Philippe Bianchi: “I responsabili della morte di Jules dovranno pagare”

Il padre del compianto pilota Marussia ha rinnovato l'appello alla giustizia

Philippe Bianchi: “I responsabili della morte di Jules dovranno pagare”

Sono passati ormai cinque mesi dalla scomparsa di Jules Bianchi, ma la famiglia del giovane di Nizza non è ancora riuscita a darsi pace specialmente per la sbrigativa indagine condotta dalla FIA per trovare le ragioni dell’incidente occorso a Suzuka il 5 ottobre 2014, in seguito liquidato come mero errore del pilota.

“Le conclusioni della Federazione mi hanno scioccato – l’amarezza di papà Philippe ad Auto-Hebdo – Anche perché le persone che hanno svolto gli accertamenti erano le stesse che dovevano essere attenzionate. Mi sembra un chiaro caso di conflitto di interessi. Come si può essere al contempo giudici e parte in causa? Ad ogni modo se ne stanno occupando i miei avvocati. Personalmente voglio soltanto che emerga la verità. L’ho detto più volte e lo ripeto ancora. I responsabili di quanto accaduto dovranno pagare in un modo o nell’altro”

“Io ho perso un figlio e nessuno me lo potrà riportare, tuttavia mi resta il suo ricordo ed è per questo e per il rispetto che provo per lui che continuerò a battermi, assieme agli altri suoi cari, per avere una risposta” – il messaggio di speranza.

Ricordiamo che il 25enne della Marussia dal momento dell’impatto contro la gru che stava rimuovendo la Sauber di Sutil nella via di fuga non aveva mai più ripreso conoscenza.

Chiara Rainis

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1 commento
  1. amico di frederick

    23 dicembre 2015 at 15:19

    Purtroppo caro’ papa’ di Jules, e’ un’altra brutta storia che finira’ in nulla, come i tre secondi mancanti dal video della morte di Ayrton…

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Il padre del compianto pilota Marussia ha rinnovato l'appello alla giustizia

di 23 dicembre, 2015
Philippe Bianchi: “I responsabili della morte di Jules dovranno pagare”

Sono passati ormai cinque mesi dalla scomparsa di Jules Bianchi, ma la famiglia del giovane di Nizza non è ancora riuscita a darsi pace specialmente per la sbrigativa indagine condotta dalla FIA per trovare le ragioni dell’incidente occorso a Suzuka il 5 ottobre 2014, in seguito liquidato come mero errore del pilota.

“Le conclusioni della Federazione mi hanno scioccato – l’amarezza di papà Philippe ad Auto-Hebdo – Anche perché le persone che hanno svolto gli accertamenti erano le stesse che dovevano essere attenzionate. Mi sembra un chiaro caso di conflitto di interessi. Come si può essere al contempo giudici e parte in causa? Ad ogni modo se ne stanno occupando i miei avvocati. Personalmente voglio soltanto che emerga la verità. L’ho detto più volte e lo ripeto ancora. I responsabili di quanto accaduto dovranno pagare in un modo o nell’altro”

“Io ho perso un figlio e nessuno me lo potrà riportare, tuttavia mi resta il suo ricordo ed è per questo e per il rispetto che provo per lui che continuerò a battermi, assieme agli altri suoi cari, per avere una risposta” – il messaggio di speranza.

Ricordiamo che il 25enne della Marussia dal momento dell’impatto contro la gru che stava rimuovendo la Sauber di Sutil nella via di fuga non aveva mai più ripreso conoscenza.

Chiara Rainis

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