Test F1 2018 | Intervista esclusiva a Mario Isola

Il Motorsport Racing Manager di Pirelli parla delle nuove gomme e della stagione ormai alle porte

Test F1 2018 | Intervista esclusiva a Mario Isola

Approfittando della terza giornata di test a Barcellona, caratterizzata da neve, pioggia, e solo cinque piloti in pista che hanno messo a segno meno di una ventina di giri in tutto, abbiamo fatto due chiacchiere con Mario Isola. Il Motorsport Racing Manager di Pirelli ci ha parlato della nuova coloratissima e vasta gamma di mescole messa a disposizione dei team per la stagione 2018, e di cosa potremo aspettarci in pista quest’anno.

Per ora ci sono state solamente due giornate di test piene, peraltro caratterizzate da temperature molto basse. Abbiamo visto i piloti girare per lo più con le mescole medium e soft. Qualcuno ha azzardato superosft e persino la nuova hypersoft… Vi siete già fatti qualche idea?
“In generale in questa prima parte i team sono tutti focalizzati sulle vetture, nella speranza poi che la prossima settimana ci sia un tempo migliore. Durante i test invernali normalmente sulle macchine nuove i lavori sono principalmente rivolti ad aerodinamica e parti nuove. Lo abbiamo visto anche gli scorsi anni: la prima settimana è dedicata a sistemi, telemetria, motore, aerodinamica, mentre nella seconda invece si dedica più tempo a gomme, simulazione di gara e di qualifica, differenza prestazionale tra le varie mescole”.

Quest’anno la “famiglia” si è allargata fino a nove mescole (sette slick e due da bagnato). Come vi siete preparati alla nuova stagione e su cosa vi siete concentrati principalmente con i nuovi prodotti?
“Nel 2016 avevamo dovuto sviluppare un prodotto completamente nuovo, con obiettivi diversi dal passato, che degradasse meno e desse la possibilità ai piloti di spingere di più e attaccare. Così lo abbiamo ridisegnato da zero, e alla fine l’esperienza in pista dello scorso anno ci ha mostrato che la maggior parte delle gare sono state su una sola sosta. Eravamo un po’ conservativi. Abbiamo quindi spostato tutto il range di mescole verso il morbido: quella che oggi chiamiamo superhard, e che abbiamo voluto omologare ma che non pensiamo di utilizzare, è la hard dello scorso anno, che a sua volta non veniva praticamente usata. Inoltre abbiamo aggiunto una nuova ultrasoft, più morbida di uno step rispetto al 2017, e una hypersoft, due step più morbida dell’ultrasoft. Si tratta alla fine di 6 mescole, che daranno la possibilità di coprire tutte le esigenze sui vari circuiti. Le piste e gli asfalti sono molto diversi e l’obiettivo è mirare alle due soste – compromesso ideale per avere maggiore spettacolo durante i GP – senza peggiorare troppo il degrado delle gomme. È un equilibrio molto delicato tra il numero di soste giuste e il livello di degrado giusto; favorire lo spettacolo senza essere né troppo aggressivi né troppo conservativi. È una linea sottile”.

Nella prima parte della stagione 2017 Mercedes ha faticato a trovare il giusto feeling con le gomme. Secondo voi chi potrebbe interpretare meglio le gomme quest’anno?
“Per prima cosa c’è da sottolineare che ieri siamo scesi sotto al minuto e venti: in quelle condizioni è sicuramente un tempo rilevante. C’è un fattore che complica un po’ le cose ed è il nuovo asfalto, completamente diverso da quello dello scorso anno; è uno dei più aggressivi e abrasivi di tutte le piste. Il nuovo asfalto è molto più liscio ma il livello di grip sembra essere molto buono, lo abbiamo visto anche grazie ad altri test fatti qui con altre vetture. L’usura e il degrado sono molto più bassi quindi dobbiamo capire come l’asfalto influenzerà questi test. Inoltre, anche a livello di tempi sul giro, è molto difficile capire effettivamente quanto c’è dello sviluppo delle nuove vetture e quanto del nuovo asfalto. All’interno dei team è complicato farsi già adesso un’idea di chi abbia fatto la macchina migliore, e non sarà possibile nemmeno la prossima settimana con più dati alla mano. Le squadre poi non rivelano mai il loro potenziale nei test invernali, si tengono sempre qualcosa in tasca per le prime gare”.

Ci dici qualcosa in più della nuova mescola rosa, la hypersoft
“La vedremo sicuramente a Monaco e poi dobbiamo ancora decidere dove selezionarla, ma vorremmo utilizzarla chiaramente su altre piste. L’abbiamo provata solamente nei nostri test di sviluppo con una vettura, e ad Abu Dhabi insieme a tutti i team. La risposta vera quindi l’abbiamo avuta lì, ma si tratta di una sola pista su cui l’abbiamo provata in maniera estesa a tutti. Se qui a Barcellona la settimana prossima le condizioni saranno un po’ più clementi, visto che tutte le squadre hanno selezionato almeno uno o due set, avremo un po’ di informazioni in più”.

Sul social in questi giorni si è ironizzato sul clima decisamente invernale di Barcellona, suggerendo che sarebbe stato meglio fare i test al caldo, in Bahrain. La pista catalana è stata ritenuta però la più idonea. Voi cosa ne pensate?
“Questo clima qui è un caso eccezionale. Dal nostro punto di vista, girare su piste dove le condizioni meteo sono il più possibile simili a quelle che poi avremo in gara ci offre certamente una risposta migliore, ma Barcellona viene scelta dalle squadre per svariati motivi: si possono raccogliere molte informazioni – qui sono previsti anche due giorni di test ‘in season’ – è una pista con curve ad alta velocità e con un terzo settore dove vedi meglio la trazione… C’è un po’ di tutto, come tracciato è molto completo e anche logisticamente si trova vicino a molte squadre, che possono inviare qualsiasi sviluppo con costi e tempi ridotti. Negli anni abbiamo comunque avuto anche dei test più rappresentativi. Certo, il Bahrain è molto più stabile dal punto di vista del meteo, ma la pista forse non è altrettanto completa; è un po’ più da trazione e frenata, non ha delle vere curve in appoggio. Alla fine si tratta di una scelta, anche se quest’anno siamo stati abbastanza sfortunati finora. Ma ricordo che lo scorso anno c’è stato anche un giorno di pioggia in Bahrain durante dei test di sviluppo Pirelli in F2”.

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Il Motorsport Racing Manager di Pirelli parla delle nuove gomme e della stagione ormai alle porte

Nina Stefenelli
di 1 marzo, 2018
Test F1 2018 | Intervista esclusiva a Mario Isola

Approfittando della terza giornata di test a Barcellona, caratterizzata da neve, pioggia, e solo cinque piloti in pista che hanno messo a segno meno di una ventina di giri in tutto, abbiamo fatto due chiacchiere con Mario Isola. Il Motorsport Racing Manager di Pirelli ci ha parlato della nuova coloratissima e vasta gamma di mescole messa a disposizione dei team per la stagione 2018, e di cosa potremo aspettarci in pista quest’anno.

Per ora ci sono state solamente due giornate di test piene, peraltro caratterizzate da temperature molto basse. Abbiamo visto i piloti girare per lo più con le mescole medium e soft. Qualcuno ha azzardato superosft e persino la nuova hypersoft… Vi siete già fatti qualche idea?
“In generale in questa prima parte i team sono tutti focalizzati sulle vetture, nella speranza poi che la prossima settimana ci sia un tempo migliore. Durante i test invernali normalmente sulle macchine nuove i lavori sono principalmente rivolti ad aerodinamica e parti nuove. Lo abbiamo visto anche gli scorsi anni: la prima settimana è dedicata a sistemi, telemetria, motore, aerodinamica, mentre nella seconda invece si dedica più tempo a gomme, simulazione di gara e di qualifica, differenza prestazionale tra le varie mescole”.

Quest’anno la “famiglia” si è allargata fino a nove mescole (sette slick e due da bagnato). Come vi siete preparati alla nuova stagione e su cosa vi siete concentrati principalmente con i nuovi prodotti?
“Nel 2016 avevamo dovuto sviluppare un prodotto completamente nuovo, con obiettivi diversi dal passato, che degradasse meno e desse la possibilità ai piloti di spingere di più e attaccare. Così lo abbiamo ridisegnato da zero, e alla fine l’esperienza in pista dello scorso anno ci ha mostrato che la maggior parte delle gare sono state su una sola sosta. Eravamo un po’ conservativi. Abbiamo quindi spostato tutto il range di mescole verso il morbido: quella che oggi chiamiamo superhard, e che abbiamo voluto omologare ma che non pensiamo di utilizzare, è la hard dello scorso anno, che a sua volta non veniva praticamente usata. Inoltre abbiamo aggiunto una nuova ultrasoft, più morbida di uno step rispetto al 2017, e una hypersoft, due step più morbida dell’ultrasoft. Si tratta alla fine di 6 mescole, che daranno la possibilità di coprire tutte le esigenze sui vari circuiti. Le piste e gli asfalti sono molto diversi e l’obiettivo è mirare alle due soste – compromesso ideale per avere maggiore spettacolo durante i GP – senza peggiorare troppo il degrado delle gomme. È un equilibrio molto delicato tra il numero di soste giuste e il livello di degrado giusto; favorire lo spettacolo senza essere né troppo aggressivi né troppo conservativi. È una linea sottile”.

Nella prima parte della stagione 2017 Mercedes ha faticato a trovare il giusto feeling con le gomme. Secondo voi chi potrebbe interpretare meglio le gomme quest’anno?
“Per prima cosa c’è da sottolineare che ieri siamo scesi sotto al minuto e venti: in quelle condizioni è sicuramente un tempo rilevante. C’è un fattore che complica un po’ le cose ed è il nuovo asfalto, completamente diverso da quello dello scorso anno; è uno dei più aggressivi e abrasivi di tutte le piste. Il nuovo asfalto è molto più liscio ma il livello di grip sembra essere molto buono, lo abbiamo visto anche grazie ad altri test fatti qui con altre vetture. L’usura e il degrado sono molto più bassi quindi dobbiamo capire come l’asfalto influenzerà questi test. Inoltre, anche a livello di tempi sul giro, è molto difficile capire effettivamente quanto c’è dello sviluppo delle nuove vetture e quanto del nuovo asfalto. All’interno dei team è complicato farsi già adesso un’idea di chi abbia fatto la macchina migliore, e non sarà possibile nemmeno la prossima settimana con più dati alla mano. Le squadre poi non rivelano mai il loro potenziale nei test invernali, si tengono sempre qualcosa in tasca per le prime gare”.

Ci dici qualcosa in più della nuova mescola rosa, la hypersoft
“La vedremo sicuramente a Monaco e poi dobbiamo ancora decidere dove selezionarla, ma vorremmo utilizzarla chiaramente su altre piste. L’abbiamo provata solamente nei nostri test di sviluppo con una vettura, e ad Abu Dhabi insieme a tutti i team. La risposta vera quindi l’abbiamo avuta lì, ma si tratta di una sola pista su cui l’abbiamo provata in maniera estesa a tutti. Se qui a Barcellona la settimana prossima le condizioni saranno un po’ più clementi, visto che tutte le squadre hanno selezionato almeno uno o due set, avremo un po’ di informazioni in più”.

Sul social in questi giorni si è ironizzato sul clima decisamente invernale di Barcellona, suggerendo che sarebbe stato meglio fare i test al caldo, in Bahrain. La pista catalana è stata ritenuta però la più idonea. Voi cosa ne pensate?
“Questo clima qui è un caso eccezionale. Dal nostro punto di vista, girare su piste dove le condizioni meteo sono il più possibile simili a quelle che poi avremo in gara ci offre certamente una risposta migliore, ma Barcellona viene scelta dalle squadre per svariati motivi: si possono raccogliere molte informazioni – qui sono previsti anche due giorni di test ‘in season’ – è una pista con curve ad alta velocità e con un terzo settore dove vedi meglio la trazione… C’è un po’ di tutto, come tracciato è molto completo e anche logisticamente si trova vicino a molte squadre, che possono inviare qualsiasi sviluppo con costi e tempi ridotti. Negli anni abbiamo comunque avuto anche dei test più rappresentativi. Certo, il Bahrain è molto più stabile dal punto di vista del meteo, ma la pista forse non è altrettanto completa; è un po’ più da trazione e frenata, non ha delle vere curve in appoggio. Alla fine si tratta di una scelta, anche se quest’anno siamo stati abbastanza sfortunati finora. Ma ricordo che lo scorso anno c’è stato anche un giorno di pioggia in Bahrain durante dei test di sviluppo Pirelli in F2”.

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