F1 | Gene Haas: “Non siamo ancora pronti per un pilota americano, serve esperienza”

Il proprietario del team statunitense commenta la polemica innescata da Steiner: "Sono state fatte un mucchio di supposizioni"

F1 | Gene Haas: “Non siamo ancora pronti per un pilota americano, serve esperienza”

In casa Haas si torna a parlare di piloti americani. Dopo le polemiche scaturite dalle parole rilasciate più di un mese fa dal team principal Gunther Steiner (“al momento non c’è nessuno pilota pronto per la Formula 1 negli Stati Uniti”), il proprietario Gene Haas, intervistato dal sito ufficiale della Formula 1, ha provato a gettare acqua sul fuoco: “A Gunther Steiner è stato chiesto cosa ne pensasse della possibilità di avere un pilota americano in Formula 1 e, più specificamente, con il team Haas F1. Ha risposto dicendo che al momento questa necessità non è in cima alla nostra lista delle priorità, e c’è chi ha voluto fare un mucchio di supposizioni, innescando delle polemiche”.

Per Haas, si tratta solo di una questione di priorità: “Bisogna considerare che siamo una squadra giovane, che stiamo ancora completando il nostro processo di apprendimento e crescita in Formula 1: per noi oggi avere un pilota senza esperienza non è la cosa migliore. Non stiamo ovviamente dicendo che non vogliamo un pilota statunitense, ma che siamo nella nostra terza stagione in Formula 1, e stiamo crescendo grazie anche al contributo di Romain Grosjean e Kevin Magnussen, entrambi piloti in grado di indirizzare il team. Vogliamo diventare una squadra che può ambire al podio, non solo alla zona punti”.

Quando il team di Kannapolis avrà una maggior stabilità, magari verrà presa in considerazione la possibilità di ingaggiare un pilota americano: “Questo dibattito sui piloti americani non è poi un vero dibattito. Io credo nei piloti americani, il mio team Nascar ne è pieno, ed abbiamo vinto insieme molte gare e campionati. Ovviamente la serie è diversa, ma sono convinto che ci sono dei giovani piloti americani con un potenziale che li può portare a competere in Formula 1. Semplicemente non siamo ancora pronti per questo.

Federico Martino

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