pure l’overboost e avrai, come risultato, un mezzo paracarro. Lui compie un solo errore, una piccola escursione fuori pista senza conseguenze, è attento a non far danni e raccoglie un tredicesimo posto che letto freddamente non vi dirà niente ma che, a parer nostro, vale parecchio. Questo si aspettava il team da lui. Intelligente.

Paul di Resta: 7,5 – Visto il potenziale messo in mostra in qualifica, sarebbe stato lecito aspettarsi qualcosa di più. Sapendo che sarebbe stato penalizzato per la sostituzione del cambio, lo scozzese dà tutto e più di tutto nella Q3 strappando un quarto posto in griglia -che poi sarebbe diventato un nono- quasi leggendario. In gara però le cose cambiano. Lo scatto al via non è eccezionale, il ritmo anche, e il degrado delle gomme pure. Lui ci mette del suo facendo a sportellate con Senna, in maniera forse un po’ rude, alla Bud Spencer. Meno male che i commissari hanno occhi solo per le prime posizioni, altrimenti sai che noia. Le cose vanno un po’ meglio nel secondo stint, ma a fine gara non ha più grip e quando le Mercedes gli si fiondano addosso come falchi assetati di sangue non può far altro che arrendersi. Parte nono, insomma, finisce ottavo. Un po’ poco, viste le premesse, ma tutto sommato nemmeno per colpe esclusivamente sue. Certo, se avesse potuto conservare la posizione in griglia oggi magari staremmo parlando di una gara diversa. Mezzo punto in più proprio per il sabato pomeriggio. Blando.

Nico Hülkenberg: 6 – Rompere la vettura nella Q1 non è esattamente il massimo. Un po’ come tirar fuori la macchina buona dal garage la mattina in cui iniziano le ferie per andare al mare e scoprire che si è incrinata la coppa dell’olio e che non è rimasta una goccia di lubrificante nel motore. Parte ultimo, si prodiga in una bella rimonta un po’ macchinosa ma che lo porta fino alla quattordicesima posizione. Tutto sommato nemmeno male, anche se va detto che davanti a lui si erano ritirati in tre. Bello, tra l’altro, il sorpasso a d’Ambrosio. A un certo punto l’Incredibile Hülkenberg -perdonateci, ma non riusciamo a farne a meno- fa segnare addirittura il giro più veloce. Poi la macchina dice basta un’altra volta, ad appena un giro dalla fine, e deve salutare la compagnia. Eccheccazz’, avrà pensato, a questo punto potevi anche farmela finire, ‘sta gara [ovviamente rivolto alla sua Force India]. Ma tant’è. Meglio lui che di Resta, avranno pensato invece al box. Come dargli torto? E soprattutto, in un weekend così iellato… come togliergli la sufficienza? Martoriato.

Kamui Kobayashi: 4,5 – Dicevamo, qualche pagella fa, che Monza è una pista in cui solitamente le differenze tra compagni di team si appiattiscono. Ecco, da casa Sauber arriva l’eccezione che conferma la regola. Sarà questione di strategie diverse, di assetti differenti, di tutto quel che volete. Ma la nuda verità è che, in una gara dall’andamento regolare, tra lui e il compagno di squadra ci sono dieci posizioni dieci di differenza. E dire che si era anche qualificato bene. Invece viene inquadrato solo quando qualcuno lo supera, nell’ordine Alonso, Webber, Michael Schumacher e Rosberg per citarne alcuni. Ammette candidamente di non aver avuto problemi particolari ma al contempo di non essere stato in grado di gestire al meglio le gomme. Come ha invece fatto il suo compagno di squadra. Certo è che ancora una volta le busca sonoramente. Quando c’è da cogliere il piazzamento stellare lui manca sempre all’appuntamento. E non può essere un caso, oramai. Il caso, semmai, sta diventando lui. Che rispetto agli esordi pare in evoluzione, in termini di velocità e -soprattutto- di grinta. Che sia meglio per lui cambiare aria? Sconsolato.

Sergio Pérez: 10 – Oramai è ufficiale. Ha i suoi punti di forza. Ha i suoi punti deboli. Ma se si tratta di amministrare le gomme è un genio assoluto. Vi rinfreschiamo la memoria: Gran Premio d’Australia 2011, un giovane messicano all’esordio stupisce tutti con una gara su una sola sosta andando a conquistare meritatamente i primi punti in carriera. La musica non cambia. La Sauber -l’abbiamo ripetuto fino alla nausea, quest’anno- è vettura potenzialmente da mondiale. Ma va guidata in una certa maniera. E lui si sposa perfettamente con la macchina di James Key. Guida sulle uova per ventinove giri, mantenendo nel contempo un ottimo ritmo. Poi con le gomme medie si scatena e fa letteralmente sfracelli. Passa, nell’ordine, Räikkönen [due volte], Massa e Alonso, girando un secondo e mezzo più veloce di tutti gli altri. Se la gara fosse durata altri cinque giri avrebbe messo anche qualche pulce nell’orecchio di Hamilton. Il tutto senza far danni, sorpassando all’interno, all’esterno, in rettilineo e in curva, ma sempre in maniera pulita. Quando è in giornata ce ne sono pochi che vanno come lui. Se impara a gestire gli eccessi di cui -ancora troppo spesso- è vittima ci sarà da divertirsi. E pensare -ve lo ricordiamo- che è arrivato in F1 grazie ai soldi di Carlos Slim, l’uomo più ricco del mondo, e dunque con l’etichetta di pilota con la valigia. Roba da matti. Fenomeno.

Daniel Ricciardo: 7 – Una sfiga leggendaria. Si difende con le unghie e con i denti con una vettura che è buona ma non buonissima, veloce ma non velocissima, competitiva ma non competitivissima. Webber lo svernicia dopo una manciata di km, ma tiene dietro abbastanza agevolmente d’Ambrosio per parecchi giri. Visto il ritmo non eccezionale la squadra gli inventa una strategia ad una sola sosta per cercare di guadagnare posizioni ai box. E tutto sembra funzionare. A un certo punto va come un treno, passa Senna in scioltezza e si installa comodamente in decima posizione. Considerato che scattava quattordicesimo… più che dignitoso, insomma. Poi al cinquantatreesimo ed ultimo giro, uscendo dalla parabolica, accelera… e la macchina resta lì. Benzina a quanto pare ce n’è ancora, nel serbatoio, ma il motore non ne pesca più. Taglia il traguardo praticamente in folle, ma nel frattempo lo han passato sia Senna che Maldonado. Una beffa atroce, immeritata, che gli vale tutta la comprensione umana di cui siamo capaci. La sorte toglie, la sorte dà. Speriamo gli ridia qualcosa, lo meriterebbe. Macumbato.

Jean-Éric Vergne: sv – Al giro numero otto arriva alla prima variante, frena, la macchina gli parte di culo, sbanda, impenna sui cordoletti e ricade pesantemente a terra con un paio di sospensioni sfasciate. Esce dalla macchina dolorante, con un bel mal di schiena, ma incolume. Non si capacita di come sia potuto succedere. La squadra idem, non sa spiegarsi se si sia trattato di un problema tecnico o di un errore. Come fai a valutarlo? Non ce la sentiamo. Giù massaggi, adesso, che fra due settimane si va a Singapore. Malconcio.

Pastor Maldonado: 7 – Che ci crediate o no, stavolta dei due piloti Williams è il venezuelano quello che corre con il cervello. Pastor, che si porta dietro da Spa il fardello della doppia penalizzazione, scatta dal ventiduesimo posto in griglia ed è autore di una gara accorta, consistente ed intelligente. Contrariamente a quello che ti aspetteresti, in quelle condizioni, il suo muretto sceglie una strategia particolarmente aggressiva sulle due soste di cui la prima dopo appena 14 giri, primo a fermarsi. Lui, che aveva del resto già recuperato tre posizioni solo al via, fa la formichina, tenendosi lontano dai guai ma nel contempo guadagnando posizioni su posizioni giro dopo giro. Non viene praticamente mai inquadrato -fatto anche questo insolito, per lui- e alla fine lo stupore è tanto quando ti accorgi che chiude undicesimo ad appena mezzo secondo dal compagno di squadra. Non porta a casa punti, vero, ma paradossalmente convince molto di più a Monza che in molte altre occasioni. Chissà che non abbia capito come si sta al mondo. Prudente.

Bruno Senna: 6,5 – Che ci crediate o no [aridaje!!!] stavolta il casinista è lui. A prima vista, quantomeno. Diciamo casinista perché di fatto finisce due volte fuori strada mentre impegnato in duelli all’arma bianca. Poi vai a rivederteli, quei duelli, e ti rendi conto che sia Rosberg prima che di Resta poi lo… accompagnano gentilmente fuori dalla sede stradale, facendogli perdere tempo e concentrazione, roba da denuncia al Telefono Azzurro. Onesto e corretto, Bruno, ma forse un po’ ingenuo e generoso. Non diciamo che avrebbe dovuto rispondere a ruotate, per carità, per quello basta e avanza Maldonado, però un pizzico di decisione in più… ma vabbè, fa lo stesso. Una volta passata la phase terribilis della sua corsa -basata su una strategia a una sola sosta- torna padrone di se stesso e cerca di tenere il passo delle vetture che ha attorno. A tre quarti di gara Ricciardo lo passa, una manovra che sembra di fatto buttarlo fuori dalla zona punti. Poi il patatrac, già raccontato prima. La Toro Rosso perde le aaaali e la Williams, proprio sul traguardo, la passa fino a conquistare il decimo posto che vale un punticino. Certo, complessivamente la sua gara è inferiore per consistenza rispetto a quella di Maldonado. Ma gli arriva pur sempre davanti. Per cui la sufficienza ci sta tutta. E se aggiungiamo pure il punticino di cui sopra… Maltrattato.

Heikki Kovalainen: 7 – Dice che è stato un weekend migliore rispetto a quello belga, e non si fa fatica credergli, visti i casini che ha combinato tra le colline delle Ardenne. Una volta chiarito questo, non è che resti molto altro da dire sulla prestazione del biondo di Rovaniemi. Si qualifica dove è logico che si qualifichi, davanti cioè alle altre cinque vetture di serie B del mondiale. Taglia il traguardo esattamente dove deve, ovvero -ancora!!!- davanti alle cinque chicanes mobili di cui sopra. Dice di aver fatto fatica, e possiamo anche credergli. Ma non ne avrà mai fatta quanta ne stiamo facendo noi per cercare di scrivere qualcosa di intelligente sul conto della sua corsa. Passa Vergne al via, e non è una novità. Il francese lo ripassa dopo un giro, e anche questo pare abbastanza scontato. Tutto il resto è -quasi- noia. Noia ordinata, peraltro, pulita. Senza errori, senza cafonate nei doppiaggi, un decimo davanti al compagno di casacca. Arrivo al traguardo in parata, dunque. Una scena che meritava, indubbiamente, un risultato migliore. Ma di più cos’avreste preteso, voi? Massimizzatore.

Vitalij Petrov: 7 – Lasciamo stare che al via lo passano in due. Lasciamo stare che riesce con comodo a riprendersi le posizioni. Lasciamo stare che ha un mezzo contatto con Glock alla prima chicane. Lasciamo stare che stacca di tre decimi Kovalainen nel computo dei giri più veloci. Lasciamo stare l’entusiasmo -francamente fuori luogo- che effonde su tutto e tutti a fine gara. Lasciamo stare tutto, insomma. L’unico dato di fatto veramente significativo è che, dopo 300 e passa km, 53 giri, curve, frenate, ricchi premi e cotillons… taglia il traguardo a un decimo dal compagno di squadra, in parata. Nemmeno fossimo sulla Piazza Rossa ai tempi di Stalin, con le Armate a sfilare l’una attaccata all’altra con il gradevole sottofondo dell’inno nazionale Sovietico e orde di ufficiali gallonati dell’esercito ad ascoltare con la mano sul cuore cantando a squarciagola «Союз нерушимый республик свободных Сплотила навеки Великая Русь». Sì, abbiamo scomodato un’immagine decisamente troppo altisonante. Ma il tutto serve banalmente ad enfatizzare la scelta -oggettivamente non complicata- di dare lo stesso voto alla coppia di piloti della Caterham. Va anche precisato che l’unica gloria, forse, gliel’abbiamo concessa noi evocando la suddetta scena… o no? Compagno Colonnello.

Pedro de la Rosa: 7 – Centesima gara in carriera. Disputarla a Monza dovrebbe fare un certo effetto. Arrivarci a quarantun anni dovrebbe acuirlo, quell’effetto. Festeggiarlo al volante di una HRT… insomma, diciamo che non è esattamente l’anniversario che avrebbe sognato da bambino. E in effetti sembra accusare il contraccolpo, visto che -crediamo per la prima volta in questa stagione ma non ne siamo sicuri- viene addirittura sopravanzato da Karthikeyan in qualifica. E per la prima parte di gara anche, complice uno spunto al via non eccezionale. Poi però riesce a sopravanzarlo ai box e al traguardo lo precederà comodamente di una quindicina di secondi. E, soprattutto, passa sotto la bandiera a scacchi più vicino alla Marussia di Glock che alla HRT di Narain. Queste sì che son soddisfazioni, cavolo. Nelle rare occasioni in cui la regia si è ricordata della presenza delle HRT in pista era veramente inquietante vederle saltare come cavallette sui cordoli e ammirarle sgusciare via dalle due curve di Lesmo come dei serpenti a sonagli. Tanto di cappello per la voglia di lottare, una volta di più. Centenario.

Narain Karthikeyan: 7 – Si ritaglia i suoi scampoli di gloria in qualifica, quando batte il compagno di squadra, e alla prima curva, dove -udite udite- si presenta davanti alle due Marussia. Poi si tocca con Glock, rovina l’ala anteriore e l’impatto gli restituisce una vettura innaturalmente sovrasterzante. Inquietante. Stringe i denti fino alla prima sosta, dove sostituisce il musetto, ma rientra in pista dietro a de la Rosa e lì resta fino alla bandiera a scacchi. Coriaceo, comunque, competitivo e grintoso, per quel poco che il mezzo gli concede. Sempre difficile valutarlo, ma impossibile dargli un voto più basso di de la Rosa. Difficilmente -come Pedro- raggiungerà i 100 gran premi in carriera. Ma di certo potrà raccontare ai nipotini di come, quella volta a Monza, con una HRT è arrivato alla prima chicane con tre macchine dietro. E scusate se è poco. Sognatore.

Timo Glock: 5 – Dopo il duello rusticano con Pic a Spa l’attenzione sua e del team è più che mai focalizzata sul duello franco-tedesco tra i due compagni rivali. Duello che, in quest’occasione, viene a mancare. Perché, da un certo punto in poi, le strade dei due si dividono, con Pic che sale e Timo che scende. Colpa, secondo il tedesco, di un contatto al via con Karthikeyan che danneggia l’aerodinamica della sua Marussia -sai che danno!- e che pregiudica le prestazioni. E in parte è anche vero. Ma non giustifica fino in fondo i quasi trenta secondi rimediati al traguardo rispetto al vicino di garage, che lo ricordiamo è e resta alla sua prima stagione in Formula 1. Ci sbaglieremo, ma una volta di più il problema sembra essere la motivazione. Problema che si riflette nei rapporti con la squadra e, di riflesso, nel dualismo con il compagno di team. Ha bisogno di cambiare aria -chi non ce l’avrebbe, al posto suo? ma vi invitiamo a trovargli una collocazione. Non perché non la meriti, beninteso. Ma come e dove lo piazzereste, voi, il buon Timo? Annoiato.

Charles Pic: 8 – Un raggio di sole squarcia il nero orizzonte sopra il box della Marussia. Un raggio di sole che ha lo sguardo timido e gli occhi chiari di questo giovanotto francese, classe 1990, che a ogni gara mostra progressi e miglioramenti. Stavolta non si limita a battere il ben più esperto Glock, ma sul traguardo gli rifila qualcosa come 30 secondi. Un’infinità. Certo, Timo ha avuto le sue beghe, ma niente che giustifichi un distacco così ampio. La realtà è che Charles ci ha preso gusto, sul serio. Impara in fretta, compie pochi errori, è corretto ed attento in fase di doppiaggio e consistente quando si tratta di martellare sul ritmo di gara. Del resto la differenza sul giro più veloce è limitatissima, segno che entrambe le vetture avevano lo stesso potenziale. E allora bene, bravo, bis. Gli auguriamo di mantenere quest’attitudine positiva e propositiva, di non cadere nella tentazione di strafare e di continuare a fare la spugna, non nel senso di diventare come Kimi ma di continuare ad assorbire e ad imparare. Chi vale vien fuori, sempre. A meno che non sia italiano, ma questa è un’altra -brutta- storia. Entusiasta.

Manuel Codignoni
www.f1grandprix.it

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55 commenti
  1. biosmall

    11 Settembre 2012 at 01:06

    l’ultima frase sulla pagella di Pic fa riflettere

    • number 1

      12 Settembre 2012 at 22:55

      8 a vettèl?
      8 ai camionisti che trasportano le lattine di red bull.loro si che sanno comme farti andare fuori strada!
      avete notato che la red bull ha cambiato slogan?
      ora fa : red bull ti rimane a piediiiiiiiiiiii.
      ahahah.
      vi voglio bene bibitari senza di voi non sarebbe più la stessa cosa.

  2. MPE57

    11 Settembre 2012 at 01:23

    Quelli che sono arrivati a podio Hanno tutti meritato il 10. Perez, poi impressionante, se avesse anticipato la sosta di 1 o 2 giri chissà chi avrebbe vinto…
    D’ambrosio promosso a pieni voti niente danni e nemmeno doppiato, come Massa che pian piano si sta svegliando.
    Mi ha deluso Vettel che 1 metro e mezzo in più lo doveva lasciare.
    I traversi di Schumy sono spettacolo puro, sempre un grandissimo nonostante la macchina, lo rivedremo mai più in Ferrari?
    Ho sentito dire che Webber e Vergne organizzano corsi per impennare le F1. Risulta anche a voi?

    • Krusty

      11 Settembre 2012 at 01:28

      Si, e Raikkonen si è iscritto 😉

    • Robby

      11 Settembre 2012 at 10:37

      Su Vettel.. mah! Sono un po’ perplesso…
      http://www.youtube.com/watch?v=rtg4xGvFI18&list=FLw-SGlYlRTVKKinUb1fR4sQ&index=1&feature=plpp_video

      se fermi al secondo 7 puoi notare che l’anno scorso Alonso gli ha lasciato quasi meno spazio,
      Poi quest’anno quando Vettel dopo la curva si è accorto di dove era Alonso gli ha lasciato un sacco di spazio, cosa che l’anno scorso Alonso non ha fatto…
      Risultato: l’anno scorso nessuna penalità ad Alonso e quest’anno penalità a Vettel…

      • number 1

        12 Settembre 2012 at 22:36

        robby ti posso dire una cosa? a mlincuore…..
        ma vai a cag..e

  3. ZioAlessio

    11 Settembre 2012 at 08:01

    Son d’accordo più o meno con tutti i voti, giusto ad Hulkenberg avrei dato qualcosina di più, perché nonostante tutto prima del ritiro era risalito abbastanza in alto, se non ricordo male era dietro a Senna, ma vabbè!

    • ZioAlessio

      11 Settembre 2012 at 08:02

      Ah, e bella l’ultima frase della pagella di Pic!

    • TifosoHam

      11 Settembre 2012 at 16:36

      Visione della gara Ferrarista e visione della gara non ferrarista. Gioca a trovare le differenze e a vedere come sono le corse togliendo da davanti agli occhi quel fastidioso velo rosso che affligge il tuo senso critico:

      1. Le mclaren erano le macchine più forti. davano un secono al giro a tutti
      2. solo il tifo rosso è riuscito a dare la carica ai 2 ferraristi che grazie alle loro capacità su una pista difficilissima sono riusciti a recuperare il gap di 1 sec di distacco
      3. Alonso è il migliore perchè ha fatto 4 sorpassi il primo giro su una pista dove è difficile superare (parole di montezemolo in diretta su rai2 dopo le qualifiche)
      4. I cattivi hanno provato a buttare fuori alonso alla prima curva. Dio personalmente è intervenuto per punirlo con un drive trough
      5. Massa aveva davvero un problema alle gomme per cui ha dovuto ridurre il ritmo gara e davvero il problema si è risolto appena Alonso è passato e doveva difendersi da Perez
      6. Hamilton è abbastanza forte (molto meno di alonso) ma non ha testa (questa ci sta sempre bene)
      7. Vettel ha meritato di uscire perchè ha provato ad uccidere Alonso (come grosjean: alla forca!)
      8. Vettel sfortunato per quei 2 ritiri? Ham sfortunato per la foratura e il cambio???? No!!!! il più sfortunato della stagione è Alo che ha vanificato una pole “facile”
      9: Alonso è arrivato terzo perchè è il dio in terra
      10. Altri 2 giri e lewis finiva terzo, sopravanzato da Alo e Perez perchè Hamilton non sa gestire le gomme.
      11. Raikkonen non mi piace perchè non ha mai detto una parola di italiano

      1. le mclaren erano leggermente sotto le Ferrari come dimostra la dichiarazione di Alonso (la pole era facile oggi) e il terzo posto di MAssa in qualifica
      2. il tifo rosso (e i fischi agli altri) ha dato una bella dimostrazione di sportività: atti vandalici sull’auto privata di grosjean
      3. Alonso ha fatto una gran bella partenza, una bella gara, un gran sorpasso su Massa: rischiosissimo e tiratissimo ma bello
      4. Vettel si è difeso come Alonso nel 2011 solo per noi che non capiamo. Alonso ha ben detto che chi ci capisce di F1 trova le 2 manovre molto diverse tra loro. mah…
      5. Massa, Alonso lo avrebbe fatto passare comunque. perchè umiliarlo dando certi team radio 5 giri prima che siano a portata DRS? Umiliante
      6. Hamiltyon questa stagione è fortissimo
      7. Vettel non meritava la squalifica Vettel questa stagione è molto sfortunato. Peccato perchè Seb è fortissimo. quasi come Lew (con pregi e difetti rispetto a Lew). E ve lo dice uno che lew lo adora.
      8. quest’anno la ferrari è la macchina più affidabile e Alo il pilota meno colpito dalla sfortuna
      9. Alonsop ha fatto una gran partenza e due gran bei due giri. Il ritiro di button e la sudditanza di Massa hanno fatto il resto
      10. Lewis gestiva il vantaggio che aveva
      11. raikkonen ha fatto una bellissima gara con tanti sorpassi

      • ZioAlessio

        11 Settembre 2012 at 19:51

        … no, aspetta, penso che abbia risposto alla perosna sbagliata. Velo rosso IO?!?! No, aspetta, deve essersi capovolto qualcosa nella mia persona. A dir la verità, almeno quattro dei tuoi punti li ho detti in altri articoli (la 2, la 4 la 5, la 7 e la 11 versione non ferrarista). Ho già avuto modo di ridire sulla min*hiata di Montezemolo. Penso da un botto di tempo che Alonso abbia una fortuna smisurata. Cosa ho di ferrarista???

      • TifosoHam

        11 Settembre 2012 at 20:48

        hai detto bene, ho sbagliato risposta. Volevo rispobdere a frency.

        scusami, la fretta

      • ZioAlessio

        11 Settembre 2012 at 23:33

        No, ok, mi stavo solo preoccupando XDDD

      • Maria

        12 Settembre 2012 at 10:06

        tifoso Ham mi fai morire; ti sei solo dimenticato che IL PILOTA PIU’ forte del Mondiale é stato sverniciato da un ragazzino messicano di 22 anni e poi siamo a posto 😉
        Forza Vettel, ma se non dovesse andare – forza Hamilton (la McLaren al confronto della Red Bull va’ che é un piacere!) che è l’unico che può fare paura ad Alonso…

      • TifosoHam

        12 Settembre 2012 at 19:16

        grazie Maria. 😉

      • number 1

        12 Settembre 2012 at 22:42

        al tifoso ham.
        ho già detto in varie occasioni che se Nando non avesse avuto quei problemi in qualifica , e quindi non costretto a distruggere le gomme per eseguire una rimonta magistrale, avrebbe fatto il cu.o a tutti.
        poi non siamo certo noi che andiamo in giro con i paraocchi…….
        prova in un altra scuderia magari sei fortunato.

  4. frency

    11 Settembre 2012 at 09:45

    massa e’ stato veramente grande, domenica a svolto in pieno il suo lavoro,speriamo che continui cosi fino a fine stagione. forza ragazzi siete i piu’ forti

    • TifosoHam

      11 Settembre 2012 at 16:42

      si dice “ha svolto”.

      e comunque sì, dopo alonso (non sia mai…) massa è il più forte.

      e chi dice il contrario non capisce niente di corse.

      • frency

        11 Settembre 2012 at 17:36

        non intendere male io l’ho difeso guasi sempre,pero’ avvolte e’ mancato per questo ho detto sta volta (ha svolto).

      • TifosoHam

        11 Settembre 2012 at 19:50

        io ero ironico.

        Massa era un pilota (non un mago, ma un buon pilota si) e in turchia le ha sempre suonate a tutti: schumi, Raikk e Alo.

        poi ha deciso di fare la seconda guida alla ferrari che è diverso da fare la seconda guida e basta perchè la Ferrari chiede servizi come quello di Barrichello a schumacher in austria (regalare la vittoria a inizio campionato) o di salo in germania a irvine (unica vittoria della sua carriera).

        E quando un pilota accetta questa cose, accetta di vendersi, anzi svendersi e finisce per forza male sia come pilota che come uomo perchè butta nel cesso la sua autostima.

        Per questo Massa è finito com’è.
        Per questo Button e webber non ci pensano neanche ad andare in ferrari.

  5. Ksmim

    11 Settembre 2012 at 10:22

    Ma smettetela di dare 10 ad alonso qualsiasi cosa faccia… Aveva la macchina più forte in griglia ed era difficile fare meno… Senza le solite sfighe altrui non arrivava neanche a podio… Ed è comunque arrivato dietro ad una Sauber che è partita 2 posizioni dietro di lui…

    • AntonioX

      11 Settembre 2012 at 16:33

      La Sauber ha azzeccato la miglior strategia possibile. Perez andava 1sec più forte anche di Hamilton e Alonso aveva problemi meccanici (grazie a Vettel). Ma queste sono cose che si capiscono seguendo attentamente la gara, le interviste e leggendo gli articoli

  6. Robby

    11 Settembre 2012 at 10:42

    Ho una domanda per i lettori del forum su una questione che mi è oscura:
    come è possibile che una vettura che al venerdì si riesca a classificare solo 12° il giorno dopo senza cambiare assetti riesca ad essere tanto più veloce delle altre e arrivi 2°?
    Quando vedo queste performance il dubbio delle gomme “pompate” date dalla Pirelli a questo o quel team mi rmane…

    • ZioAlessio

      11 Settembre 2012 at 13:45

      Potrei dire una cretinata: la Sauber mi sembra che ci metta di più – come la Lotus – a mandare le gomme in temperatura, per cui sul giro singolo da qualifica non è stellare. Sul ritmo gara – che è obiettivamente molto più lento – invece si dimostra più costante anche perché non massacra le gomme, per cui riescono a rimontare. Alla fin fine, son tre anni già, se non erro, che in Sauber mostrano rimontoni epici.

    • luciano

      11 Settembre 2012 at 16:32

      bisogna considerare la temperatura delle gomme, dell asfalto, ed il livello di gommatura della pista, molto superiore a fine gara, ed il fatto che lui aveva gomme piu morbide, che gli altri hanno utilizzato ad inizio gara in condizioni meno “favorevoli”

  7. kimicasey

    11 Settembre 2012 at 10:43

    Chi vale vien fuori, sempre. A meno che non sia italiano, ma questa è un’altra -brutta- storia.
    Non c’é frase più azzeccata…

  8. anonima tifosa vettel

    11 Settembre 2012 at 11:04

    Manuel su Alonso (antipatia a parte)se il compagno lo avrebbero lasciato libero di giocarsi il podio percio’strateggia diversa,non credo che il pilota che si trovava fuori era Massa.E’ brutto vedere una f1 del genere sono stati criticati Vettel e Webber nel 2010 ma che bello vederli combattere errori o non errori non c’era cosa piu’ bella,adrenalina pura quando li vedevi uno avanti e l’altro dietro saltavi,non sapevi mai come poteva finire.Quello e’ spettacolo,che poi se le suonavono anche fuori dalla pista vabhe’ e’ un altro discorso 😉

    • Ele (mclaren)

      11 Settembre 2012 at 11:21

      Lo spettacolo made in Mclaren:
      Gp Canada 2011 –>Button vs Hamilton

      Sportellate e via…

      Non “mi scusi con permesso, visto che lei ha problemi di gomme io passerei”..

    • reaper

      11 Settembre 2012 at 20:38

      ti prego, dimmi che non sei italiana.

    • Maria

      12 Settembre 2012 at 10:13

      Anonima Vettel e Webber se le son suonate anche domenica 😉
      In Ferrari invece da anni va’ sempre avanti il solito ridicolo teatrino:
      Massa ha finito le gomme quando arriva Alonso, e quando arriva Perez boh, le sue gomme erano già tornate normali 😀
      (poteva anche cambiarle visto che mancavano 15 giri alla fine).
      Speriamo che il carissimo Alonso non vinca nemmeno quest’anno e che lo rimandino a casa sua 😉
      Occhio che qui in futuro dobbiamo diventare anche noi tifose del pony! 😉
      PS: ma sei straniera?

  9. hamilton90

    11 Settembre 2012 at 12:02

    giusto….se solo penso a tutto quello che ha avuto lewis nella prima parte della stagione mi viene da piangere…a quest ora il titolo sarebbe gia mezzo ipotecato…adesso serve una rimonta pazzesca..ai limiti dell impossibile

  10. freddi tifoso ferrari

    11 Settembre 2012 at 12:33

    non sarà facile x hamilton vincere il campionato alonso non concede nulla

    • fa

      11 Settembre 2012 at 12:50

      Però nulla toglie che tra i piloti in lizza per il mondiale Hamilton è certamente quello più pericoloso e temibile.

  11. Frenk

    11 Settembre 2012 at 13:50

    Buone le pagelle,pero’darei 10 solo a chi ha vinto,non che non sia meritato,ma perche’ allora a Lewis (pole e vittoria)dovremmo dare 11,e non credo sia possibile…

    • Maria

      12 Settembre 2012 at 10:08

      Uehi Frenk che mi diventi hamiltoniano? 😉
      (scherzo)
      Il 10 a Perez ci sta secondo me, altri 4 giri e vinceva lui il GP di Monza! XD

      • Frenk

        12 Settembre 2012 at 21:47

        Vabbè,tu sei convinta che io sono pro-alonso…
        Macosatelodicoafare…anzi,come direbbe Federico,cisonocosepiùimportantinellavita.
        Macosatelodicoafare…

  12. Francesco

    11 Settembre 2012 at 15:51

    @Codignoni…

    A parte “…la visione ossessivo-compulsiva dei due replay uno di fila all’altro non ci toglie questo dubbio…” che comunque può starci o meno, ma non vi è dubbi che i due episodi sono talmente simili quanto differenti la faccenda, e lo dico in maiuscolo, ergo a squalciagola, E’ CHE LO SCORSO ANNO IL REGOLAMENTO, REGOLAMENTO RIPETO, NON PREVEDEVA SANZIONI PER QUESTO TIPO DI COMPOPTAMENTO, OGGI SI!!! COSA VOGLIAMO FARE, IL PROCESSO AL NUOVO REGOLAMENTO???, AI COMMISSARI INCAPACI???, ALLA FIA MAFIOSA COME DICONO IN TANTI??? DECIDETEVI, MA POI ARCHIVIAMO QUESTA FACCENDA E STOP!!! PER FAVORE!!!

  13. luciano

    11 Settembre 2012 at 16:34

    secondo me hamilton, non ha avuto un avversario a questa gara ed ha vinto, se alonso fosse partito anche solo 4, credo che anche la gara di hamilton sarebbe stata diversa, considerando che la ferrari forse era la vetura piu veloce in pista..

  14. andreahead

    11 Settembre 2012 at 19:15

    Voto 8 a Vettel?…questo si che e’ uno sproloquio…mi riferisco a quello che e’ successo con Alonso e che dici assomigliare tantissimo all’anno scorso.Considerando che le ruote sull’erba erano quattro e l’escursione e’ stata decisamente piu’ lunga da provocare un danno alla monoposto del ferrarista non parlerei proprio di centimetri…comunque il tedesco merita rispetto per la caparbieta’ e la tenacia,voto 6

  15. reaper

    11 Settembre 2012 at 20:36

    grande sorpasso di Vettel su Webber, grande sorpasso.

  16. felli gabriele

    11 Settembre 2012 at 21:50

    NON SONO DACCORDO SUI VOTI DI KIMI MASSA E D’AMBROSIO
    IL 9,5 AL KAISER POI fà proprio recere

  17. sschumy1

    12 Settembre 2012 at 00:00

    Kaiser10 e lode ( per il solo fatto che esiste, anche se si mettesse a giocare a briscola a bordo pista)! VETTEL 10 e lode (perche’ esiste e perche’ ha accettato un!assurda penalità senza dire una parola)!

    • frency

      12 Settembre 2012 at 10:08

      be’ gli faceva comodo mandarlo contro le barriere, almeno beccava un’ altro zero noo.anche se’ non sarebbe bastato, sarebbe stato sempre primo

      • Maria

        12 Settembre 2012 at 11:50

        frency se Vettel avesse mandato a muro Alonso:
        1) non sarebbe uscito vivo da Monza perché l’avrebbero linciato 😉
        (basta vedere quello che é successo alla macchina di Grosjean!)
        2) se fosse sopravvissuto lo avrebbero comunque squalificato per 4 gare minimo e quindi il Mondiale non l’avrebbe vinto lo stesso 😉

      • number 1

        12 Settembre 2012 at 23:11

        se vettèl buttava fuori Nando, il linciggio dei tifosi sarebbe stato l’ultimo dei suo problemi.
        che bella la macchina di grosjan secondo me ha preso valore ridotta così.

  18. Maria

    12 Settembre 2012 at 10:16

    @Manuel Codignoni: non condivido solo lo stesso voto ad Alonso e Perez, dopotutto Perez negli ultimi giri ha passato Alonso come se A. fosse fermo, per cui si meriterebbe almeno mezzo punto in più!
    Il resto dei voti mi stanno abbastanza bene.
    Kimi se avesse la macchina, avrebbe già vinto un paio di gare secondo me!

    • AntonioX

      12 Settembre 2012 at 11:38

      Nando aveva gomme dure e la macchina leggermente danneggiata al posteriore (grazie a Vettel), Perez era con gomme morbide e con la macchina al 100%. Più che altro Perez (che comunque è un ottimo pilota) deve ringraziare il suo team per aver “azzeccato” la miglior strategia di giornata!

      • Maria

        12 Settembre 2012 at 11:47

        Beh non sono d’accordo.
        Perez ha fatto molta fatica nei primi 30 giri con le dure, e solo cambiate le medie ha iniziato a volare.
        Kobayashi é partito con le medie, e se non erro é arrivato 9° e non volava per niente.
        le strategie valgono fino ad un certo punto, ma se non hai un gran campione come Perez non c’é strategia che tenga. (per me Perez é già un campione, anche se ancora non ha vinto nulla).
        la storia che Alonso sia arrivato 3° solo perché aveva la macchina danneggiata mi sa’ un po’ di scusa.

      • Francesco

        12 Settembre 2012 at 17:32

        spiegami: ma tu vieni qui perchè sei appassionata di F1 e ti piace partecipare alle discussioni o solo perchè devi proprio a tutti i costi rompere i cogli@ni ad Alonso e a tutti i suoi tifosi???

        non l’ho ancora capito!!!

        per il resto ti possiamo spiegare che la vettura con gomme diverse, e soprattutto con carico di benzina diverso, può avere delle prestazioni nettamente differenti: guarda caso sia il Koba che Alonso avevano gomme medie, dal momento che hanno partecipato alla Q3, mentre Perez ha potuto decidere di partire con le dure…
        ora, non bisogna essere certo super esperti, che comunque non è il tuo caso vista la cronica e insuperabile ignoranza in materia, per sapere che l’accoppiata gomme medie e poco carico di benzina sia un mix decisamente più performante in termini di prestazioni, rispetto alle dure e al pieno carico di benzina…
        ma se non ci arrivi ancora ti facciamo un disegnino, cosa dici???

      • AntonioX

        12 Settembre 2012 at 21:21

        @Francsco … Maria avrà il difetto di non essere Ferrarista e con delle lacune, ma non usiamo le parolacce con le signorine 😉

      • Francesco

        13 Settembre 2012 at 00:01

        scusa, tu chi sei? l’avvocato delle cause perse???

      • AntonioX

        13 Settembre 2012 at 11:18

        No, ma a giudicare dal comportamento da ragazzino che hai credo di avere almeno 15-20 anni in più di te.

      • Francesco

        13 Settembre 2012 at 14:49

        Guarda AntonioXXXXXXXXXXX

        Io non credo che tu abbia 15>20 più di me, ma se ne sei proprio convinto e ti fa piacere ti lascio questa tua convinzione…

        magari ti accontenti…

        per il resto, ma lungi da me voler trovare una scusa o una giustificazione ai miei commenti, o sei nuovo del blog o non hai mai letto attentamente i commenti della signora oppure sei un fan di vitello/bibbbitari…

        quale delle tre???

  19. Maria

    13 Settembre 2012 at 10:19

    @AntonioX: il signor Francesco si chiama Francesco Marchese su Facebook ma Marchese lo é solo di cognome.
    Se vi andate a vedere le sue foto del profilo su Facebook capirete perché é così acido con tutti.
    (io l’ho capito).
    Se poi questo sito non gli piace, può iscriversi al Forum di http://www.ferrari.com, dove potrá discutere liberamente dell’unico amore della sua vita, e cioè Fernando Alonso al quale si illude di assomigliare…. (ma non gli assomiglia per niente, con tutto che a me non piace Alonso é 100 volte meglio di lui).
    Peccato però che il sito della Ferrari sia moderato, così questo signore non può esprimersi col linguaggio volgare che gli é più consono, anche perché non ne conosce altro.
    Grazie per la difesa; Alonso non mi piace ma anche io mi devo sorbire commenti negativi su Vettel, si possono anche prendere con ironia ma c’é purtroppo chi non é capace.

    • Francesco

      13 Settembre 2012 at 14:44

      @Maria!!! ma come hai fatto a trovarmi???

      Sei grandissima!!!

    • Francesco

      13 Settembre 2012 at 15:48

      a no, aspetta, ma quale dei Francesco dici che io sia, perche ne vedo almeno 6/7…??? non sai mica quale dei tanti!!!

      Quanto all’acido, cara signorinella (ma vale per tutti quelli che ti difendono), se vai a leggerti i miei commenti, io sono “critico” solo con i tuoi inutili commenti, e di chi ti da corda a spada tratta, postati solo ed esclusivamente per biasimare (sarebbe meglio dire AZZANNARE!!!) il grandissimo Fernando Alonso (lo hai detto tu stessa d’altronde che lo odi senza motivazioni plausibili) e/o per cercare di far capire ai più, ma non me ne si voglia per questo mio nobile intento, che il tuo campioncino di terracotta è salito dov’è solo per il merito della vettura illegale che si è trovato per le mani e non per merito suo, tant’è vero che oggi, a riprova di questo, che ha una vettura appena “come le altre”, il vitello ha smesso di padroneggiare in lungo e in largo e quando un Alonso “qualsiasi” cerca di passarlo, lui usa tutti i sistemi per sbatterlo fuori!!!
      Alonso, che tu lo voglia o no, ma a questo punto poco me ne importa della tua opinione, è il miglior pilota al momento in circolazione in F1, e non solo perché lo dicono tutti i più autorevoli addetti ai lavori, ma perché lo sta dimostrando in pista e non solo, ma soprattutto nella classifica piloti (nonostante la vettura che si ritrova) mentre i giudizi che ricorrono su vitello sono di ben altro tono (ma avrà tempo per migliorarsi)!!!
      vedi, non è questione di screditare un pilota, ma di capire per se stessi e per cercare di far capire ai suoi fan quanto reale sia il suo valore, farina del suo sacco o piuttosto meriti della vettura, non proprio legale, che gli hanno messo in mano, come nel caso di vitello…
      se tu fossi più onesta e meno acida, altro che io, tu sei peggio di uno yogurt dello scorso anno, forse i miei commenti e quelli della stragrande maggioranza degli utenti del blog, a giudicare dai pollici verso e dalle “baruffe” che ti fai a periodicamente e quotidianamente con molti degli utenti (non li nomino per dovere di privacy), probabilmente potremmo essere meno volgari, più accondiscendenti e gentili con una signora…
      Io, comunque, non ho normalmente un atteggiamento volgare con nessuno, anzi sono una persona calma e tranquilla, ma quando “una” continua con intenti denigratori, di condanna, censura e vituperanti nei confronti di una persona che non ha altre colpe che essere il miglior pilota tra tutti i suoi colleghi (ti ci metto pure Lewis Hamilton, giusto per dovere di correttezza) allora, e di questo posso farmene una colpa, ti sale la rabbia e cominci a parlare con il cuore (o se preferisci con altre parti del corpo) piuttosto che con il cervello!!!

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