Philippe Bianchi: “Ormai poche speranze per Jules”

I progressi limitati stanno facendo rassegnare il papà del pilota Marussia

Philippe Bianchi: “Ormai poche speranze per Jules”

La vita di Jules Bianchi è appesa ad un filo dal lontano 6 ottobre 2014 quando la sua Marussia ingannata dall’asfalto bagnato di Suzuka è volata in una via di fuga finendo contro la gru che stava sollevando la Sauber di Adrian Sutil, appena uscito in quel punto.

A nove mesi di distanza da quel tragico giorno papà Philippe è tornato a parlare ma con ormai poca speranza nei pensieri e nel cuore.

“Di solito in situazioni di coma sono i primi sei mesi i più importanti per quanto concerne il recupero – le sue parole a France Info – Nel nostro caso non ci sono mai stati segni di risveglio o di progresso evidenti. E’ passato parecchio tempo e ciò mi fa essere meno ottimista di quanto non fossi in precedenza. Considerata la realtà preferisco restare coi piedi per terra”.

Quindi il ricordo di una discussione avuta con il figlio: “Un giorno ci disse che se gli fosse capitato un incidente con esito simile a quello occorso a Michael Schumacher o tale da non potergli più consentire di guidare non lo avrebbe accettato. Quella era la sua passione e ciò che voleva fare”.

Chiara Rainis

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6 commenti
  1. michele

    13 luglio 2015 at 16:58

    Io credo che non vi sia una punizione peggiore per un padre,

    che di vedere il figlio in queste condizioni.

    Solo la preghiera può alleviare il dolore così forte.

    Preghiamo Dio che possa portare conforto a questa famiglia.

    • amico di frederick

      13 luglio 2015 at 18:43

      dopo tutti sti mesi di tira e molla e le parole dei primi resoconti medici che dicevano: ” un miracolo che sia vivo normalmente in un incidente simile si muore sul colpo…” la cosa dispiace ma era chiaro per delle persone competenti che non vi erano piu’ speranze e da subito. E anche per la situazione di Schumacher, anche li speranze di vita si’ ma in condizioni molto pietose. Quando ci sono dei traumi di simil gravita’ alla testa, le statistiche mostrano appieno la cruda verita’, non si guarisce.

  2. Agisette

    13 luglio 2015 at 17:05

    Incidente assurdo… che ha ingiustamente stroncato la vita di un giovane pilota.

    Forza Jules! Anche se la speranza è ormai quasi ridotta ad un lumicino.

  3. gabriele15

    13 luglio 2015 at 17:26

    Forza Jules devi continuare a lottare.

  4. CaralysF1team

    13 luglio 2015 at 20:00

    Ma quale bestia mette pollice verso a dei pensieri chiari e onesti su una condizione così tragica? Eì possibile che si voglia per forza dire si o no a qualsiasi espressione altrui? Ma leggi e vai oltre…

    • and.90

      14 luglio 2015 at 14:54

      Non si tratta di bestie, ma di persone REALISTE che hanno capito che non serve a niente continuare a scrivere, predicare e pregare la vostra divinità preferita, da sempre sorda ai problemi dell’uomo.

      Nessuna bestia, ma semplicemente persone con i piedi per terra.

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