GP Gran Bretagna – Mercedes d’antan, la Ferrari si perde nella tana del leone…

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GP Gran Bretagna – Mercedes d’antan, la Ferrari si perde nella tana del leone…

E’ stato un GP di Gran Bretagna a prova di nostalgici, almeno per chi sperava nel ritorno delle frecce d’argento, insensibile a quel rutilante rosso che s’è andato lentamente spegnendo nelle ultime gare. La Rossa che crolla sui copertoni, afflosciandosi come neve al sole, è l’immagine emblematica di una sconfitta totale, dolorosa, una debacle su una pista storicamente avversa, la trasferta delle trasferte, “casa” di tutte le principali rivali del Cavallino.

S’è rivista la Mercedes degli ultimi anni, quella macchina da guerra impeccabile pronta a strapazzare i rivali, a fare e disfare a proprio piacimento. Vedere, ad esempio, Valtteri Bottas, secondo con una strategia di gara completamente diversa ed in rimonta dal nono posto, il tutto con (apparente) facilità. Proprio il finlandese è il “termometro” dello stato attuale; lui eccelso professionista, non certo un fenomeno, nelle ultime gare ha totalizzato più punti di tutti. Nei primi GP Valtteri raramente aveva visto palla – Sochi a parte – mentre negli ultimi quattro GP sono arrivati tre secondi posti e una vittoria.

Dopo la sconfitta di Montecarlo la Mercedes è riuscita in quel cambio di passo che finora è mancato alla Ferrari. L’inerzia di un mondiale equilibrato adesso pende leggermente verso Brackley, tornata a fare paura. Lewis Hamilton, dopo due gare passate tra contraddizioni, malumori e polemiche, a Silverstone è stato spietato, conquistando il terzo Grand Chelem stagionale. Un leone feroce, cacciatore impietoso dell’ancora lepre rossa, una lepre che adesso è in pericolo, ad un solo minuscolo centimetro di distanza dagli artigli caraibici.

Le veloci curve in appoggio di Silverstone hanno probabilmente agevolato una Mercedes tutta motore e stabilità (il passo lungo in qualche GP dovrà pur fare la differenza) con la speranza che la Ferrari non si sia ritrovata al palo a causa delle precisazioni (leggasi limitazioni) della FIA sul fondo flessibile e sull’olio utilizzato nel motore. La preoccupazione cresce se consideriamo che negli ultimi anni Maranello ha pagato a caro prezzo la mancanza di buoni sviluppi stagionali. Sebastian Vettel ha lasciato corrucciato una pista che non ama particolarmente.

Il tedesco ha vissuto un fine settimana difficile; con la schiettezza che lo contraddistingue ha più volte ribadito che s’aspettava di più dalla monoposto, ma lui stesso non è sembrato all’altezza del compito, rimanendo sempre un passo indietro rispetto al “secondo” Raikkonen. Chissà che sull’umore e sulla prestazione di Seb non inizino a pesare le troppe voci di corridoio ed un rinnovo di contratto tanto atteso quanto misterioso. Dopo una gara difficile, stoppato anche nei sogni di gloria da uno smaliziato e agguerrito Verstappen (a lui e Ricciardo il premio “spettacolo” del GP), Vettel negli ultimissimi giri ha visto franare anche il quarto posto a causa dello scoppio del pneumatico anteriore sinistro. Meglio è andata Kimi, che a causa dell’idiosincaria con le Pirelli ha perso “soltanto” la piazza d’onore, salvando però un meritato podio.

Di male in peggio, Vettel d’altronde era arrivato a Silverstone con un bel bottino di punti di vantaggio su Hamilton, eppure c’era nell’aria la sensazione di essere destinati a soffrire. Nelle ultime gare la Mercedes ha messi tutti i tasselli a loro posto, tornando a fare l’andatura in modo prepotente. E prima o poi alla performance pura fanno seguito i risultati. Il gap in qualifica s’è improvvisamente ampliato, e in gara la W08 sfrutta ormai a menadito le gomme. La Ferrari, con calma e sangue freddo, ha l’occasione e il dovere di reagire già al prossimo appuntamento. Budapest – per certi versi una Montecarlo senza vip intenti a deambulare tra le costosi yacht – sembra disegnata apposta per la “compatta” e agile SF70H. L’imperativo è chiudere subito la forbice che s’è creata, prima che una stagione da sogno si tramuti inesorabilmente nell’ennesimo grande rimpianto.

Antonino Rendina


17th luglio, 2017

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