F1 | GP Canada, nel ’99 nasce il famoso “Wall of Champions”

In quell'anno ben quattro piloti, tre dei quali Campioni del Mondo, andarono a sbattere contro il celebre muro all'ultima curva

F1 | GP Canada, nel ’99 nasce il famoso “Wall of Champions”

Ingresso della pit lane sulla sinistra, curva 13 a destra e poi subito a sinistra con un doppio cordolo da prendere in velocità dopo quasi 1200 metri di rettilineo. È questa la parte forse più cruciale del tracciato di Montreal, l’ultima curva dove molti piloti hanno dovuto fare i conti con il “Muro dei Campioni”, il famoso muro che è stato decisivo per molti GP del Canada. Jenson Button nel 2005 con la BAR (dopo essere partito dalla pole) e Sebastian Vettel nel 2011 con la Red Bull durante le prove libere, solo per citarne alcuni.

https://www.instagram.com/p/Bjx-8pfhTpa/?taken-by=f1

Ma a dar vita all’espressione “Wall of Champions” è stata senza dubbio l’edizione 1999 del GP canadese. In gara ci andarono a sbattere Ricardo Zonta con la BAR, poi Damon Hill con la Jordan, successivamente Michael Schumacher con la Ferrari e infine Jacques Villeneuve sempre con la BAR (scuderia che evidentemente ha avuto un destino particolarmente avverso con quel punto della pista).

Ritiri eccellenti, visto che gli ultimi tre piloti citati possono vantare nel curriculum la conquista del titolo Mondiale: Damon Hill (campione del mondo ’96), Michael Schumacher (campione nel ’94 e nel ’95) e Jacques Villeneuve (campione nel ’97). A dimostrazione che anche l’esperienza e il talento nulla hanno potuto con il Wall of Champions. E sempre Villeneuve contro quel muro ci tornerà a sbattere anche nel 2006, quando a pochi giri dalla fine la sua BMW Sauber è costretta al ritiro per un problema ai freni.

https://www.instagram.com/p/BjxLeK4Hgu3/?taken-by=f1

Quella del ’99 fu una delle gare più imprevedibili della stagione, con la pole di Schumacher neutralizzata dall’incidente e Mika Hakkinen bravo e fortunato ad approfittarne lanciandosi verso la conquista del Mondiale, complice anche il noto infortunio capitato al tedesco della Rossa tre gare dopo a Silverstone e che lo tenne lontano dalla pista per sei GP.

 

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F1 | GP Canada, nel ’99 nasce il famoso “Wall of Champions”

In quell'anno ben quattro piloti, tre dei quali Campioni del Mondo, andarono a sbattere contro il celebre muro all'ultima curva

Giuliano Martino
di 9 giugno, 2018
F1 | GP Canada, nel ’99 nasce il famoso “Wall of Champions”

Ingresso della pit lane sulla sinistra, curva 13 a destra e poi subito a sinistra con un doppio cordolo da prendere in velocità dopo quasi 1200 metri di rettilineo. È questa la parte forse più cruciale del tracciato di Montreal, l’ultima curva dove molti piloti hanno dovuto fare i conti con il “Muro dei Campioni”, il famoso muro che è stato decisivo per molti GP del Canada. Jenson Button nel 2005 con la BAR (dopo essere partito dalla pole) e Sebastian Vettel nel 2011 con la Red Bull durante le prove libere, solo per citarne alcuni.

https://www.instagram.com/p/Bjx-8pfhTpa/?taken-by=f1

Ma a dar vita all’espressione “Wall of Champions” è stata senza dubbio l’edizione 1999 del GP canadese. In gara ci andarono a sbattere Ricardo Zonta con la BAR, poi Damon Hill con la Jordan, successivamente Michael Schumacher con la Ferrari e infine Jacques Villeneuve sempre con la BAR (scuderia che evidentemente ha avuto un destino particolarmente avverso con quel punto della pista).

Ritiri eccellenti, visto che gli ultimi tre piloti citati possono vantare nel curriculum la conquista del titolo Mondiale: Damon Hill (campione del mondo ’96), Michael Schumacher (campione nel ’94 e nel ’95) e Jacques Villeneuve (campione nel ’97). A dimostrazione che anche l’esperienza e il talento nulla hanno potuto con il Wall of Champions. E sempre Villeneuve contro quel muro ci tornerà a sbattere anche nel 2006, quando a pochi giri dalla fine la sua BMW Sauber è costretta al ritiro per un problema ai freni.

https://www.instagram.com/p/BjxLeK4Hgu3/?taken-by=f1

Quella del ’99 fu una delle gare più imprevedibili della stagione, con la pole di Schumacher neutralizzata dall’incidente e Mika Hakkinen bravo e fortunato ad approfittarne lanciandosi verso la conquista del Mondiale, complice anche il noto infortunio capitato al tedesco della Rossa tre gare dopo a Silverstone e che lo tenne lontano dalla pista per sei GP.

 

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