Foto: McLaren, Red Bull e Force India testano Halo

Altri piloti hanno potuto testare il dispositivo di sicurezza a Monza

Foto: McLaren, Red Bull e Force India testano Halo

Dall’inizio della stagione abbiamo visto come diversi team abbiano deciso di scendere in pista provando Halo, il sistema di sicurezza che dovrebbe proteggere la testa dei piloti da oggetti di grandi dimensioni.

La scorsa settimana, durante il Gran Premio del Belgio, a provare Halo erano state Mercedes, Toro Rosso, Red Bull e Force India: un test molto importante perché poteva dare delle indicazioni su qualche possibile avrebbe potuto arrecare il dispositivo ai piloti in sezioni come l’Eau Rouge.

Dopo aver dato la propria approvazione a partecipare al programma indetto dalla FIA, anche la McLaren qui a Monza ha avuto l’opportunità di provare Halo, montandolo sulla vettura di Jenson Button. Anche Red Bull e Force India lo hanno provato nuovamente in questo fine settimana, montandolo, però, sulle vetture dei piloti che non avevano avuto modo di testarlo a Spa, quindi sulle monoposto di Sergio Perez e Max Verstappen.

Gianluca D’Alessandro

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2 commenti
  1. lucaraikkonen

    2 settembre 2016 at 16:22

    Sarebbe interessante conoscere la loro opinione sulla visibilità e sull’uscita dell’abitacolo. Cmq da qui a 1 anno credo verrà ancora migliorato. Inutile disperarsi per il passato. Non è più accettabile veder morire un pilota in pista. Quel che più andrebbe fatto è mettere in sicurezza anche le formule minori. Perché avere una f1 blindata ma una gp2 a livello sicurezza di 10 anni fa non è propio il massimo.

    • jacques_1

      2 settembre 2016 at 18:25

      A me lascia più di una perplessità. Nel caso di Bianchi non lo avrebbe salvato, nel caso della molla di Massa non l’avrebbe fermata. Quali oggetti di grosse dimemsioni devono essere fermate? Le ruote che sono assicurate con i cavi di acciaio e difficilmente finiscono addosso ad un pilota? Meglio il cupolino red bull, non avrebbe salvato Bianchi, ma fermerebbe tutti gli altri detriti e oggetti possibili. Il problema è verificarlo sui 300 km di un gran premio e capire quanto si sporca e la visibilità in caso di pioggia.
      Stante il fatto che io eviterei entrambe le soluzioni su una vettura scoperta. Altrimenti i piloti di moto che dovrebbero dire??

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