Pagelle del GP della Malesia

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Pagelle del GP della Malesia

GP bagnato, GP fortunato. O meglio, accorciato. Anzi, pressoché oscurato. E, quindi, dimezzato. Gara divertente in Malesia, dove nonostante non si sia raggiunta la bandiera a scacchi lo spettacolo non e' mancato. A vincere e' ancora Button, ma in modo del tutto diverso rispetto a una settimana fa. Sul podio anche Heidfeld, che si candida al ruolo di re degli opportunisti, e Glock. Dopo due gare Ferrari a quota zero punti e McLaren a quota uno. Come dire: la Rivoluzione e' in atto, teniamoci forte. Buona lettura!

Lewis Hamilton: 6,5 – Evidentemente Lewis ci ha abituato troppo bene. GP del Brasile 2008 a parte, dove altre erano le condizioni soprattutto psicologiche, il campione del mondo aveva in precedenza sempre mostrato di saper andare sull'acqua come un motoscafo. E invece a Sepang sotto il diluvio e' parso un po' in difficolta'. Certo avere la McLaren di oggi non aiuta, ma nel duello rusticano con Webber riesce a tenersi a galla (scusate…) solo grazie al Kers che lo aiuta non poco in rettilineo. Per il resto massimizza il potenziale della vettura sull'asciutto, conscio che piu' di cosi' proprio non si puo' fare. Porta a casa il primo punto stagionale e potrebbe anche andar bene cosi', ma ci sarebbe piaciuto vederlo un po' piu' cattivo. Chissa'. Prudente.

Heikki Kovalainen: 4,5 – Due gare gia' in archivio e nemmeno un giro completato. Francamente un po' pochino. Ma se a Melbourne Heikki si era ritrovato vittima di una carambola da autoscontro, stavolta invece fa tutto da solo, finendo fuori pista dopo poche curve in maniera oltremodo particolare. Dal replay la sua uscita e' strana, con la vettura che parte di colpo dalla parte opposta rispetto alla traiettoria, con asfalto perfettamente asciutto. Ad ogni modo lui non accampa scuse, la squadra non lo giustifica adducendo fantomatici problemi di natura ignota, per cui il voto non puo' che essere basso. Mezzo punto in piu' per la qualifica, con tempi vicini a quelli del compagno di team. Istantaneo.

Felipe Massa: 6 – Incredibile quello che accade in qualifica, quando per un mero errore di presunzione non viene rispedito in pista nel Q1 dopo un giro tutt'altro che perfetto e manca l'accesso alla seconda fase. Complimenti vivissimi a chi ha deciso di seguire questa linea di comportamento. Partire sedicesimi certo non aiuta, avere una Ferrari (oggi) nemmeno. Il risultaTo e' una gara senza infamia e senza lode, nelle retrovie con pista asciutta e un po' piu' avanti con la pioggia. Anche lui monta dapprima le full wet poi le intermedie quindi ancora le full wet, ma e' un peccato veniale nel quale sono caduti in tanti. Chiude nono, un po' sfortunato perche' in fondo qualche punto avrebbe potuto raccoglierlo se la gara fosse stata sospesa in un altro momento. Ma non sappiamo nemmeno se sarebbe poi stato giusto. La sufficienza e' d'obbligo per non aver preso a sberle il geniale stratega del sabato pomeriggio. Serafico.

Kimi Räikkönen: 6,5 – Il geniale stratega di cui sopra non si dimentica nemmeno di lui, spedendolo in pista con le full wet a pista poco piu' che umida. Chi scrive si e' visto la gara dalla TV inglese, e vi puo' assicurare che i piu' stupiti di questa scelta erano proprio i telecronisti d'oltremanica, che non si capacitavano di questa strategia. E quando, a pista allagata, Kimi comunica glaciale "le mie gomme da bagnato sono distrutte" ogni commento e' parso puramente superfluo. Lui in realta' non correrebbe neanche male, specie nella prima parte di gara (ad onor del vero l'unica giudicabile). Pero' la casella dei punteggi resta inchiodata allo zero, sia per quanto riguarda lui che per la squadra. Il ritiro per un guasto al Kers nulla da' e nulla toglie alla sua corsa. La sufficienza e' strameritata per le stesse motivazioni del compagno di team (quando si dice armonia d squadra). Un voto piu' alto pero' non glielo possiamo dare, se consideriamo che in macchina c'era lui e che una volta si diceva che l'ultima parola spetta (spetterebbe…) al pilota. Accomodante.

Robert Kubica: sv – A memoria di chi scrive rompere un motore nel giro di ricognizione e' impresa riuscita solo alla Ferrari nel 1996. Pilota Michael Schumacher, GP di Francia a Magny Cours. Evviva, c'e' chi l'ha fatto di nuovo. Inquietante sentirlo dire "il motore fa un rumore strano" durante il warm-up lap, inquietante vederlo praticamante fermo al via, generando tra l'altro un po' di scompiglio in mezzo al gruppo. Mario Theyssen si sara' strappato i baffi? Non essendo stato inquadrato dovremo tenerci il dubbio quantomeno fino al GP della Cina fra due settimane. Incolpevole. Ingiudicabile.

Nick Heidfeld: 7 – Puntuale come Babbo Natale il 25 dicembre (e ha pure la barba, ancorché bionda!) e cinico come una faina in un pollaio, il veterano tedesco (strano chiamarlo cosi', vero?) raccoglie ancora una volta un grande bottino in una gara dall'esito imprevedibile. L'abbiamo gia' detto piu' di una volta ma dobbiamo ripeterlo: quando le condizioni si fanno particolari, Quick Nick sale matematicamente alla ribalta e spiazza tutti. E dire che l'avvio era stato tutt'altro che fulminante: il suo unico momento di gloria ariva quando finisce lungo permettendo a Vettel e Hamilton di passarlo. Tuttavia quando inizia a piovere lui e' l'unico che azzecca le gomme giuste al momento giusto, fermandosi una sola volta invece di tre o quattro come gli altri. Alla fine il secondo posto arriva quasi da solo. Anzi… in realta' viene passato da Glock, ma poi la gara viene sospesa e fa fede la classifica del giro precedente. Pure qui bisogna capire quanto ci sia di suo e quanto del muretto nella strategia, ma ad ogni modo il piazzamento (piu' della prestazione) resta. Geniale.

Fernando Alonso: 5,5 – La cosa piu' bella (peraltro parecchio…) della sua gara e' la partenza, quando passa dal nono al terzo posto nello spazio dalla start line alla prima curva. Poi pero' la sua corsa e' una specie di calvario: la macchina e' lenta e lui non puo' che cercare di difendersi con le unghie dagli attacchi di chi lo segue. Viene sfilato prima da Button poi da Barrichello e Webber. Poi inizia a piovere ma lui invece di avvantaggiarsene finisce largo perdendo tempo e posizioni, rischiando addirittura di porre fine alla sua gara. Da li' in poi non riesce piu' a rientrare nel vivo della competizione (strano per un lottatore come lui) e chiude undicesimo, staccatissimo dalle posizioni che contano. Anche qui la macchina c'entra, ma l'impressione e' che non fosse in grande giornata. Abulico.

Nelson Piquet jr: 5 – Pure lui si ritaglia il suo momento di celebrita' quando viene inquadrato in una via di fuga, impegnato a rientrare in pista. Autore di una gara sostanzialmente anonima, rispetto al compagno di squadra non fa vedere nemmeno una partenza da fuochi artificiali, ma si limita a correre di conserva nella pancia del gruppo. La Renault di oggi e' lontana parente di una monoposto competitiva… ma proprio per questo bisognerebbe cogliere gli imprevisti quando si presentano, come ad esempio il diluvio malese. Non fa danni, certo, ma nemmeno sfracelli, anzi. Dice di aver imparato molto. Speriamo per lui e per Briatore che sia vero. Anonimo.

Jarno Trulli: 7,5 – Chiude quarto ma ha parecchio da recriminare. Manca la pole per un decimo, e tiene autorevolmente la seconda posizione per la prima parte di gara. Poi perde posizioni ai box, quindi arriva la pioggia. Il team copia la strategia di chi gli sta davanti, ma paradossalmente lui perde molto piu' tempo rispetto agli altri. Emblematico il sorpasso subito dal compagno di squadra Glock, con coperture piu' adatte alle condizioni della pista. E dire che con le full wet filava come un treno, se si considerano i tempi fatti segnare dalle altre vetture con le stesse gomme 'sbagliate'. Alla fine taglia il traguardo giusto ai piedi del podio. Gara gagliarda, come al solito. Difficile imputargli colpe specifiche. Possiamo solo ricordargli che la sorte a volte da', a volte toglie… in bocca al lupo!

Timo Glock: 9 – In altri tempi si sarebbe detto "il Glock che non t'aspetti". E invece, diciamo noi, e' proprio questo il Glock che ti aspetteresti in una gara del genere. Parte diverse posizioni dietro a Trulli ma come suo solito non si tira indietro, le da' e le prende con un po' tutti. Si tocca con Webber rovinando leggermente l'ala anteriore, ma questo non spegne assolutamente i suoi ardori agonistici, anzi. Se fosse un calciatore si direbbe che lotta su tutti i palloni senza mai tirare indietro la gamba. Azzecca la strategia e con le intermedie letteralmente vola, compiendo sorpassi a destra e manca nemmeno stesse giocando ad un videogame. Si toglie la sua brava soddisfazione sverniciando Hamilton (che aveva le full wet sulla pista umida) in un'ipotetica rivincita targata San Paolo 2008. Chiude terzo, ed e' pure sfortunato: passa Haidfeld ma, in virtu' della sospensione della gara, la manovra risulta inutile. Non c'e' che dire, ci piace proprio l'attitudine di questo ragazzo, sempre all'attacco. Bravo.

Sebastien Bourdais: 5,5 – Ci sbilanciamo: la sua prestazione non verra' ricordata negli annali della F1. Si classifica decimo dopo una gara sostanzialmente anonima, marchiata da un errore di strategia comune a molti, ovvero la scelta di montare le full wet con pista umida. Ad ogni modo non commette errori e non fa danni, ma certo saper sfruttare condizioni impreviste e' fondamentale se si corre per un team di seconda fascia. Chissa' quando ricapitera' un'occasione simile. Dice che gli sarebbe piaciuto ripartire e quasi gli crediamo. Magari tra gli optional della sua STR4 ci sono pure i fari allo xeno. Coraggioso (?)

Sebastien Buemi: 5,5 – A un certo punto si ritrova addirittura in zona punti. Davvero non male per un giovane alla seconda gara in F1. E dire che era scivolato in fondo al gruppo per una collisione che l'aveva costretto a cambiare il musetto ai box. Poi pero' forse e' vittima di un eccesso di confidenza con le gomme usurate e finisce fuori pista. Peccato, perché il giro dopo si sarebbe dovuto fermare per il pit stop. E, soprattutto, perché stava correndo decisamente bene. La sufficienza non ci sta, ma quasi… in fondo oggi hanno sbagliato in tanti, molto piu' blasonati di lui. Tutto fa esperienza… speriamo per lui. Esagerato.

Mark Webber: 7 – Secondo noi alla fine raccoglie meno di quanto meriterebbe. E' autore di una gara grintosa, infarcita di duelli. Molto belli i 2-3 giri ruota a ruota con Hamilton su pista bagnata, con Mark che riesce piu' volte a sopravanzarlo sul misto e Lewis che si riprende la posizione sul dritto grazie al Kers. E la stessa cosa era successa con Alonso qualche giro prima, sull'asciutto. Alla fine in entrambi i casi la spunta l'australiano, mettendo in mostra una cattiveria agonistica che non gli vedevamo da parecchio tempo. E anche sull'asciutto stava guidando bene, sfruttando le potenzialita' di una vettura che, finalmente, sembra nata bene. Se corre sempre cosi' potra' togliersi qualche bella soddisfazione, migliore del sesto posto di Sepang. Duro.

Sebastian Vettel: 5,5 – Si porta dietro gli strascichi dell'incidente di Melbourne con Kubica. Strascichi non tanto psicologici o fisici quanto piuttosto pratici, dovendo scontare una penalizzazione di dieci posizioni in prova. Difficile per chiunque raddrizzare una corsa nata con questi presupposti. Lui ci prova partendo leggero ed infilando una bella serie di sorpassi nella prima fase di gara. Poi pero' e' il primo a fermarsi e, quindi, uno dei piu' penalizzati dal temporale malese. E' costretto al ritiro da un testacoda causato dall'acquaplaning, con l'antistallo che non si attiva e la macchina che si spegne. Peccato: magari non sarebbe finito a punti ma avrebbe meritato di arrivare fino alla bandiera a scacchi (ehm, rossa…) in virtu' di quanto fatto vedere nelle prime fasi. In queste due gare ha seminato abbastanza ma la sua casella e' ancora ferma a zero punti. Peccato, perché ora come ora la sua Red Bull fila che e' un piacere e avrebbe dovuto capitalizzare questo vantaggio prestazionale in termini di punteggio. Anche se oggi sarebbe stata dura comunque. Penalizzato (da Melbourne)

Nico Rosberg: 6,5 – "Dobbiamo constatare, ahimé, che sempre piu' spesso le prestazioni di Nico e della Williams si vanno via via spegnendo nel corso dei weekend di gara". Pensare che l'avevamo scritto domenica scorsa. Ci spiace rilevare che eravamo stati profetici. Anche qui infatti la storia si ripete. Nico parte come un fulmine dalla quarta piazza, finendo al comando e restandoci per tutto il primo stint con autorevolezza. Poi subisce il sorpasso di Button ai box, ma e' comunque sul podio virtuale. L'arrivo della pioggia pero' scombina tutte le strategie e, nella girandola dei pit stop, si ritrova a chiudere ottavo. Un po' pochino. Sfortuna, certo, ma secondo noi anche mancanza di determinazione. Sotto il diluvio Nico da' l'impressione di addormentarsi come ritmo di gara, e questo unito alla strategia non impeccabile lo porta ad un piazzamento deboluccio. La sufficienza ci sta, certo, ma piu' per stima (e per la prima parte di gara) che per altro. Siamo un po' duri, ma e' giunto il momento di effettuare il salto di qualita'. Molle.

Kazuki Nakajima: 5 – L'unico momento di tutta la gara in cui viene inquadrato dalle telecamere della regia internazionale si trova fuori pista. Questo la dice lunga sull'intensita' epica e sul pathos della sua prestazione. Patisce, a suo dire, l'assenza del Kers al via e si ritrova inghiottito nella pancia del gruppo dietro a Piquet. In questa lotta tra Titani(c) perde un sacco di tempo, e mentre il suo compagno e' in testa alla corsa lui gioca a tressette con il brasiliano non riuscendo a passarlo. La pioggia rimescola le carte ma non nel suo caso: alla fine chiude dodicesimo, ben lontano dalla zona punti. Comunque, dopo l'incidente di Melbourne, stavolta almeno non fa danni. Avanti cosi': magari a Shangai va pure forte. Lento.

Adrian Sutil: 5,5 – Fosse per lui la corsa sarebbe ripartita anche alle dieci di sera, col buio e senza luna. Viste le sue doti 'acquatiche', infatti, (chiedere a Raikkonen, Monaco '08) l'unica possibilita' di dare un senso alla gara della Force India sarebbe stata dare un secondo via al GP in condizioni da tregenda. Anche se in realta', quando la pioggia e' arrivata, non e' che abbia compiuto tutti questi sfracelli, anzi. Niente sprazzi, niente errori, zero sorpassi… niente di niente, insomma. La Force India non e' un missile, per cui sarebbe ingiusto attribuirgli chissa' quali colpe. Manca la sufficienza solo perché sotto al diluvio ci saremmo aspettati un guizzo d'orgoglio che non e' mai arrivato. Chiude 17°. Speriamo almeno gli porti bene. Superstizioso.

Giancarlo Fisichella: 5 – Discorso molto simile a quello fatto per il compagno di squadra. Con l'aggravante che lui un guizzo lo regala. Sulla sabbia, pero', quando rischia di piantarsi nella via di fuga sotto al diluvio. Curiosamente, al suo box in precedenza avevano optato per una strategia simile a quella di Raikkonen, mandandolo in pista con pneumatici da bagnato su pista asciutta. Onestamente pero' va detto che se non hai niente da perdere devi provarle tutte, per cui una decisione in tal senso ci sta eccome. Taglia il traguardo 18°: ancora una volta dietro a Sutil, ancora una volta grazie ad un proprio errore. (quantomeno) Distratto.

Jenson Button: 9,5 – Seconda vittoria consecutiva, ma decisamente piu' difficile rispetto a Melbourne. Parte dalla pole ma si complica la vita con una partenza tutt'altro che impeccabile. Da li' in poi, pero', e' praticamente perfetto. Passa subito Alonso con decisione e, grazie al ritmo di gara, sopravanza Trulli e Rosberg al pit stop. Nemmeno avesse Ross Brawn al muretto… La strategia funziona bene ma non benissimo, tanto che dopo la sua ultima sosta si ritrova alle spalle di Glock. Il tedesco dovrebbe fermarsi, ma Jenson non lo sa e lo passa ugualmente con autorita', riprendendosi la testa della gara e andando a conquistare un'altra bella vittoria, seppur con punteggio dimezzato. Bene, molto bene. L'anno scorso sotto l'acqua aveva sprecato una grande opportunita' a Silverstone, oggi s'e' ripreso con gli interessi quanto lasciato in terra d'Albione. Ancora una volta superiore a Barrichello: mezzo punto in meno solo per la brutta partenza. Deciso.

Rubens Barrichello: 7 – Il voto e' forse un pochino alto, pero' ci ha fatto divertire. Sia sull'asciutto che sul bagnato ha infatti messo in scena dei bei sorpassi (primo fra tutti quello su Alonso) che hanno riscaldato il pubblico malese. Certo il compagno di squadra ha rivinto e lui deve accontentarsi della quinta posizione, ma visto tutto il tempo perso all'inizio tutto sommato va bene anche cosi'. Anche perché pure nel suo caso la strategia non e' stata perfetta. Comunque, stavolta non e' andato addosso a nessuno. Compie un paio di svarioni, ma la grinta c'e' ancora. E a 37 anni, dopo tutti questi Gran Premi, non ci pare poco. Probabilmente siamo generosi, ma cosi' e'. Inossidabile.

Manuel Codignoni
www.f1grandprix.it

7th aprile, 2009

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