Gp Cina: Analisi del weekend

La pista di Shanghai ha confermato la superiorità della Mercedes

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Gp Cina: Analisi del weekend
Lewis Hamilton

Il gran premio di Cina non è stato certo emozionante, poiché ha messo in risalto i vari definiti rapporti di forza fra i vari team, per cui di fatto sono mancati i duelli in pista, con le posizioni più importanti che sono rimaste cristallizzate per tutta la gara.

Torna al successo la Mercedes, mettendo a segno la tredicesima doppietta targata Hamilton-Rosberg. Dopo la sconfitta di Sepang, il team delle frecce d’argento è tornato in cattedra dominando tutte le sessioni di prove libere, qualifica ed infine la gara, forte anche di nuovi aggiornamenti previsti per il gp del Bahrain ma anticipati a questo dal team che si è sentito intimorito dal fiato sul collo messogli della Ferrari. A differenza di quanto visto a Sepang, Hamilton e Rosberg sono riusciti a controllare il degrado delle gomme su una pista meno abrasiva e sicuramente più congeniale alle caratteristiche della macchina, non dando modo alla Ferrari di Vettel di poter assurgere al ruolo di reale minaccia, dimostrando come il distacco fra le due macchine c’è, soprattutto in qualifica. Ancora una volta Hamilton è riuscito a dominare il compagno di squadra nonostante una pole acciuffata per soli 40 millesimi al sabato; il dominio dell’inglese sta diventando quasi imbarazzante ed è probabilmente questa la ragione per cui ci sono state scintille fra i due compagni nel dopo gara, con Rosberg che ha accusato l’inglese di averlo rallentato di proposito durante la gara. Gli animi sono molto accesi nel pollaio argentato e sicuramente in Bahrain, visto quanto accaduto lo scorso anno, ne vedremo delle belle.

Può dirsi soddisfatta la Ferrari. Il weekend cinese infatti ha ribadito ancora una volta come la rossa sia la seconda forza incontrastata del campionato. Certo i tifosi dopo il successo di due settimane fa ci speravano, ma la realtà è che c’è ancora del gap con la Mercedes, soprattutto in qualifica; ciò che fa più sorridere a Maranello è un Sebastian Vettel in stato di grazia (a quota tre podi su tre gare) e un Kimi Raikkonen sicuramente ritrovato, che rimedia alla brutta qualifica di sabato con un primo giro eccezionale in cui si sbarazza facilmente di Massa e Bottas che lo precedevano. Finalmente dopo tanti anni in Ferrari ci sono due piloti che portano a casa i punti e che, in vista del gran premio del Bahrain, molto adatto alla caratteristiche della rossa, potrebbero portarne altri ancor più pesanti.

La Williams si conferma terza forza del campionato e sembra aver fatto uno step avanti, riducendo il distacco prestazionale dalla Ferrari. In gara Felipe Massa e Valtteri Bottas non possono fare altro che ottenere il massimo, in una situazione in cui le posizioni sono sembrate cristallizzate, piazzandosi in quinta e sesta posizione consolidando il terzo posto nella classifica costruttori. Quello di quest’anno è sicuramente un buon inizio per Massa che, a detta di Rob Smedley, è il miglior Felipe dal 2008, anno in cui perse il mondiale all’ultima curva.

Primi importanti punti per la Lotus grazie a Romain Grosjean che parte ottavo e taglia il traguardo in settima posizione portando a casa 6 punti. Non si può dire lo stesso per il compagno di squadra Pastor Maldonado che, dopo essersi qualificato undicesimo al sabato, ha rovinato la propria gara con un grossolano errore in entrata di corsia dei box. Una gara che poi è terminata con l’incidente avuto con Jenson Button alla prima curva dopo che i due stavano dando vita ad una bella battaglia (incidente in cui il venezuelano non ha nessuna colpa).
Weekend da incorniciare per la Sauber: sia Felipe Nasr che Marcus Ericsson sono giunti in zona punti dopo che al sabato entrambi erano riusciti a centrare la Q3. L’ottavo e il decimo posto finale rispettivamente del brasiliano e dello svedese era ciò in cui sperava il team, con Felipe che ha chiuso per la seconda volta a punti in questa stagione, non male per un rookie, mentre il compagno di squadra ha lottato per molti giri contro la ben più blasonata Red Bull di Daniel Ricciardo. Grazie a questo grande risultato il team si lancia al quarto posto nella classifica costruttori.

Crisi sempre più nera in casa Red Bull. Con Ricciardo che partiva dalla settima posizione e Kvyat dalla dodicesima, si prospettava una gara in rimonta per entrambi i piloti. La partenza al rallentatore dell’australiano non ha fatto che convalidare questa convinzione, ma mentre l’australiano ha potuto portare a termine la difficile gara in rimonta giungendo al nono posto finale, il compagno di squadra è stato costretto al ritiro a causa dell’ennesima rottura alla power unit Renault. Una situazione sempre meno rosea, in cui è tutto il pacchetto power unit e telaio a non essere competitivo. Per le prossime gare il team ha assicurato aggiornamenti, ma considerando anche il numero di motori già utilizzati da entrambi i piloti fino a questo momento risalire la china non sarà facile.

Brutto weekend in casa Force India. Entrambi i piloti al sabato sono riusciti a mettersi alle spalle solamente le due Mclaren e le due Manor, con Hulkenberg fuori dalla Q2. In gara il tedesco è costretto al ritiro dopo appena 10 giri a causa di problemi tecnici, mentre il messicano arriva ai margini della zona punti, doppiato. Entrambi i piloti sono ben consci che la situazione tecnica non è delle migliori e confidano che il team possa dare loro una vettura più competitiva nel prosieguo della stagione.

Amaro weekend per la Toro Rosso. Nonostante il potenziale ci fosse, il team è tornato a casa a mani vuote, con Max Verstappen ritiratosi a tre giri dalla fine, mentre Carlos Sainz è finito fuori dalla zona punti in tredicesima posizione dopo una gara tribolata condizionata da un testacoda al primo giro e da un problema al cambio. L’olandese invece era in ottava posizione a tre giri dalla fine dopo una gara sontuosa in cui si è reso autore di vari sorpassi, di cui quello su Ericsson veramente difficile e coraggioso. Un gran peccato il ritiro che non mette in ombra il grande talento del pilota, il quale sicuramente saprà rifarsi già dalla prossima gara.

Piccoli passi avanti per la Mclaren che però rimane tutto fuorché competitiva. Sia Alonso che Button anche in questo weekend non sono riusciti ad approdare in Q2 al sabato, mentre la domenica la situazione è andata un po’ meglio nonostante sono finite doppiati entrambi i piloti anche questa volta. Il contatto con Pastor Maldonado ha rovinato la gara di Jenson Button e ha dato la possibilità ad Alonso di passare entrambi. Difficile pensare che l’asturiano non sia leggermente pentito della scelta fatta, soprattutto quando durante il doppiaggio di Raikkonen nei confronti delle due Mclaren il finlandese urlava in radio al proprio ingegnere: “Come on, get the McLaren out of the way!”; una frase che siamo sicuri a Fernando non ha fatto proprio piacere.

Davide Gambardella

15th aprile, 2015

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