La famiglia di Bianchi farà causa alla FIA e alla Marussia

I genitori di Jules chiedono giustizia sull'incidente del 5 ottobre 2014

La famiglia di Bianchi farà causa alla FIA e alla Marussia

La famiglia di Jules Bianchi, scomparso lo scorso 17 luglio dopo nove mesi di coma, ha deciso di intentare una causa legale contro la FIA, la Marussia e il Gruppo F1 guidato da Ecclestone.

Il motivo? L’incapacità dei soggetti coinvolti di ammettere le proprie colpe.

“I congiunti del pilota hanno ritenuto necessario l’appello alla giustizia per definire il dolo di ciasuno degli organi implicati e le cui mancanze hanno portato la vettura #17 ad impattare contro una gru stazionata nella via di fuga nel corso del GP del Giappone del 2014” – si legge sul documento firmato Stewarts Law, studio che si sta occupando del caso.

Punto principale dell’accusa dei genitori del driver di Nizza la superficialità dell’organizzazione che diede comunque il via ad una gara che si sapeva da tempo sarebbe stata interessata da un violento temporale.

“Noi chiediamo soltanto giustizia ma finora non ci è stata ancora data chiara risposta sulle vere motivazioni della morte di nostro figlio che invece con un po’ più di attenzione avrebbe potuto essere evitata” – la voce di papà Philippe.

Intanto in queste ore ha preso ufficialmente vita la Jules Bianchi Society , ente che si occuperà dei giovani talenti interessati ad inserirsi nel motorsport.

Chiara Rainis

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9 commenti
  1. michele

    27 maggio 2016 at 11:12

    Capisco che il dolore per la perdita di un figlio è immenso, ma fare causa non farà altro che peggiorare le cose, protraendo ancora più dolore nel tempo.

    La F1 è uno sport dove il rischio esiste, anche se lo vogliono annullare. Così facendo annullano anche la stessa F1.

    In Giappone al momento dell’uscita di Jules dalla pista, c’era la doppia gialla.

    Da quello che ho letto pare che sia stata ignorata da tutti i piloti o quasi. Se questo è vero allora bisogna fermare la F1 quando piove. Vi parte giusto?

    I piloti sanno che rischiano la vita, altrimenti non sarebbero piloti di F1. Lo sapeva anche Jules.

    Ora vogliono mettere i cupolini alle vetture. Io sono totalmente contrario, come anche Hamilton.

    Se vogliamo uccidere la F1 questo è il sistema migliore.

    • terminator

      27 maggio 2016 at 12:22

      No caro mio c’erano le bandiere gialle ma c’era anche una ruspa in giro; non esiste che ci sia un mezzo del genere nel circuito quando le macchine girano anche in regime di bandiere gialle. Causa giustissima,

      • michele

        27 maggio 2016 at 12:35

        Leggi il regolamento e vedi cosa deve fare il pilota in caso di doppia gialla,

        poi controlla la velocita di Jules Bianchi in quel punto soot la pioggia e vedrai se la causa è giusta.

      • michele

        27 maggio 2016 at 15:00

        C’è un’altra cosa.

        La causa non ridarà mai indietro Jules ai genitori,

        ma porrà tanti interrogativi, forse,
        se è il caso o meno di far vivere questo sport così come è sempre stato, o forse già come era.

        Quella di oggi è già un’altra Formula,
        non saprei come chiamarla.

  2. terminator

    27 maggio 2016 at 17:18

    Anche la Villota uguale contro un camion a bordo pista….non esiste proprio che ci sia un mezzo cosi’ sul circuito; sul regolamento come dici non vale una cippa: pioveva a dirotto, c’erano rivoli d’acqua in ogni punto. La ruspa entra quando non ci sono piu le macchine che girano, punto.

    • michele

      27 maggio 2016 at 18:15

      La bandiera gialla doppia,

      consistente in due commissari di pista che sventolano due bandiere gialle (o un commissario che ne sventola due insieme alternate) nello stesso luogo, indica una situazione di grave pericolo.

      I piloti devono rallentare gradualmente ed essere pronti a deviare dalla traiettoria normale ed eventualmente a fermarsi;

      i sorpassi sono vietati. Questa situazione potrebbe comportare l’ingresso della Safety car; in tal caso, le auto doppiate sono le uniche autorizzate a sorpassi al fine di recuperare i giri perduti.

      Altra possibilità è che inizi la fase di Virtual Safety Car, segnalata con la scritta VSC sui pannelli luminosi.

    • michele

      27 maggio 2016 at 18:18

      “pronti a deviare dalla traiettoria normale ed eventualmente a fermarsi;”

      pronti a fermare la macchina…

      sul bagnato in F1 significa quanto?…80/100 all’ora?
      non di più…

  3. terminator

    28 maggio 2016 at 09:14

    Secondo me una ruspa deve entrare ne circuito solo quando si e’ in regime di safety car…..

  4. robyxx74

    28 maggio 2016 at 16:17

    Non è mai bello quando muore un pilota, però tutti sanno che il pericolo c’è avere la sicurezza al 100% e impossibile.
    in questo caso era esposta la doppia bandiera gialla, quindi il primo a sbagliare fu Bianhi, purtroppo i piloti tendono a rallentare sempre meno del dovuto per non perdere troppo tempo, se al posto della ruspa ci fosse stato un commissario oggi nessuno si ricorderebbe nemmeno il nome di quel commissario.

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