Formula 1 | McLaren, Morris parla delle operazioni di crash test sul sistema Halo: “E’ una procedura che fa rabbrividire”

"L'omologazione è molto complessa e prevede dei carichi davvero notevoli" ha aggiunto

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Formula 1 | McLaren, Morris parla delle operazioni di crash test sul sistema Halo: “E’ una procedura che fa rabbrividire”
Oliver Turvey

In una recente intervista rilasciata alle colonne di motorsport.com, Matt Morris ha parlato delle operazioni di crash test portate avanti dalla McLaren sul sistema di sicurezza Halo. Secondo quanto riportato dall’attuale Direttore Tecnico della McLaren, l’omologazione del diadema è un processo lungo e complesso che prevede precisione e tanta attenzione. Applicare il peso di un bus al sistema, infatti, comporta uno scambio di forze tra lo stesso e il telaio incredibili, fattore che va analizzato con estrema attenzione durante la fase di progetto. McLaren ha superato con successo tutte queste operazioni, ma secondo Morris non è improbabile che qualche squadra abbia dovuto rimettere mano al progetto iniziale per problemi inerenti al crash test.

Ecco le parole di Matt Morris: “L’Halo è stata una grandissima sfida per tutti i tecnici presenti in fabbrica. La procedura di omologazione è molto complessa e prevede dei carichi davvero notevoli. Non mi stupirebbe se qualche squadra fosse andata incontro a delle difficoltà di natura strutturale. Per quanto riguarda la McLaren, sapevamo fin dal principio che sarebbe stata una sfida molto complessa e proprio per questo abbiamo investito tempo e denaro, tanto denaro. Il risultato è stato soddisfacente, ma è non è stato semplice”.

Abbiamo realizzato diversi “tester” dell’Halo e delle componenti dello stesso diadema, portando avanti diverse prove su di essi”, ha aggiunto il Direttore Tecnico della Scuderia di Woking. “Abbiamo riscontrato alcuni problemi, ma siamo riusciti a pianificare in anticipo le difficoltà, evitando problemi alla scocca. Devo ammettere che mentre si effettua il crash test statico con il carico di un bus londinese, il cuore rischia seriamente di fermarsi. Si applicano delle forze incredibili e il solo pensiero fa rabbrividire. Tutto è calcolato in sede di progetto, ma il problema è sempre dietro l’angolo“.

Da notare che secondo Morris, l’Halo non sarà uguale in tutte le vetture presenti in grigilia. Il regolamento, infatti, prevede l’utilizzo di alcune carenature nella parte posteriore, precisamente negli agganci, e qualche team potrebbe aver sfruttato questo “particolare” a proprio vantaggio, magari aumentando la resistenza del diadema stesso durante le fasi di crash test.

“L’Halo è uguale per tutti, ma tra un diadema e l’altro potrebbero esserci delle piccole differenze. Nella zona posteriore, infatti, è possibile inserire delle carenature oppure portare avanti degli alleggerimenti. Il sistema sarà identico per tutti, ma tra una squadra e l’altra potrebbero esserci delle piccole modifiche. Sarà un aspetto molto interessante” ha concluso.

Roberto Valenti

13th febbraio, 2018

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