Tutti i (super)Numeri di Sebastian Vettel in RedBull

Riviviamo in breve l'avventura del giovane campione tedesco negli ultimi sei anni

Tutti i (super)Numeri di Sebastian Vettel in RedBull

Hanno fatto la storia della Formula 1 degli ultimi 5 anni, e ora si lasciano, uno a seguire il proprio sogno, l’altra a far crescere altri campioni del futuro. Stiamo parlando di Sebastian Vettel e della RedBull. Tutti sapevano che l’arrivo di Vettel in rosso sarebbe stata solo questione di tempo, e infatti il momento è arrivato. Abu Dhabi è stata l’ultima gara del campione tedesco con la scuderia che per quattro anni gli ha fornito una vettura spaziale, con la quale lui ha fatto incetta di successi e di record. In questi 6 anni passati alla RedBull Vettel ha conquistato la bellezza di 1.577 punti, per una media di ben 14 a gara, come se fosse arrivato costantemente terzo e quarto ogni due gare. Se questo non bastasse a rendere la potenza espressa dal binomio Vettel RedBull, è arrivato il momento di riportare i numeri nudi e crudi di questa straordinaria coppia.

 

38 vittorie in 103 Gran Premi. Più di un Gp su tre vinto in media.

44 Pole Position. Più di una ogni tre gran premi in media.

66 Podi. Ovvero due gare su 3 nei primi tre posti.

Record di 18 partenze in prima fila su 19 gare nella straordinaria stagione 2011.

Record di maggior numero di vittorie partendo dalla Pole position: ben 9 nella stagione 2011, così come fece Nigel Mansell nel 1992.

Maggior numero di Pole Position in una sola stagione, con le 15 del 2011.

Maggior numero di circuiti sui quali ha ottenuto la Pole Position, ben 20 come Alain Prost.

Record del maggior numero di punti conquistati in una sola stagione con i 397 del 2013 battendo il record già detenuto da lui stesso di 392 del 2011.

Maggior numero di vittorie consecutive, 9 dal Gp del Belgio 2013 al Gran Premio del Brasile 2013.

Maggior numero di vittorie in una sola stagione a pari merito con Michael Schumacher: 13 nel 2013.

Il più giovane pilota a conquistare un campionato del mondo.

L’unico e più giovane pilota a conquistare i suoi primi tre e quattro titoli mondiali consecutivamente.

 

Questi numeri in realtà non hanno mai fatto amare completamente Sebastian al popolo dei fan della Formula 1. Molto spesso tutto il merito dei suoi successi è stato ricondotto alle straordinarie doti delle vetture di casa RedBull progettate da Adrian Newey.

Sin dal 2010 la Redbull risultava essere la migliore vettura in pista, ma il talento del giovanissimo pilota tedesco non era ancora del tutto maturo, infatti commise numerosi errori durante la stagione, come in occasione del Gran Premio di Turchia, dove mise fuori gioco se stesso rovinando la gara a Mark Webber, o in Belgio, dove andò a speronare la vettura di Button causandone il ritiro e dovendo perdere egli stesso parecchio tempo finendo la gara quindicesimo. Tuttavia, queste vicissitudini, compresa anche la rottura del motore in Corea quando era in testa alla corsa, non gli impedirono di ottenere comunque ben cinque vittorie in quella stagione, e di conquistare incredibilmente il titolo all’ ultima corsa ad Abu Dhabi lì dove era il suo compagno di squadra ad essere il favorito e più avanti in classifica.

Le cinque vittorie del 2010 andarono a sommarsi alle quattro ottenute sempre con la Redbull l’anno precedente, quello del dominio della Brawn Gp, andando a formare un bottino assai ricco di nove vittorie in due sole stagioni.

Ma il meglio doveva ancora arrivare.

La stagione 2011 si aprì tra le riaccese polemiche delle ali che flettevano troppo della scuderia Austriaca, ma il vero segreto di quell’anno furono gli scarichi soffianti, vera arma vincente di Adrian Newey e del suo entourage. Le sei vittorie e i tre secondi posti che il pilota tedesco riuscì a conquistare nelle prime nove gare stagionali decretarono subito il team vincitore morale e di fatto di quella stagione. A rovinare le statistiche di una stagione perfetta arrivò un “misero” quarto posto in Germania e il ritiro a causa di una misteriosa foratura ad Abu Dhabi, e per il resto furono solo podi e vittorie. Il 2011 fu senz’altro la stagione migliore per il duo Vettel-RedBull, in quanto il loro dominio si estese per tutto l’arco della stagione, dalla prima all’ultima gara, senza che nessuna vettura o pilota potesse realmente impensierire nessuno in casa RedBull.

La stagione 2012 sembrò segnare la fine del dominio della scuderia austriaca in Formula 1. Tutti tirarono un sospiro di sollievo. I risultati di Sebastian nella prima parte della stagione furono sicuramente buoni, ma non di certo all’altezza delle aspettative considerando la stagione appena chiusasi. Fino all’appuntamento italiano conquistò un’unica vittoria in Bahrain, e alla vigilia di Singapore il suo distacco dal leader del campionato era di ben trentanove lunghezze. I circuiti asiatici però favorirono parecchio la RedBull, che con Sebastian conquistò quattro vittorie consecutive, riportandosi in testa al mondiale, anche grazie al ritiro a Suzuka di Alonso. Le ultime tre gare furono un testa a testa con il pilota Spagnolo. Ad Abu Dhabi Vettel compì una splendida rimonta che lo portò dall’ultimo posto al terzo, appena alle spalle del rivale. Negli stati Uniti riuscì a stare davanti ad Alonso facendosi però sorpassare da Hamilton che andò a vincere. Nell’ultima gara rimediò solamente un sesto posto in una delle corse più caotiche e, dal suo punto di vista, più fortunate della carriera. Alla curva 4 venne tamponato da Bruno senna ma la sua vettura ne uscì incredibilmente senza un graffio. Sebastian si rimise in pista dopo il testacoda e andò a prendersi quei punti sufficienti alla conquista del suo quarto mondiale.

Il 2013 fu la volta di un’altra straordinaria vettura targata Andian Newey &Co. I buoni risultati si videro fin da subito, tuttavia la lotta per il mondiale rimase aperta almeno fino a metà stagione. Le vittorie ottenute nelle prime dieci gare furono quattro, non poche, ma non troppe per essere una RB. Il dominio cominciò in Belgio, per concludersi in Brasile tre mesi dopo. Nove gare di fila vinte, così come mai nessuno aveva fatto nella massima serie. Il quarto titolo mondiale fu portato a casa a mani basse in India, con tanto di donuts show sul rettilineo principale. “Grazie ragazzi, godiamoci questi momenti perché non sappiamo quanto possano durare”. Una frase quanto mai profetica quella pronunciata tante volte da Vettel alla fine delle gare dominate nel 2013.

Nel 2014 infatti il dominio della casa austriaca è stato interrotto bruscamente e a dare piuttosto fastidio a Sebastian è arrivato il nuovo pupillo Daniel Ricciardo. Un altro pilota nato e cresciuto nel programma di crescita della RedBull. Durante quest’ultima stagione Vettel è stato più volte battuto sia in qualifica che in gara dal suo nuovo compagno di squadra, che è riuscito a vincere ben tre gare interrompendo il dominio incontrastato della Mercedes. Alla fine la voglia di cercare nuove sfide e un nuovo ambiente ha prevalso, e già in Giappone è arrivato l’annuncio dell’addio alla scuderia che gli ha dato tutto il successo durante i precedenti quattro anni. Questa è stata la prima stagione da quando Sebastian corre in RedBull in cui non ha vinto neanche un gran premio, e questo coincide con la stessa sfortuna della sua prossima scuderia. Vettel dovrà essere all’altezza della Ferrari per prendere il posto di Fernando Alonso, un posto che non sarà facile da conquistare, specialmente nel cuore dei tifosi. Ma nulla è impossibile.

Matteo Bramati.

 

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7 commenti
  1. ILLINOISF1

    26 novembre 2014 at 22:55

    Decisamente migliori…..

  2. -Leon-

    27 novembre 2014 at 11:55

    questo è l’esempio che vincere 1 titolo mondiale o come in questo caso 4 titoli mondiali, non ti rende un campione.

    un esempio lampante di un campione non campione è Damon Hill come x me è un non campione ma migliore di damon hill (e qui lo so che mi prenderò critiche, ma è la mia opinione) è Raikkonen

    come all’opposto un vero e grandissimo campione ma senza titolo è stato Gilles Villenueve.

    Vettel avrà anche record su record e 4 titoli mondiali, ma x me deve ancora dimostrarlo di essere un campione.

  3. sschumy1

    27 novembre 2014 at 13:41

    NGHUEEEE ng ng ng
    L’UNICO EREDE DEL PIU’ GRANDE STA PREPARANDO IL SECONDO PASSO…!!!
    NGHUEEEE ng ng NGHUEEEE NGHUEEEE ….

  4. loupin73

    27 novembre 2014 at 17:46

    abbastanza ridicolo parlare di Vettel come di uno che ha vinto “per caso” perchè aveva l’auto più forte… se si vanno a vedere gli ultimi vent’anni non mi sembra che abbia mai vinto qualcuno con una vettura inferiore; con una vettura equivalente a quella più forte della concorrenza hanno saputo vincere solo Hamilton nel 2008 e… ops… guarda un po’, il tanto vituperato Raikkonen nel 2007!!! so quello che sarà scritto: quel mondiale è stato solo perso dalla McLaren etc etc… ha approfittato della lotta interna Hamilton – Alonso… ma tanto i dati della stagione stanno li…

    • -Leon-

      27 novembre 2014 at 18:01

      ribadisco che è solo una mia opinione personale….

      io non ho mai bollato vettel come un brocco assoluto, mai fatto prima e non lo farò ora, l’ho sempre reputato un buon pilota.

      è vero che con la macchina inferiore non si vince un mondiale, ci mancherebbe, ma a vettel x ora manca la stoffa del campione quando non vince, vedi Alonso negli ultimi 5 anni è cresciuto nonostante che non ha vinto 1 titolo, vedi schumacher nei primi 4 anni alla ferrari, ha vinto gare mostruose con macchine nettamente inferiori, va a rivederti spa 1996 è da brividi.

      e entrambi sia fernando che schumy hanno dato il mezzo secondo alla macchina che gli permetteva di essere protagonista, anche senza vincere.

      per ora l’unico anno in cui non ha guidato un astronave ha preso lui il mezzo secondo dal suo compagno.

      sarà un caso? può essere…. il tempo ci dirà se ho torto, ma x ora ribadisco….. deve ancora dimostrare di essere un campione

      • loupin73

        27 novembre 2014 at 18:13

        beh tecnicamente Vettel con 4 titoli non ha più molto da dimostrare, moralmente invece si… e su questo nulla da eccepire. Su Alonso ho un opinione diversa dalla tua e fondamentalmente penso che fosse destinato ad essere un eccezionale avversario della Ferrari, non un suo alfiere e la storia di questi cinque anni ci ha mostrato che forse era così, ma ognuno penso si sia fatto la propria idea ed è bello così. Penso che Vettel abbia la scintilla del campione e che possa portare quello che serve alla scuderia ma dovrà davvero sudare e avere mota pazienza. Ricciardo è stata una rivelazione quest’anno mi ricorda un po’ Kubica… non sarà facile per nessun suo compagno di scuderia stargli davanti.
        p.s. sono contento del tuo commento pacato e competente, è una rarità da queste parti 🙂

      • Doesntmatter72

        28 novembre 2014 at 10:35

        Dipende da come si valutano i piloti: da quanto vincono o da chi battono a parità di mezzo???
        Prost vs Vettel: 4 titoli a testa ma:

        Prost ha battuto: Senna, Lauda, Mansel, D. Hill (WC) e Watson, Arnoux, Alesi.

        Vettel ha battuto(ad ora): Bourdais e Webber.

        I titoli non sono tutto, a mio modesto avviso.

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